Frammenti Africani

Frammenti Africani è un resoconto giornalistico di tematiche complesse del Continente Africano, futuro epicentro economico mondiale, dove coesistono potenze economiche e militari, crescita economica a due cifre, guerre, colpi di stato, masse di giovani disoccupati e una borghesia in piena crescita.
Un mosaico di situazioni contraddittorie documentate da testimonianze di prima mano e accuratamente analizzate per offrire un'informazione approfondita sulla politica, economia e scoperte scientifiche di un mondo in evoluzione pieno di paradossi.

Fulvio Beltrami

Fulvio Beltrami
Originario del Nord Italia, sposato con un'africana, da dieci anni vivo in Africa, prima a Nairobi ora a Kampala. Ho lavorato nell’ambito degli aiuti umanitari in vari paesi dell'Africa e dell'Asia.
Da qualche anno ho deciso di condividere la mia conoscenza della Regione dei Grandi Laghi (Uganda, Rwanda, Kenya, Tanzania, Burundi, ed Est del Congo RDC) scrivendo articoli sulla regione pubblicati in vari siti web di informazione, come Dillinger, FaiNotizia, African Voices. Dal 2007 ho iniziato la mia carriera professionale come reporter per l’Africa Orientale e Occidentale per L’Indro.
Le fonti delle notizie sono accuratamente scelte tra i mass media regionali, fonti dirette e testimonianze. Un'accurata ricerca dei contesti storici, culturali, sociali e politici è alla base di ogni articolo.

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Frammenti Africani

Ott 2

Burundi. Congolesi e Chiesa Cattolica sotto attacco

Il clima politico si sta surriscaldando e il regime si vendica dell’assassinio del capo delle FDLR e si scaglia contro la Chiesa Cattolica

di Fulvio Beltrami

Fulvio Beltrami 02 ottobre 2019

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Ott 2

Burundi. Citoyens congolais et Eglise catholique sous attaque

Le climat politique surchauffe et le régime se venge de l'assassinat du dirigeant des FDLR et s'oppose à l'Eglise catholique

di Fulvio Beltrami

Fulvio Beltrami 02 octobre 2019

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Set 28

Sylvestre Mudacumura, l'admirateur de la SS

Voila' les 25 long années de terreur entre le Rwanda et le Congo du milicien qui admirait l'Allemagne nazie protégé par la France

di Fulvio Beltrami

Sylvestre Mudacumura, l'admirateur de la SSEcco, le long des 25 années de terreur entre le Rwanda et le Congo du milicien qui admirait l'Allemagne nazie et était protégé par la France

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Set 28

Congo: ucciso il Comandante Supremo FDLR, Sylvestre Mudacumura, e ora?

Per 13 anni ha seminato terrore e morte tra Congo, Burundi e Rwanda, oltre assicurarsi il controllo delle risorse naturali congolesi. Pare una svolta determinata dal Presidente congolese Félix Tshisekedi

di Fulvio Beltrami

DI FULVIO BELTRAMI SU 2328 SETTEMBRE 2019

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Set 28

Congo: le commandant suprême des FDLR, Sylvestre Mudacumura, tué, et maintenant?

Pendant 13 ans, il a semé la terreur et la mort entre le Congo, le Burundi et le Rwanda, en plus d'assurer le contrôle des ressources naturelles congolaises. Cela semble être un tournant déterminé par le président congolais Félix Tshisekedi

di Fulvio Beltrami

Fulvio Beltrami 28/09/2019

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Set 18

Sud Sudan. Una pace ancora lontana

Ad un anno di distanza dagli accordi di pace le varie fazioni in lotta stentano a concretizzare la creazione di un governo di unità nazionale e garantire la necessaria stabilità per il ritorno dei rifugiati, la ricostruzione del Paese e la ripresa economica

di Fulvio Beltrami

Gli accordi di pace tra le principali fazioni in lotta sud sudanesi: SPLA del Presidente Salva Kiir e SPLA In Opposition (SPLA-IO) di Rieck Machar, furono firmati un anno fa a Khartoum e Kampala sotto pressioni dei Presidenti Yoweri Kaguta Museveni e Omar El Bashir. Entrambe le potenze regionali hanno grossi interessi in Sud Sudan. La prima appoggia il governo di Kiir. La seconda la ribellione di Machar.

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Set 18

Burundi. Résumé de la réunion à Genève pour le renouvellement du mandat de la Commission d'Enquête sur le Burundi

Une réunion spéciale s'est tenue à Genève pour le renouvellement du mandat de la Commission d'enquête sur le Burundi. La réunion a mis en lumière les divergences au sein de la communauté internationale concernant la crise politique burundaise qui s'est intensifiée en avril 2015 et qui risque maintenant de donner une solution définitive avec le génocide des tutsi burundais. Voilà le rapport des interventions

di Fulvio Beltrami

Fulvio Beltrami 18 Septembre 2019

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Set 16

Sud Sudan. Una pace ancora lontana

Ad un anno di distanza dagli accordi di pace le varie fazioni in lotta stentano a concretizzare la creazione di un governo di unità nazionale e garantire la necessaria stabilità per il ritorno dei rifugiati, la ricostruzione del Paese e la ripresa economica

di Fulvio Beltrami

di Fulvio Beltrami 16 settembre 2019

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Set 15

Burundi: la calma del terrore prima del genocidio

Secondo la commissione di inchiesta delle Nazioni Unite sul Burundi, i fattori suscettibili di condurre ad un genocidio sono stati individuati. Il concetto di genocidio fa parte integrante del pensiero politico di Pierre Nkurunziza. La paura di Bujumbura si sta diffondende nelle campagne

di Fulvio Beltrami

di Fulvio Beltrami su 13 Settembre 2019

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Set 15

Burundi: le calme de la terreur avant le génocide

Selon la commission d'enquête des Nations Unies sur le Burundi, les facteurs susceptibles de conduire au génocide ont été détectés. Le concept de génocide fait partie intégrante de la pensée politique de Pierre Nkurunziza, la peur de Bujumbura s'est étendue à la campagne

di Fulvio Beltrami

Fulvio Beltrami 02 Septembre 2019

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Set 15

Burundi: Nkurunziza e il ‘Male Burundese’

Ecco come il Prete Re ha conquistato la guida del piccolo Paese nel cuore dell’Africa

di Fulvio Beltrami

Ufficialmente la crisi che attanaglia il piccolo Paese nel cuore dell’Africa è iniziata nell’aprile 2015 quando scoppiarono proteste popolari di massa. La causa dei motti popolari fu la decisione del Presidente Pierre Nkurunziza di presentarsi ad un terzo mandato. La Costituzione ne prevedeva solo due mentre gli accordi di pace di Arusha (Tanzania) del 2000 sancivano un equilibrio di potere tra le due etnie, hutu e tutsi, e un’alternanza alla Presidenza. Gli accordi di pace firmati nel 2000 grazie alla mediazione di Stati Uniti, di Nelson Mandela e della Comunità di Sant’Egidio, mettevano fine a una guerra etnica che durava dall’ottobre 1993 quando il presidente Hutu Melchior Ndadaye fu ucciso da tre ufficiali dell’esercito sotto il controllo tutsi. 

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Set 15

Burundi: Nkurunziza et le mal burundais

Voici comment le prêtre- roi a conquis la direction du petit pays au cœur de l'Afrique

di Fulvio Beltrami

Officiellement, la crise qui frappe le petit pays au cœur de l'Afrique a débuté en avril 2015 lorsque des manifestations populaires de masse ont éclaté. La cause de les manifestations populaires était la décision du président Pierre Nkurunziza de se présenter pour un troisième mandat. La Constitution n'en prévoyait que deux tandis et les accords de paix d'Arusha (Tanzanie) de 2000 consacraient un rapport de forces entre les deux groupes ethniques, les Hutus et les Tutsis, ainsi qu'une alternance dans la présidence. Les accords de paix signés en 2000 grâce à la médiation des États-Unis, Nelson Mandela et la Communauté de Sant'Egidio, ont mis fin à une guerre ethnique qui durait depuis octobre 1993, date à laquelle le président Hutu Melchior Ndadaye avait été tué par trois officiers du armée sous contrôle tutsi.

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Set 15

Chi comanda in Burundi? FDLR: mercenari o padroni?

20.000 forse 30.000 terroristi del Democratic Forces for the Liberation of Rwanda sono infiltrati in Esercito, Polizia, Governo, sicurezza del Presidente controllando di fatto tutto il Paese

di Fulvio Beltrami

Nella prima parte di questa inchiesta abbiamo visto come Pierre Nkurunziza ha conquistato il potere e come lo ha saputo mantenere. I leader dell’opposizione e della società civile sono stati trucidati o costretti all’esilio. Le redazioni dei media indipendenti bruciate. Redattori e giornalisti assassinati. L’opposizione armata non è ancora in grado di organizzarsi e di lanciare un’offensiva militare su grande scala, nonostante i tentativi, falliti, dei scorsi anni. Tutte le apparenze tendono a dimostrare che Pierre Nkurunziza ha sotto controllo la situazione e mantiene salde le redini del potere.

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Set 14

Qui est responsable au Burundi? FDLR: mercenaires ou patrons?

20 000, peut-être 30 000 terroristes des Forces démocratiques de libération du Rwanda ont infiltré la sécurité de l'armée, de la police, du gouvernement et du président, contrôlant efficacement l'ensemble du pays

di Fulvio Beltrami

Dans la première partie de cette enquête, nous avons vu comment Pierre Nkurunziza avait obtenu le pouvoir et comment il l'avait conservé. Les leaders de l'opposition et de la société civile ont été massacrés ou contraints à l'exil. Les éditeurs de médias indépendants brûlés. Assassinats d'éditeurs et de journalistes. L’opposition armée n’est toujours pas en mesure de s’organiser et de lancer une offensive militaire à grande échelle, malgré les tentatives infructueuses des dernières années. Toutes les apparences tendent à montrer que Pierre Nkurunziza a la situation sous contrôle et maintient les rênes du pouvoir.
La présence au Burundi du groupe terroriste rwandais Forces démocratiques pour la libération du Rwanda ( FDLR ), Forces démocratiques pour la libération du Rwanda, est un fiasco. La collaboration entre Nkurunziza et les FDLR a été une escalade progressive. En 2014, les FDLR se sont engagés à former la milice jeunesse la plus fanatique du Conseil national pour la défense de la démocratie - Les Forces de défense de la démocratie ( CNDD-FDD ), les Imbonerakure ("ceux qui voient loin").
Selon les estimations des Nations Unies, l' aile jeunesse du CNDD-FDD compterait des centaines de milliers de membres. La majorité d'entre eux ont demandé la carte de peur d'être soupçonnés d'être des sympathisants de l'opposition et de subir la colère du régime. Dans toutes les dictatures, l’un des moyens de vous protéger de la violence consiste à garder la carte du parti dans votre poche. L'ONU estime qu'entre 20 000 et 30 000 Imbonerakure constituent l'aile armée du régime. Ce noyau a été transformé en une milice paramilitaire avec l'aide des FDLR. Les autres sont des abonnés passifs qui ne partagent peut-être même pas l'idéologie HutuPower.
Les 4 000 premiers miliciens Imbonerakure ont été formés par les FDLR en 2014 dans la province du Sud-Kivu, à l'est de la République démocratique du Congo. Les formations, qui se sont déroulées dans le plus grand secret, ont été découvertes par hasard par trois religieuses italiennes, Lucia Pulici, Olga Raschietti et Bernadetta Boggian, résidant à Bujumbura. Pour empêcher les trois sœurs d'envoyer les preuves aux Nations Unies, Nkurunziza a ordonné leur assassinat, qui a eu lieu un dimanche de septembre 2014. Le triple meurtre a été organisé par le général Adolphe Nshimirimana, assassiné par la suite par Nkrunziza.
Après le coup d'État manqué de mai 2015, Nkurunziza prend conscience que les forces armées et la police ne peuvent être considérées à 100% comme loyales à ses illusions du royaume hutu. La milice paramilitaire Imbonerakure en était encore à ses débuts. Une décimation de soldats, officiers et policiers tutsis ou non loyaux était nécessaire, mais avec qui les remplacer?
La solution a été trouvée en proposant un pacte de mercenaires aux terroristes des FDLR. Les FDLR ont progressivement infiltré leurs hommes dans l'armée et la police, devenant des alliés fiables du régime, la seule et véritable force de défense du pays. On parle d'un tarif mensuel pour leurs services compris entre 1 et 2 millions de dollars.
Si nous nous en tenons aux apparences, les FDLR sont des mercenaires étrangers engagés par le régime pour sa défense. Si nous examinons la montée des FDLR au Burundi, il semble apparaître une réalité différente qui crée nécessairement des doutes. Les FDLR ont repris les postes de commandement de l' armée et de la police. Au début, seules quelques centaines de miliciens s'étaient infiltrés dans la police et l'armée pour remplacer des déserteurs ou des éléments assassinés, soupçonnés de manquer de loyauté.
Au cours du second semestre de 2017, Nkurunziza a multiplié les décimations de soldats, policiers et officiers de peur de subir un second coup d'État. À l'époque, des rumeurs circulaient sur l'existence d'un complot d'assassinat du dictateur. Il a également été dit que la santé de Nkurunziza était gravement compromise. L' intrigue a pris forme en octobre 2018. Des éléments du CNDD-FDD, ainsi que quelques militaires, envisageaient de tirer parti de la maladie (encore inconnue) de Nkurunziza pour le remplacer par un chef modéré hutu et créer un gouvernement d'union nationale avec les rebelles et la société civile. Le complot n’allait jamais au-delà de la théorie, mais il était utile aux FDLR qui avaient réussi à augmenter le nombre d’infiltrés dans les forces armées.
À partir de 2018, l'infiltration dans l'appareil de défense burundais fait un saut qualitatif. Les FDL parviennent à sécuriser les postes de commandement au sein de l'armée et de la police, en remplacement des officiers suspects.
À l'heure actuelle, des officiers supérieurs des FDLR occupent des postes de responsabilité dans l'appareil de défense. Parmi eux, de nombreux officiers qui étaient auparavant en poste à Goma, capitale de la province du Nord-Kivu, à l'est du Congo. Jean Pierre Ndimurwimo, Leonard Kwizera, Benjamin Habarugira, Gilbert Hatungimana, Pascal Barukwege, Egide Masabo, Ildeph Hakizimana, Juma Bahati, Benoit Madef, Victor Byamungu, Bosco Barekebaguve Nsaminana et Luc Kananga.
Profitant de la psychose de Nkurunziza, qui a en fait entraîné la destruction d'une armée parmi les plus efficaces de la région, les FDLR ont également étendu leur influence à de hautes personnalités du régime, dont le numéro deux, le général Alain-Guillaume Bunyoni. , considéré comme leur "homme". Ils sont même allés jusqu'à assurer la sécurité personnelle du dictateur en infiltrant la Garde présidentielle.
On prétend que la moitié de la garde présidentielle est composée de miliciens des FDLR, et certains disent que tous les éléments de la garde présidentielle appartiennent aux FDLR. Les lieutenants colonels FDLR Sefu Bora, Barukwege Leonard et Lukusa Salif sont actuellement au Burundi infiltrés dans la Garde présidentielle. Leur quartier général est situé dans les camps militaires de Muzinda et Mujeiru, à Bujumbura, l'ancienne capitale du Burundi. En 2018, Nkurunziza déplace la capitale de Bujumbura à Gitega, destinée à devenir la capitale du royaume hutu. En raison du manque de fonds, aucun ministère ou parlement n'a été transféré à Gitega et les diplomaties africaines, asiatiques et occidentales ignorent la nouvelle capitale.
Entre décembre 2018 et mai 2019, des centaines et des centaines de militants des FDLR sont arrivés au Burundi en provenance de la province congolaise voisine du Sud-Kivu et se sont installés dans la forêt de Kibira, à la frontière avec le Rwanda.
Avec eux, il y aurait aussi des miliciens de deux autres groupes armés rwandais, le Front de libération nationale (branche armée du Mouvement rwandais pour le changement démocratique, le parti Hutupower près de Victoire Ingabire Umuhoza ) et le Congrès national du Rwanda, fondé par d'anciens officiers tutsis, Theogene Rudasingwa, le général Nyamwasa, Gerald Gahima et Patrick Karegeya, tués par les services secrets rwandais en 2014.
Ces militants ne sont pas au Burundi pour renforcer le contrôle des FDLR dans le pays, mais pour envahir le Rwanda depuis le territoire burundais.
Deux tentatives d' invasion ont échoué entre juin et juillet 2018. Avec l' échec de la tentative d' invasion début août, les FDLR et d'autres milices congolais-rwandaises ouvrent deux fronts sur le territoire rwandais. Une au nord (en passant par le Congo) et une au sud (en traversant la forêt de Kibira). Cette dernière invasion représente la menace militaire la plus grave qui pèse sur le gouvernement de Kigali depuis l’Holocauste.
Les FDLR ont également protégé le régime en se livrant à une série d'affrontements dans le district d'Uvira, dans le Sud-Kivu, au Congo, contre l'opposition armée burundaise - Forces nationales de libération (FNL), Forces républicaines du Burundi (FOREBU), devenues forces populaires burundaises (FPB). ) et de la résistance au droit burundais (RED-Tabara) - pour empêcher une offensive sur Bujumbura. Lors des affrontements, qui ont eu lieu entre février et mars 2018, les FDLR ont eu recours à quelques milliers de miliciens Imbonerakure.
La collaboration entre les FDLR et le régime burundais semble avoir des frontières très confuses et instables. Si d'un côté les FDLR ne seraient que des mercenaires, de l'autre Nkurunziza leur permettrait de disposer de bases militaires pour envahir le Rwanda.
À plusieurs reprises, les FDLR sont même devenues un organisme de financement. En 2018, les FDLR auraient prêté d’énormes sommes d’argent au régime en proie à de graves difficultés économiques en raison des sanctions de l’Union européenne. Argent provenant du trafic illicite d'or, de diamants et de coltan congolais.
Le côté sombre de la collaboration entre le CNDD-FDD et les FDLR est le contrôle progressif des mercenaires rwandais exercé sur la milice paramilitaire Imbonerakure, qui pourrait transformer les FDLR de simples mercenaires en acteurs de premier plan de la politique burundaise.
Les Imbonerakure gagnent en importance et occupent une place de choix dans la politique nationale. Depuis 2016, les Imbonerakure organisent des manifestations et des défilés militaires comparables à ceux des milices génocidaires rwandaises de 1994, les Interahamwe. et l' Impuzamugambi. Est-ce une coïncidence si les Interahamwe et les Impuzamugambi ont fusionné dans les FDLR en 2000, donnant au groupe terroriste l'empreinte génocidaire qui le caractérise?
Les Imbonerakure ont été les acteurs du référendum de farce sur la révision de la Constitution, qui a abrogé les limites des mandats présidentiels. Ces miliziens, possédés par la haine ethnique, ont forcé des milliers de citoyens à aller voter. Ils étaient même à l'intérieur des isoloirs pour s'assurer que le «bon citoyen» faisait le bon choix.
Les Imbonerakure ont également infiltré les Casques bleus burundais servant dans diverses missions de paix des Nations Unies en Afrique. Les Imbonerakure contrôlent maintenant la sécurité du pays et décident qui mérite de vivre et de mourir. Les décisions sont prises de sang chaud dans un horrible massacre silencieux qui connaît une escalade inquiétante en 2019. Les milices Imbonerakure volent du bétail, brûlent des maisons tutsies et tuent des occupants dans les zones rurales pendant que les autorités burundaises le laissent partir.
Ces jeunes qui "voient loin" depuis 2018 ont mis en place une montée rapide au sommet du pouvoir qui témoigne de leur importance au sein du régime. Ezéchiel Nibigira, dirigeant d'Imbonerakure, a été nommé ministre des Affaires étrangères en avril 2018. Eric Nshimirimana, haut commandant d'Imbonerakure, a pris la direction de la Radio Télévision nationale burundaise ( RTNB ) en juillet dernier, contrôlant ainsi la principaux médias nationaux.
La métamorphose rapide de la jeune branche du CNDD-FDD en une puissante milice paramilitaire placée au sommet du régime aurait été possible si les Imbonerakure n'avaient pas été sous le contrôle des FDRL? Par le biais des Imbonerakure, les FDLR pourraient -elles contrôler des secteurs stratégiques du pouvoir? pouvant ainsi influencer les choix politiques du régime. En garantissant la sécurité personnelle du dictateur, les FDLR ont-elles le sort de Nkurunziza entre leurs mains?
La tentative de limiter l'influence des Imbonerakure mise en œuvre par le dictateur démontre que les rêves de Nkurunziza de pouvoir absolu sont gênants. Entre 2017 et les premiers mois de 2018, Nkurunziza a voulu freiner les pulsions des jeunes miliciens, diminuer leur puissance, les remettre en ligne. Il réalisa qu'il était trop tard. Le monstre Frankenstein pensait maintenant avec sa propre tête ou avec celle des FDLR. Nkurunziza avait deux choix. Ouvrez une confrontation militaire avec les Imbonerakure ou laissez-la aller. Il a choisi la deuxième option. La nomination de commandants militaires Imbonerakure à des postes gouvernementaux importants marque sa défaite, du moins pour le moment.
Les FDLR sont également devenues des alliées inconfortables mais nécessaires. Renoncer à leur protection reviendrait à exposer la partie à des groupes d’opposition armés toujours actifs et au Rwanda. Le choix de maintenir cette alliance dangereuse a été fait en 2015, lorsque Nkurunziza a personnellement assassiné le général Nshimirimana. La décision, impulsive et dictée par l'orgueil, a été prise lors d'une réunion au cours de laquelle Adolphe avait expressément demandé à interrompre l'alliance avec les FDLR.
Au Burundi, la population de la patrie et la diaspora burundaise sont clairement divisées. Certains affirment que les FDLR contrôlent désormais pleinement le pays. D'autres affirment qu'ils le contrôlent en partie. D'autres nient la présence des FDLR.
Comprendre qui commande réellement au Burundi (que ce soit Nkurunziza ou les FDLR) est d’une importance vitale pour comprendre la nature de ce régime HutuPower et les scénarios futurs possibles. Malheureusement, le sujet semble être tabou. Les FDLR sont le seul groupe terroriste au monde dont tout le monde ne veut pas parler. Malgré son existence et sa dangerosité, ce sont des éléments connus de tous.
Pour les Burundais, le sujet est difficile à traiter. Cela cause de la douleur, beaucoup de douleur. À la maison, un citoyen normal ne se demande pas vraiment qui est au pouvoir, à moins qu'il ne soit fatigué de vivre. Les Imbonerakure et les FDLR ont infiltré les quartiers populaires de Bujumbura et les principales villes du pays. Ils participent à la vie quotidienne. Ils sont présents lors de cérémonies religieuses, mariages, funérailles, fêtes. Sirotez des bières dans les pubs et... écoutez. Je suis une puissante armée d'espions. Quiconque ose faire des discours politiques contre le régime est classé. En fonction de la gravité du discours, le citoyen reçoit un avertissement, est arrêté pour interrogatoire et libéré ou est tué de sang froid.
L'infiltration des Imbonerakure et des FDLR dans la population a créè un climat de suspicion et de terreur. Les Burundais ne savent pas à qui ils sont confrontés et évitent donc tout sujet politique. La situation est aggravée par le contrôle total des informations détenues par le régime. La population ne reçoit des informations que des médias officiels contrôlés par le régime. Notez que la télévision nationale est maintenant sous le contrôle direct des Imbonerakure... Incapables de se rebeller, de plus en plus de Burundais tentent par tous les moyens de s’échapper du pays.
Le sujet de la diaspora est tabou en raison de la forte présence de sympathisants du CNDD-FDD qui ont des devoirs d’espionnage. Si les Burundais de la diaspora proches de l'opposition ont le malheur d'avoir des parents ou des membres de leur famille laissés au Burundi, ce sont eux qui paient le prix de la «trahison». Pour compliquer la situation, de nombreux Burundais ont également du mal à admettre que leur pays est dirigé par des étrangers.
Malgré ces obstacles, le peuple burundais doit entreprendre le douloureux voyage de la vérité, il nous dit que les rares qui osent dire quelques mots strictement enfermés dans un microphone en ont conscience. " Il est nécessaire de réfléchir et de comprendre qui commande réellement au Burundi. Si vous ne savez pas qui est l'ennemi, comment pouvez-vous le combattre? ».

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Lug 6

Africa. Non credete alle bugie americane sull’Iran

Sulla crisi Washington Teheran si sono espressi vari esperti occidentali e medio orientali, molti di essi contrari al conflitto che aumenterebbe l’instabilità nel Medio Oriente e metterebbe a repentaglio la pace mondiale. Frammenti Africani vi propone il punto di vista di esperti africani. Un punto di vista importante per la prossimità dell’Africa all’Europa e al Medio Oriente e per le relazioni economiche e politiche che i paesi africani intrattengono con Stati Uniti, Unione Europea e Iran. Il giudice Jenerali ci propone un punto di vista inedito sulla crisi, che evidenzia il sorgere, seppur con fatica, di un nuovo concetto di mondializzazione, di Villaggio Globale non solo in Africa ma in Asia e America Latina. Un concetto di Rinascita dell’umanità che guarda all’Europa, seppur malata, come l’unico baluardo della civiltà capace di resistere alle tre potenze mondiali: Stati Uniti, Russia e Cina. Potenze denifite da Jenerali come fasciste e imperialiste

di Fulvio Beltrami

Patrick Kanyunga

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Giu 24

Etiopia. Futuro incerto dopo il fallito colpo di stato

I comunicati ufficiali hanno nascosto il fatto che il tentativo di golpe non era relegato alla regione dell’Amhara, bensì ha cercato di coinvolgere tutto il Paese. Obiettivo: sostituire l’attuale Governo e deporre il premier etiope L’autore del golpe sarebbe il brigadiere generale Asaminew Tsege, per capire perché ha agito occorre conoscere l’intrigata situazione interna dell’Etiopia e il passato del premier Abiy Hamed

di Fulvio Beltrami

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Set 22

Congo: la verità nascosta del massacro dei rifugiati burundesi a Kamanyola

Il 15 settembre 2017 presso Kamanyola, Sud Kivu, Congo 40 rifugiati burundesi vengono uccisi dalle forze dell’ordine congolesi e oltre 100 feriti. Dietro a questo eccidio si nasconde una terribile verità. Le autorità congolesi hanno dato 4 versioni diverse e discordanti. Abbiamo raccolto la testimonianza di 6 persone scampate al massacro. I testimoni in esclusiva ci dicono: eccidio fatto da burundesi, soldati regolari o miliziani Imbonerakure, mandati dal Governo burundese e con la complicità di vertici congolesi, mentre le forze ONU ‘stanno a guardare’

di Fulvio Beltrami

Venerdì 15 settembre 2017 quattordici rifugiati burundesi ospiti del centro di accoglienza di Kamanyola, provincia del Sud Kivu est del Congo, al confine con il Burundi, vengono uccisi dalla Polizia. I feriti sono oltre 100. La prima versione ufficiale fornita dal Governo congolese è che la Polizia ha risposto ad una manifestazione (definita violenta) dei rifugiati burundesi presso la cittadina di Kamanyola. I rifugiati protestavano contro il rimpatrio forzato di 4 loro compagni in Burundi. La manifestazione non autorizzata ha preso una piega violenta e la Polizia ha perso il controllo, sparando sui rifugiati e provocando una carneficina. Nei tre successivi giorni i dispacci delle agenzie stampa aggiornano il numero delle vittime che mercoledì 20 settembre sono salite a 40, mentre i feriti sarebbero 117.

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Set 20

Burundi. Il Vaticano accusa il regime di promuovere una dottrina diabolica

Continua l’opera di denuncia della Santa Sede rivolta contri il regime dittatoriale del ex Presidente Pierre Nkurunziza. Monsignor Jachim Ntahondereye, presidente della Conferenza Episcopale del Burundi accusa i leader del regime burundese di essere dei bugiardi ipocriti che promuovono una dottrina diabolica di morte

di Fulvio Beltrami

Dopo i risultati della inchiesta condotta dalla Commissione ONU in Burundi che hanno rivelato vari crimini contro l'umanità e una precisa strategia genocidaria contro la minoranza tutsi aprendo così le porte ad una inchiesta internazionale presso la CPI, il Vaticano interviene lanciando dure accuse all regime del dittatore Pierre Nkurunziza e chiedendo seri colloqui di pace. Domenica 10 settembre il presidente della Conferenza Episcopale, Monsignor Joachim Ntahondereye, noto per le sue denunce contro il regime, ha scritto un duro intervento che è stato letto durante l'omelia domenicale in tutte le chiese cattoliche del Paese. Nel suo intervento Monsignor Ntahondereye denuncia una dottrina diabolica perseguita da dei "bugiardi ipocriti" e tesa a creare odio e violenza in Burundi. Il riferimento al regime è palese. Monsignor Ntahondereye ha inoltre esortato il governo ad accettare seri colloqui di pace con tutti gli attori politici della crisi burundese e l'opposizione in esilio. I negoziati sono ad un punto morto da oltre 8 mesi

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Ago 18

Kenya, non si può morire per Odinga

Il leader dell’opposizione del Kenya, Raila Odinga, dinnanzi ai risultati, ancora provvisori ma che chiariscono una netta vittoria del Presidente Uhuru Kenyatta, è convinto che le elezioni siano state truccate ed invita la popolazione alla rivolta. I tentativi di contestare le elezioni con il supporto popolare sono falliti mentre anche l’alleato storico di Odinga, gli Stati Uniti lo abbandonano considerandolo non più credibile…

di Fulvio Beltrami

Il leader dell’opposizione del Kenya, Raila Odinga, dinnanzi ai risultati, ancora provvisori ma che chiariscono una netta vittoria del Presidente Uhuru Kenyattaè convinto che le elezioni siano state truccate.

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Ago 18

Rwanda: vittoria scontata e fake news diffamatorie

Paul Kagame è stato riconfermato presidente con oltre il 90% dei voti in elezioni dichiarate dalla comunità internazionale libere e trasparenti. Eppure prima e dopo l’esito elettorale sono comparsi in rete e su alcuni media (anche italiani) delle fake news tese a dipingere una situazione della maggioranza degli Hutu come disperata. Se la maggioranza Hutu fosse brutalmente repressa e nutrissero desideri di ribellione, come queste fake news sostengono, non si spiega perché gli Hutu non si sono uniti alla forza militare FDLR che promuove la supremazia razziale e la riconquista del Paese…

di Fulvio Beltrami

Gli esiti delle elezioni presidenziali in Rwanda tenutesi venerdì 4 agosto erano scontati. Un plebiscito per il Presidente uscente Paul Kagame che si assicura la vittoria con il 98% dei voti. I due candidati dell’opposizione si attestano a percentuali inferiori al 1%. Il candidato indipendente (sostenuto dalla Francia) Philippe Mpayimana ha ricevuto lo 0,73% dei voti mentre Frank Habineza, leader del Partito Democratico Verde lo 0,47% Secondo gli osservatori della CEMAC, EAC e dell’Unione Africana, le elezioni sono state trasparenti e lo spoglio delle urne un esempio di perfezione elettorale.

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