Frammenti Africani

Frammenti Africani è un resoconto giornalistico di tematiche complesse del Continente Africano, futuro epicentro economico mondiale, dove coesistono potenze economiche e militari, crescita economica a due cifre, guerre, colpi di stato, masse di giovani disoccupati e una borghesia in piena crescita.
Un mosaico di situazioni contraddittorie documentate da testimonianze di prima mano e accuratamente analizzate per offrire un'informazione approfondita sulla politica, economia e scoperte scientifiche di un mondo in evoluzione pieno di paradossi.

Fulvio Beltrami

Fulvio Beltrami
Originario del Nord Italia, sposato con un'africana, da dieci anni vivo in Africa, prima a Nairobi ora a Kampala. Ho lavorato nell’ambito degli aiuti umanitari in vari paesi dell'Africa e dell'Asia.
Da qualche anno ho deciso di condividere la mia conoscenza della Regione dei Grandi Laghi (Uganda, Rwanda, Kenya, Tanzania, Burundi, ed Est del Congo RDC) scrivendo articoli sulla regione pubblicati in vari siti web di informazione, come Dillinger, FaiNotizia, African Voices. Dal 2007 ho iniziato la mia carriera professionale come reporter per l’Africa Orientale e Occidentale per L’Indro.
Le fonti delle notizie sono accuratamente scelte tra i mass media regionali, fonti dirette e testimonianze. Un'accurata ricerca dei contesti storici, culturali, sociali e politici è alla base di ogni articolo.

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Set 22

Congo: la verità nascosta del massacro dei rifugiati burundesi a Kamanyola

Il 15 settembre 2017 presso Kamanyola, Sud Kivu, Congo 40 rifugiati burundesi vengono uccisi dalle forze dell’ordine congolesi e oltre 100 feriti. Dietro a questo eccidio si nasconde una terribile verità. Le autorità congolesi hanno dato 4 versioni diverse e discordanti. Abbiamo raccolto la testimonianza di 6 persone scampate al massacro. I testimoni in esclusiva ci dicono: eccidio fatto da burundesi, soldati regolari o miliziani Imbonerakure, mandati dal Governo burundese e con la complicità di vertici congolesi, mentre le forze ONU ‘stanno a guardare’

di Fulvio Beltrami

Venerdì 15 settembre 2017 quattordici rifugiati burundesi ospiti del centro di accoglienza di Kamanyola, provincia del Sud Kivu est del Congo, al confine con il Burundi, vengono uccisi dalla Polizia. I feriti sono oltre 100. La prima versione ufficiale fornita dal Governo congolese è che la Polizia ha risposto ad una manifestazione (definita violenta) dei rifugiati burundesi presso la cittadina di Kamanyola. I rifugiati protestavano contro il rimpatrio forzato di 4 loro compagni in Burundi. La manifestazione non autorizzata ha preso una piega violenta e la Polizia ha perso il controllo, sparando sui rifugiati e provocando una carneficina. Nei tre successivi giorni i dispacci delle agenzie stampa aggiornano il numero delle vittime che mercoledì 20 settembre sono salite a 40, mentre i feriti sarebbero 117.

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Set 20

Burundi. Il Vaticano accusa il regime di promuovere una dottrina diabolica

Continua l’opera di denuncia della Santa Sede rivolta contri il regime dittatoriale del ex Presidente Pierre Nkurunziza. Monsignor Jachim Ntahondereye, presidente della Conferenza Episcopale del Burundi accusa i leader del regime burundese di essere dei bugiardi ipocriti che promuovono una dottrina diabolica di morte

di Fulvio Beltrami

Dopo i risultati della inchiesta condotta dalla Commissione ONU in Burundi che hanno rivelato vari crimini contro l'umanità e una precisa strategia genocidaria contro la minoranza tutsi aprendo così le porte ad una inchiesta internazionale presso la CPI, il Vaticano interviene lanciando dure accuse all regime del dittatore Pierre Nkurunziza e chiedendo seri colloqui di pace. Domenica 10 settembre il presidente della Conferenza Episcopale, Monsignor Joachim Ntahondereye, noto per le sue denunce contro il regime, ha scritto un duro intervento che è stato letto durante l'omelia domenicale in tutte le chiese cattoliche del Paese. Nel suo intervento Monsignor Ntahondereye denuncia una dottrina diabolica perseguita da dei "bugiardi ipocriti" e tesa a creare odio e violenza in Burundi. Il riferimento al regime è palese. Monsignor Ntahondereye ha inoltre esortato il governo ad accettare seri colloqui di pace con tutti gli attori politici della crisi burundese e l'opposizione in esilio. I negoziati sono ad un punto morto da oltre 8 mesi

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Ago 18

Kenya, non si può morire per Odinga

Il leader dell’opposizione del Kenya, Raila Odinga, dinnanzi ai risultati, ancora provvisori ma che chiariscono una netta vittoria del Presidente Uhuru Kenyatta, è convinto che le elezioni siano state truccate ed invita la popolazione alla rivolta. I tentativi di contestare le elezioni con il supporto popolare sono falliti mentre anche l’alleato storico di Odinga, gli Stati Uniti lo abbandonano considerandolo non più credibile…

di Fulvio Beltrami

Il leader dell’opposizione del Kenya, Raila Odinga, dinnanzi ai risultati, ancora provvisori ma che chiariscono una netta vittoria del Presidente Uhuru Kenyattaè convinto che le elezioni siano state truccate.

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Ago 18

Rwanda: vittoria scontata e fake news diffamatorie

Paul Kagame è stato riconfermato presidente con oltre il 90% dei voti in elezioni dichiarate dalla comunità internazionale libere e trasparenti. Eppure prima e dopo l’esito elettorale sono comparsi in rete e su alcuni media (anche italiani) delle fake news tese a dipingere una situazione della maggioranza degli Hutu come disperata. Se la maggioranza Hutu fosse brutalmente repressa e nutrissero desideri di ribellione, come queste fake news sostengono, non si spiega perché gli Hutu non si sono uniti alla forza militare FDLR che promuove la supremazia razziale e la riconquista del Paese…

di Fulvio Beltrami

Gli esiti delle elezioni presidenziali in Rwanda tenutesi venerdì 4 agosto erano scontati. Un plebiscito per il Presidente uscente Paul Kagame che si assicura la vittoria con il 98% dei voti. I due candidati dell’opposizione si attestano a percentuali inferiori al 1%. Il candidato indipendente (sostenuto dalla Francia) Philippe Mpayimana ha ricevuto lo 0,73% dei voti mentre Frank Habineza, leader del Partito Democratico Verde lo 0,47% Secondo gli osservatori della CEMAC, EAC e dell’Unione Africana, le elezioni sono state trasparenti e lo spoglio delle urne un esempio di perfezione elettorale.

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Ago 18

Kenya, un criminale come Presidente?

La rete criminale e mafiosa tiene in piedi Kenyatta così potente da far cancellare un processo presso la Corte Penale Internazionale per crimini contro l'umanità. Tra multinazionali e generali spuntano i dubbi anche su convivenze con la Mafia Italiana a Malindi

di Fulvio Beltrami

L’ufficializzazione del risultato delle elezioni in Kenya tarda arrivare, ma oramai è questione di ore, l’ennesimo rinvio ora fissa per oggi l’ufficializzazione. Si parla ancora di dati parziali al momento in cui scriviamo, ma Uhuru Kenyatta(figlio del primo Presidente del KenyaJommo Kenyatta) si attesterebbe al54,4% dei voti validi, mentre il suo storico rivale, Raila Odinga, otterrebbe il 44,4% delle preferenze. Questi dati, pubblicati dalla IEBC, la Commissione Elettorale Indipendente, riguardano l’85% dei seggi. I risultati che scaturiranno dal restante 15% dei seggi non saranno in grado di ribaltare la situazione.

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Giu 4

Uganda. Martyrs Day 2017. Il simbolo dell’alleanza tra Anglicani e Cattolici in Africa

Il Giorno dei Martiri, festa nazionale per commemorare il massacro degli ugandesi di fede cristiana ordinato nel 1885 dal Re dei Buganda: Kabaka Mwanga II, rappresenta quest’anno il segno più mediatico del nuovo corso intrapreso dalle chiese Anglicana e Cattolica alleatesi per promuovere una unità di intenti e politiche cristiane capaci di garantire la pace e lo sviluppo in Africa nel pieno rispetto della dignità umana. Una politica che rompe con l’oscuro passato delle due Chiese durante il periodo della Guerra Fredda che portarono anglicani e cattolici ad appoggiare feroci dittature africane filo occidentali

di Fulvio Beltrami

Sabato 3 giugno l’Uganda ha celebrato il Martyrs Day, festa nazionale di pari importanza al Independence Day istituita per commemorare il massacro dei Buganda convertiti al Cristianesimo ordinato dal loro Re: Kabaka Mwanga II nel 1885. Le celebrazioni sono state affidate alla Diocesi di Hoima che sta assumendo una importanza strategica all’interno della Chiesa Cattolica ugandese in quanto diocesi del distretto dove sorgerà la raffineria per trattare il greggio ugandese, sudanese e parte del greggio dell’est del Congo. Il Dr. Kiiza Aliba, Segretario Esecutivo del Dipartimento Pace e Giustizia della Conferenza Episcopale dell’Uganda è stato eletto per l’occasione a Direttore del comitato organizzativo del Martyrs Day. Verso la seconda metà di maggio sono stati resi disponibili i fondi necessari per l’organizzazione della festa religiosa nazionale per un totale di 597 milioni di scellini ugandesi corrispondenti a: 166.064 dollari americani.

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Giu 3

Burundi. Ritorna la diplomazia di Louis Michel

Il grande Burattinaio dei Grandi Laghi: Louis Michel, ritorna alla ribalta dell’opinione pubblica occidentale per l’appello firmato da un gruppo di eurodeputati, ad intervenire in Burundi contro il regime di Nkurunziza. L’appello chiarisce senza mezzi termini gli alti rischi di genocidio ed invita la comunità internazionale ad intervenire prima del irreparabile. Louis Michel è noto per la sua grande esperienza diplomatica nella regione e per essere estremamente prudente prima di parlare

di Fulvio Beltrami

Louis Michel, il grande burattinaio della diplomazia belga nella regione dei Grandi Laghi, è una figura di primo piano nella storia dell’Africa Orientale degli ultimi 30 anni. Supporter della riconquista del Rwanda da parte dell’attuale presidente Paul Kagame ideata dal presidente ugandese Yoweri Kaguta Museveni, Michel è stato uno degli artefici della caduta del dittatore Mobutu Sese Seko nello Zaire (1996). Ha successivamente supportato il regime di Kabila contro la pressione militare burundese, ugandese e ruandese nel 1998 e nelle due ribellioni Banyarwanda est del Congo nel 2009 e nel 2012.

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Giu 3

Burundi. Rafforzati i legami con la Russia

Il regime HutuPower burundese dopo aver riattivato l’alleanza con la Cina ha rafforzato i legami politici ed economici con la Russia durante il forum economico internazionale di San Pietroburgo. Cina e Russia si apprestano a sostituire l’Unione Europea nel sostegno finanziario al governo illegittimo, incuranti delle violazioni di massa dei diritti umani e il rischio di genocidio. Ma il supporto russo non sembra genuino, efficace e conveniente

di Fulvio Beltrami

Giovedì 01 giugno il Vice Presidente burundese Joseph Butore ha presenziato al 21° forum economico internazionale a San Pietroburgo. La delegazione burundese ha siglato importanti accordi finanziari ed economici che permetteranno al regime di superare in parte il congelamento degli aiuti e le sanzioni economiche europee, dando una boccata d’ossigeno all’economia collassata dopo due anni di crisi sociale e politica e di isolamento internazionale.

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Giu 2

I rifugiati come capo espiatorio

Immigrazione incontrollata, terrorismo islamico e sicurezza nazionale sono i temi in voga nell’Occidente che si sta avviando a costruire muri su muri per bloccare l’invasione dei “barbari”. Nella babele di teorie e fobie promosse dai media e governi occidentali raramente l’opinione pubblica ha la possibilità di sentire la voce di quelli che abitano dalla parte “sbagliata” del nostro pianeta. Il giornalista egiziano Salah Nasrawi sul settimanale arabo Al-Ahram Weekly ci offre questa opportunità facendoci scoprire un mondo di disprezzo e odio razziale promosso dall’Occidente ad ogni livello. Una barriera di odio che nasce dalle Ambasciate e Consolati occidentali e si propaga in Europa e Stati Uniti

di Fulvio Beltrami

Immigrazione incontrollata, terrorismo islamico e sicurezza nazionale sono i temi in voga nell’Occidente che si sta avviando a costruire muri su muri per bloccare l’invasione dei “barbari”. Nella babele di teorie e fobie promosse dai media e governi occidentali raramente l’opinione pubblica ha la possibilità di sentire la voce di quelli che abitano dalla parte “sbagliata” del nostro pianeta. Il giornalista egiziano Salah Nasrawi sul settimanale arabo Al-Ahram Weekly ci offre questa opportunità facendoci scoprire un mondo di disprezzo e odio razziale promosso dall’Occidente ad ogni livello.

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Mag 18

Malawi. Esportatori senza scrupolo aumentano l’insicurezza alimentare

Dal febbraio 2016 il Malawi sta affrontando una difficile situazione di insicurezza alimentare. Le inondazioni registratesi nell’ultimo semestre 2015 hanno creato un calo di produttività del mais pari al 32% e il conseguente aumento dei prezzi sul mercato della farina. A peggiorare la situazione le speculazioni degli imprenditori locali che preferiscono esportare la farina nei vicini Paesi aumentando l’insicurezza alimentare in Malawi. Il governo ha deciso dure misure per fermare queste speculazioni

di Fulvio Beltrami

Dal febbraio 2016 il Malawi sta affrontando una difficile situazione di insicurezza alimentare. Le inondazioni registratesi nell’ultimo semestre 2015 hanno creato un calo di produttività del mais pari al 32% e il conseguente aumento dei prezzi sul mercato della farina. Tenendo presente che il mais è l’alimento base nella dieta delle popolazioni dell’Africa Orientale e Africa del Sud, la carenza sul mercato nel Malawi ha messo a serio rischio di insicurezza alimentare 6,7 milioni di cittadini che equivale al 38,20% della popolazione che conta 17 milioni di persone. La drammatica situazione ha costretto il Programma Alimentare Mondiale e le ONG internazionali a cercare fondi supplementari per far fronte a questa estesa insufficienza alimentare che colpisce maggiormente donne e bambini.

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Mag 2

Gabon, Sud Africa. Primo Maggio ad alta tensione

La Festa dei Lavoratori in Africa è poco sentita in quanto la rappresentanza sindacale è spesso debole se non inesistente. Seppur il Primo Maggio è festa nazionale in tutti i Paesi africani, spesso la giornata viene commemorata per rafforzare l’adesione popolare di governi e Presidenti. La Festa dei Lavoratori 2017 in due Paesi: Gabon e Sud Africa si è svolta sotto alta tensione. In entrambi due le Nazioni il movimento sindacale ha preso l’occasione per manifestazioni decisamente anti governative

di Fulvio Beltrami

Gabon. I sindacati contro la Dinastia Bongo.

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Apr 22

Sud Sudan. Il governo vuole tassare le agenzie umanitarie

Il governo di Juba a corto di valuta estera causa le spese belliche affrontate dallo scoppio della guerra civile (dicembre 2013) e dalla conseguente drastica riduzione della produzione petrolifera ora intende imporre una tassa su ogni operatore umanitario straniero. ONG e Agenzie ONU si oppongono a questa misura da loro considerata inaccettabile

di Fulvio Beltrami

La comunicazione del governo dell’introduzione di una tassa su ogni operatore umanitario presente nel Sud Sudan è giunta improvvisamente incrinando le già difficili e compromesse relazioni con le ONG internazionali e Agenzie ONU. In realtà non si tratterebbe di una nuova tassa ma di un aumento spropositato del permesso di lavoro attualmente di 100 dollari. Per ogni operatore umanitario delle ONG il costo per ottenere il permesso di lavoro che il governo vuole imporre è di 10.000 dollari. Per gli operatori umanitari delle Nazioni Unite: 2.000 dollari. Tutto su base annua.

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Apr 3

Rwanda Burundi. I propositi di Papa Francesco diventano realtà

Lo storico incontro tra il Santo Padre e il Presidente ruandese Paul Kagame delinea un nuovo corso politico di Papa Francesco nella Regione dei Grandi Laghi. Un orientamento che sembra essere messo in pratica dai vescovi del Burundi e Rwanda. In una serie di azioni e comunicati comuni i vescovi cattolici dei due Paesi si sono di fatto schierati contro il regime razziale del ex presidente Pierre Nkurunziza in Burundi

di Fulvio Beltrami

Durante lo storico incontro con il Presidente ruandese Paul Kagame avvenuto il 20 marzo scorso, il Santo Padre, dopo aver riconosciuto le responsabilità della Chiesa Cattolica nel genocidio avvenuto nel 1994 in Rwanda, ha chiarito che il Vaticano promuoverà una diversa politica estera nella Regione dei Grandi Laghi ove vengono predilette pace e integrazione tra i popoli. Una svolta che interrompe 70 anni di attiva collaborazione della Chiesa Cattolica alla ideologia di supremazia razziale HutuPower, di cui epilogo è l’Olocausto Africano. Una volontà politica che mette in serie difficoltà il clero africano e le congregazioni cattoliche italiane legate all’ala conservatrice della Santa Sede storicamente famosa per il suo odio razziale verso le popolazioni della regione di etnia tutsi.

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Apr 1

Africa Centrale. La CEMAC si ribella alla Francia a favore della Cina

Le ex colonie africane della Francia membri della CEMAC accellerano il processo di delocalizzazione economica rendendo convertibile lo Yuan cinese per facilitare gli investimenti con il Dragone Rosso e sottrarli dal controllo finanziario della Banca Centrale della Francia. Una mossa non gradita da Parigi. Si sospetta che la risposta sia indirizzata verso finanziamenti occulti del terrorismo nella regione per creare caos e instabilità sociale

di Fulvio Beltrami

La Comunità Economica Monetaria dell’Africa Centrale è una comunità economica nata nel 1964 grazie al Trattato di Brazzaville ed entrata in vigore nel 1966. Trattasi di un accordo di mercato comune e libero commercio che impone una unione delle dogane, tariffe comuni per l'esportazione e una unica moneta: il Franco CFA. I Paesi fondatori furono: Camerun, Ciad, Gabon, Repubblica Centro Africana e Congo Brazzaville. A partire dalla fine degli anni Ottanta la CEMAC viene progressivamente allargata ad altri Paesi: Angola, Burundi, Guinea Equatoriale, Sao Tomè e Principe, Rwanda. Come si nota la CEMAC è prevalentemente formata da ex colonie francesi. Attraverso il Franco CFA la Banca Centrale della Francia controlla l’economia di questa unione commerciale assicurando una situazione di quasi monopolio regionale agli investitori francesi. Causa il controllo finanziario e le interferenze politiche di Parigi la CEMAC non è mai riuscita ad evolversi sul modello della Unione Europea rimanendo sempre allo stadio larvale di mercato comune. L’economia dei Paesi CEMAC è ancora legata all’economia coloniale: esportazione di materie prime in Francia ed importazione di prodotti finiti dalla Francia.

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Mar 30

Sud Sudan. Le Nazioni Unite insistono su una forza di pace

Le Nazioni Unite stanno insistendo sulla necessità di inviare un contingente militare di interposizione per far rispettare gli accordi di pace del 2015 e porre fine alle pulizie etniche in atto nel Sud Sudan che si stanno avviando a situazioni di genocidio. Il governo del ex presidente Salva Kiir si oppone energicamente

di Fulvio Beltrami

Dopo una breve visita a Juba, capitale del Sud Sudan, il Capo del Dipartimento ONU Missioni di Pace: Hervè Lasdous ha annunciato che una forza militare internazionale di interposizione sarà inviata nel Paese africano tra poche settimane con il compito di far rispettare gli accordi di pace firmati nel 2015 e porre fine alle pulizie etniche in atto che si stanno avviando a situazioni di genocidio. La forza militare sarà forte di 4.000 soldati probabilmente scelti da Paesi africani. Esclusi Etiopia, Kenya, Sudan e Uganda, Paesi considerati coinvolti nella guerra civile e quindi di parte. L’annuncio di Ladsous è stato preceduto da un incontro con l’ex presidente Salva Kiir che occupa illegalmente la carica dal 2015 avendo annullato le elezioni.

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Mar 26

Burundi. Il governo non collaborerà con la commissione ONU sui diritti umani

Il Burundi, entrato in una grave crisi sociale e politica nell’aprile 2015, è accusato di gravi violazioni dei diritti umani e di preparare un genocidio contro la minoranza tutsi. Martin Nivyabandi, Ministro dei diritti umani ha informato il Palazzo di Vetro a New York che il governo non collaborerà con la commissione ONU di inchiesta sui diritti umani nel paese. Le Nazioni Unite deplorano la mancata collaborazione definendola una atto grave

di Fulvio Beltrami

Sabato 25 marzo il Ministro dei diritti umani, Martin Nivyabanda, ha annunciato che il governo non collaborerà con la commissione delle Nazioni Unite incaricata di indagare sulle numerose denunce ricevute di gravi violazioni dei diritti umani commesse dal regime del ex presidente Pierre Nkurunziza illegalmente al potere dal luglio 2015. Il Palazzo di Vetro a New York il 10 marzo scorso aveva informato le autorità burundesi del invio di esperti in diritti umani per incontrare le vittime e raccogliere le testimonianze sulle violazioni dei diritti umani registrate in Burundi dall’inizio della crisi socio politica: aprile 2015.

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Feb 15

Est del Congo. Migliaia di congolesi privati del diritto di voto

La registrazione dei cittadini aventi diritto al voto al est del Congo è dominata da gravi irregolarità compresa quella di offrire carte elettorali a stranieri e rifugiati. Il fenomeno è stato riscontrato dalla società civile nel Sud Kivu ma è il Nord Kivu la provincia più colpita. Se le irregolarità e il collegato clima di violenze sui civili continueranno il 42% dei cittadini corrono il rischio di essere esclusi dalle elezioni. Un dato che mette in discussione trasparenza e credibilità delle future elezioni presidenziali previste per il 2018. Secondo un recente sondaggio il presidente Kabila potrebbe contare solo sul 3,6% dei voti al est del Congo

di Fulvio Beltrami

La registrazione su tutto il territorio nazionale dei cittadini alle future elezioni presidenziali, amministrative e provinciali è stata individuata dal regime di Kinshasa come una tra le principali scuse per annullare le elezioni previste per il novembre 2016, riportate al 2018. Una strategia che ha permesso al presidente Joseph Kabila (con mandato presidenziale scaduto il 19 dicembre 2016) di mantener il potere. Le operazioni di iscrizione degli elettori, sotto diretta responsabilità della Commissione Elettorale Nazionale Indipendente - CENI, sono iniziate il 13 dicembre 2016 e dovrebbero finire verso il 20 marzo 2017. Nelle province est (nord e sud Kivu) la registrazione degli aventi diritto al voto si sta svolgendo in un clima di insicurezza e violenze contro i civili: dalle pulizie etniche contro la tribù Nande al ritorno del gruppo armato Banyarwanda M23.

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Feb 6

Sudafrica. Il 2017 sarà un anno rivoluzionario, promette il marxista Malema

Apertura di sedi e cellule di partito su tuto il territorio nazionale, radicale riforma agraria, politiche sociali, nazionalizzazioni economiche. Il leader marxista Julius Malema offre un programma rivoluzionario restando fuori da ogni coalizione di governo regionale, per attirare i militanti del ANC e trasformare il Economic Freedom Fighters nel primo partito sudafricano

di Fulvio Beltrami

Lunedì 23 gennaio in una conferenza stampa, Julius Malema leader del partito marxista Economic Freedom Fighters – EFF (i Combattenti per la Libertà Economica) ha rivelato la sua strategia politica per il 2017 in previsioni delle elezioni del 2019. L’attacco al Capitale boero e al African National Congress -ANC è stato duro e difficile da controbattere essendo le accuse basate su evidenze. Malema ha definito il Sudafrica un Paese collassato, senza leadership, su pilota automatico. “Il African National Congress sta collassando su se stesso portando il Paese alla rovina. L’unica istituzione che rimane ancora in piedi, ispirando fiducia è la Magistratura.

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Gen 20

Djibouti. La prima base militare Saudita in Africa

Il governo di Djibouti firma un accordo di cooperazione con l’Arabia Saudita permettendo l’apertura della prima base militare in Africa. La monarchia saudita, con la scusa della lotta contro la pirateria nel Golfo del Aden, intende utilizzare la base militare come supporto logistico alla guerra contro lo Yemen e come base per operazioni evversive nel Continente a favore dei principali gruppi terroristici salafisti. La presenza dei soldati sauditi rappresenterà anche un ostacolo per l’espansione politica ed economica del Iran nel Continente

di Fulvio Beltrami

Il governo di Djibouti ha firmato un accordo di cooperazione con l’Arabia Saudita che permette alla monarchia medio orientale di installare la prima base militare in Africa, rivela il Financial Times. Per Riyadh l’accordo è di estrema importanza ufficialmente per proteggere la navigazione mercantile nel Golfo del Aden contro la pirateria somala nonostante che gli attacchi alle navi sono in forte calo dal 2015 causa la presenza di varie marine militari occidentali e asiatiche in protezione di questo strategico tratto marittimo che collega il mar Mediterraneo con i mercati asiatici grazie al canale di Suez.

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Gen 19

Le truppe ECOWAS invadono il Gambia

Le truppe senegalesi hanno invaso il Gambia dopo il rifiuto del presidente Yaya Jammeh di rispettare l’esito delle urne. Pieno appoggio delle Nazioni Unite, mentre il rivale Adama Barrow ieri 19 gennaio veniva investito in Senegal alla Presidenza. Il dittatore non da segni di cedere e promette un bagno di sangue. Esercito diviso e mercenari assoldati per difendere il dittatore

di Fulvio Beltrami

Nel pomeriggio di giovedì 19 gennaio reparti d'élite senegalesi hanno oltrepassato la frontiera con il Gambia. Una corazzata nigeriana, la NNS Unity, è entrata nelle acque territoriali gambiane con il compito di assicurare il fuoco d’artiglieria necessario per supportare le truppe della ECOWAS (la Comunità Economica dell’Africa Occidentale). Al momento non si hanno notizie di scontri. Le truppe senegalesi si sono attestate a 60 km dalla capitale Banjul in attesa che il contingente nigeriano oltrepassi la frontiera per congiungere le forze. Probabilmente l’ex presidente Yaya Jammeh (da 24 ore trincerato in un bunker) tenterà di organizzare la resistenza nella capitale.

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