Behind The News

Dagli anni Novanta i media italiani hanno subito un'involuzione sulla qualità delle notizie estere a causa delle esigenze finanziarie di tagliare i costi per i corrispondenti ed inviati nel principali Paesi e nei principali teatri di guerra.
La mancanza delle grandi firme dei Reporter Italiani ha costretto i media italiani ad affidarsi a notizie delle principali agenzie stampa internazionali che monopolizzano l'informazione standardizzandola.
Questo sistema riduce i costi ma priva il lettore di un'informazione pluralista e di analisi approfondite sui principali temi di politica ed economia mondiale.
Behind the News (dietro la notizia) intende ripristinare questo essenziale servizio destinato al lettore proponendo informazioni ed analisi inedite sui principali avvenimenti mondiali andando oltre la semplice notizia per capire le ragioni celate dietro il sipario.

Fulvio Beltrami

Fulvio Beltrami
Originario del Nord Italia, sposato con un'africana, da dieci anni vivo in Africa, prima a Nairobi ora a Kampala. Ho lavorato nell’ambito degli aiuti umanitari in vari paesi dell'Africa e dell'Asia.
Da qualche anno ho deciso di condividere la mia conoscenza della Regione dei Grandi Laghi (Uganda, Rwanda, Kenya, Tanzania, Burundi, ed Est del Congo RDC) scrivendo articoli sulla regione pubblicati in vari siti web di informazione, come Dillinger, FaiNotizia, African Voices. Dal 2007 ho iniziato la mia carriera professionale come reporter per l’Africa Orientale e Occidentale per L’Indro.
Le fonti delle notizie sono accuratamente scelte tra i mass media regionali, fonti dirette e testimonianze. Un'accurata ricerca dei contesti storici, culturali, sociali e politici è alla base di ogni articolo.

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Giu 5

Fermare il terrorismo in Europa rivendendo la nostra politica estera

Cosa causa il terrorismo? È forse legato alla politica estera occidentale? Perchè la maggioranza delle vittime del terrorismo sono mussulmane? Perchè i maggiori teatri di guerra del terrorismo sono in Medio Oriente e Africa? Come mai potenze economiche che adottano politiche estere di soft power come la Cina non sono vittime del terrorismo? Occorre dare risposte e proporre rimedi...

di Fulvio Beltrami

Cosa causa il terrorismo? L’orrenda ondata di attentati in Gran Bretagna costringe ad aprire una seria riflessione sulle reali cause del terrorismo cosiddetto “islamico”. Sono dieci anni ormai che media e governi occidentali parlano di scontro tra civiltà, affiancando l’Islam al terrorismo. Dieci anni che stiamo subendo pesanti limitazioni delle nostre libertà e diritti civili in nome della lotta contro il terrorismo. Dieci anni che tentano di convincerci che questa perdita di libertà salvaguarderà le democrazie occidentali e le nostre famiglie. Una promessa ormai screditata ad ogni essere umano vittima degli attacchi terroristici in Europa.

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Mag 2

Crisi Coreana. Il direttore della CIA in visita segreta a Seul

Mike Pompeo, il direttore della CIA nominato dal Presidente Donald Trump ha effettuato una visita segreta a Seul, Corea del Nord per parlare della crisi nella Penisola Coreana. Pochi i dettagli disponibili dei colloqui con l’alleato coreano. Probabile che Pompeo stesse organizzando l’incontro diretto tra Donald Trump e il leader comunista del nord Kim Jong Un. Visita fallita causa le ultime provocazioni di Pyongyang

di Fulvio Beltrami

In una data imprecisata della scorsa settimana il direttore della CIA nominato dal Presidente Donald Trump: Mike Pompeo ha effettuato una visita segreta a Seul per discutere della escalation delle tensioni nella penisola coreana. A rivelarlo è il giornalista Ian Allen sul sito specializzato in Intelligence e contro spionaggio: IntelNews. Org. La visita non era stata programmata e le autorità di Seul sono state avvisate all’ultimo momento.

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Apr 14

Pentagono. 6,5 trilioni di dollari spariti mentre i media tacciano

Il giornalista investigativo David Lindorff rivela 6.5 trilioni di dollari sono spariti dai conti del Pentagono. L’inchiesta ha fatto nel luglio 2016 i controlli amministrativi federali ma il Presidene Donal #Trump potrebbe ignorare il problema per proteggere l'industria militare americana e il Pentagono mentre i grandi media americani cercano di minimizzare o di ignorare questo scandalo dalle dimensioni colossali

di Fulvio Beltrami

Il rapporto del luglio 2016 redatto dal Dipartimento Generale di Ispezione della Difesa sui conti relativi agli acquisti d’armi effettuati dal Pentagono negli ultimi vent’anni parlano chiaro: 6,5 trilioni di dollari non sono rendicontabili. A rendere noto gli auditi è stato il famoso giornalista investigativo americano: David Lindorff che recentemente ha dichiarato ai media americani: “Il Dipartimento della Difesa non riesce a rintracciare fatture o audit riguardanti il denaro dei contribuenti americani allocato dal Congresso per l’acquisto di armi. Parliamo di 6,5 trilioni di dollari che sono spariti dai conti”.

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Nov 19

Elezioni Americane 2016. Una rifugiata somala contro Donald Trump

Ilhan Omar, rifugiata somala orgogliosa della sua religione e di portare il velo è stata eletta nella Casa dei Rappresentanti del Minnesota. Promette di difendere tutte le minoranze sociali e di promuovere la cultura Afro Islamica in America. Una sfida aperta contro il Presidente Donald Trump

di Fulvio Beltrami

Ilhan Omar, 34 anni è stata eletta nella Casa dei Rappresentanti del Minnesota, divenendo la prima donna afro mussulmana ad assumere l’importante carica di legislatore. La sua elezione è un forte segnale rivolto al neo presidente Donald Trump che nella campagna elettorale nel Minnesota ha accusato gli immigrati somali di diffondere l’estremismo islamico. Un’accusa priva di fondamenta che rischia di mettere in pericolo la comunità somala nello Stato della Federazione Americana. Una comunità di 50.000 persone, la più importante degli Stati Uniti.

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Mag 29

Armée d’Afrique Akbar! Il sangue dimenticato dei mussulmani versato per la libertà della Francia

Dedicato a tutti i soldati mussulmani che perirono nella Prima e Seconda Guerra Mondiale per difendere la Francia, potenza coloniale che continua tutt’ora ad opprimere i loro Paesi

di Fulvio Beltrami

La Francia non è stata liberata dal gioco nazista dai soldati francesi. La maggior parte di essi aveva disertato dopo la sconfitta subita nel 1941. Alcuni si unirono ai partigiani, altri collaborarono con i nazisti accettando di servire l’infame Governo Vichy. Altri fuggirono semplicemente. Chi rimanendo nel Paese chi trasferendosi all’estero. Solo una ristretta minoranza di soldati francesi (per la maggior parte ufficiali e sotto ufficiali) combatté per il governo De Gaule in esilio in quanto si trovavano nelle colonie africane al momento della disfatta. Chi liberò la Francia furono i soldati africani della Armée d’Afrique, per la maggior parte mussulmani. Il loro sacrificio ha permesso di restaurare nuovamente la democrazia in Francia eppure nessuno li ricorda. Nessuna cerimonia commemorativa è loro dedicata. Al contrario i governi democratici del post guerra hanno tentato di riscrivere la storia semplicemente ignorandoli. Gli eroi devono essere unicamente bianchi.

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Apr 3

Texas. Tentativo d’assalto ad una moschea causa Donald Trump

Il clima di odio razziale e di islamophobia creato da Donald Trump, candidato alla nomination presidenziale dei Repubblicani sta spingendo dei gruppi di estrema destra a passare dalle minacce ai fatti. Sabato 02 aprile uno di questi gruppi ha tentato di assaltare con armi alla mano una moschea in South Dallas. Assalto fallito dalla resistenza armata passiva dei afro mussulmani e dal pronto intervento delle forze dell’ordine

di Fulvio Beltrami

Lo scorso dicembre il candidato alla nomination presidenziale dei Repubblicani Donald Trump durante un comizio aveva promesso di estradare dagli Stati Uniti tutti gli immigrati mussulmani in caso diventasse Presidente. Il suo discorso aveva trovato la disapprovazione della maggioranza dei media nazionali ma l’entusiasmo di molti suoi supporter che dimostrarono la loro approvazione con una valanga di messaggi islamofobici sui social media. L’incitamento all’odio religioso contro i mussulmani di Trump è continuato divenendo una costante nella sua campagna per convincere l’elettorato repubblicano a nominarlo candidato alla Presidenziali. Una campagna di estrema gravità visto le tensioni a livello mondiale che sta creando un’ondata di odio negli Stati Uniti senza precedenti che rischia di minare la sicurezza della Nazione e accendere la miccia degli scontri razziali.

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Apr 1

Brasile. La falsa epidemia Zika nasconde il criminale utilizzo di pesticidi nocivi alla salute umana

L’epidemia del virus Zika è ormai scomparsa dai media internazionali nonostante l’ondata di terrorismo psicologico degli scorsi mesi e la forzata dichiarazione di emergenza sanitaria mondiale fatta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. L’epidemia Zika non è scomparsa in quanto debellata ma perché non è mai esistita. Le informazioni allarmistiche e menzogne utilizzate per il Zika non hanno retto che qualche mese. Dietro le migliaia di casi di microcefalia infantile registrati in Brasile si nasconde un criminale utilizzo di pesticidi nocivi alla salute umana. Una verità ignorata per continuare ad assicurare enormi profitti a multinazionali quali Monsanto

di Fulvio Beltrami

La fantomatica epidemia del virus Zika, trasmesso dalle zanzare, non attira più l’attenzione dei media internazionali non perché sia stata circoscritta, annullando il pericolo di contagio ma perché questa epidemia non è mai esistita. Dietro le migliaia di casi di microcefalia infantile registrati in Brasile e in altri Paesi Latino Americani si nasconderebbe un criminale utilizzo di pesticidi nocivi alla salute. Questa è la rivelazione del Dottor Mercola pubblicata il 17 febbraio 2016 sul sito di informazione Global Reserach. La denuncia del Dottor Mercola si basa su studi svolti personalmente e da centri indipendenti di ricerca scientifica sanitaria. Il sospetto aumento della microcefalia tra i neonati registrato in Brasile, (da 150 casi annui a 4.780 da luglio ad ottobre 2015) sarebbe dovuto da tre pesticidi altamente nocivi alla salute umana: il Atrazine, il Pyroproxyfen e il Imidacloprid.

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Mar 31

Siria. Fallito il gioco Americano?

Il cessate il fuoco decretato in Siria è stato presentato come una importante conquista in previsione della pace nel martoriato Paese Mediorientale. Al contrario rientrava in un machiavellico gioco strategico di Washington come denuncia il sito di analisi politiche Global Research. Un piano fallito grazie alla capacità di Damasco, Teheran e Mosca di ribaltare le regole del gioco contro i suoi stessi ideatori. Le recenti vittorie militari del governo siriano pongono il Presidente Assad come figura politica impossibile da ignorare negli accordi di pace regionali. Vittorie rafforzate da quelle registrate in Iraq dalla coalizione sunnita-sciita del esercito regolare e i guardiani della rivoluzione iraniana

di Fulvio Beltrami

Dinnanzi all’impasse del conflitto siriano, Washington stava preparando un machiavellico gioco per far affondare il governo di Damasco, rafforzando il gruppo terroristico di matrice sunnita: ISIL DAESH. Prendendo atto del ruolo attivo che Mosca ha deciso di giocare nella crisi, la mente più brillante della politica americana: Henry Kissinger (92 anni) si è recato agli inizi di febbraio a Mosca per incontrare di persona il presidente russo Vladimir Putin. L’obiettivo era quello di bloccare il pericoloso confronto con la potenza europea innescato dalla Amministrazione Obama. Uno scontro che apriva serie ipoteche sul futuro dell’umanità. La vecchia Sfinge, Kissinger, ha portato un vento di pace e di collaborazione diplomatica ed economica, ben accolto da Mosca. Una inversione di marchia nella politica estera americana rafforzata dagli intenti effettuati da Papa Francesco nel riavvicinare le chiese Cattolica e Ortodossa proponendo un incontro religioso, il primo dal Grande Scisma avvenuto nel 1054.

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Feb 9

Zika Virus. Un’altra falsa emergenza sanitaria

Il Zika Virus potrebbe diventare una pandemia mondiale se non si interverrà tempestivamente, secondo quanto afferma la Organizzazione Mondiale della Sanità - OMS. Multinazionali farmaceutiche occidentali come la Glaxo sono già impegnate nella ricerca di un vaccino. Il Zika ha origini africane. Scoperto nel 1947 in Uganda. I ricercatori africani che conoscono bene la malattia da quasi 60 anni, assieme al Istituto Pasteur avvertono: il Zika Virus non è che l’ennesimo falso allarme a favore dei profitti delle case farmaceutiche

di Fulvio Beltrami

Il virus trasmesso dalla zanzara Aedes Aegypti conosciuto come Zika Virus rappresenterebbe la nuova minaccia sanitaria planetaria secondo quanto affermato dal OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità). Nel 2013 il virus è stato rivelato a Tahiti e altre colonie minori della Polinesia Francese. Secondo le cifre ufficiali 28.000 persone sono state infettate nella regione. Nel 2014 la diffusione di Zika ha raggiunto vari paesi del Sud Pacifico: Nuova Caledonia, regioni est dell’Australia, le Isole Cook e le Isole di Pasqua. Nel 2015 il virus giunge in Brasile contagiando un milione di persone estendonsi in Colombia (600.000 casi registrati), in Cile e negli Stati Uniti. Si teme che il virus a breve giunga in Europa. Il OMS sta attrezzandosi per sostenere la battaglia contro questa nuova infezione che potrebbe estendersi su scala mondiale. La richiesta dei fondi necessari per prevenire l’olocausto è pressante. La multinazionale farmaceutica Glaxo Smith Kline ha annunciato di finanziare ricerche su un vaccino anti Zika.

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Feb 1

Israele. Il tradimento della memoria

Da vittima a persecutore. Com'è cambiato il ruolo dello stato ebraico nell'autocelebrativa Giornata della memoria. L'aiuto del Vaticano con cui molte SS riuscirono a fuggire e a trovare rifugio nel Sud America rendono ancora oggi difficile la ricerca di una verità oggettiva, assoluta. Uno scenario drammatico, che per molti ebrei ha potuto portare assistenza per il dramma subìto, ma oscuro, che per molti altri è un diritto non ancora riconosciuto

di Fulvio Beltrami

Quale peggior tradimento può essere commesso nell’utilizzare la nostra sofferenza per giustificare la sofferenza inferta oggi ad altri popoli? Una cinica strumentalizzazione che spiega come mai il governo israeliano non si cura di noi sopravvissuti. Siamo testimoni scomodi di un presente basato sulla ingiustizia in nome del diritto di esistere dello Stato israeliano a scapito di altre popolazioni.” Esther Frank sopravvissuta ai campi di concentramento di Theresienstadt e Auschwitz e morta di stenti nel 2007 in Israele causa la totale indifferenza del governo.

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Ott 26

I sacerdoti si potranno sposare (Prima parte). Celibato, castità e guerra santa contro l’universo femminile

Papa Francesco ha recentemente ventilato la possibilità di rivedere l’obbligo di celibato per i sacerdoti. Un obbligo che non ritrova riscontri nei Vangeli né durante i primi secoli del cristianesimo. Quali furono le motivazioni recondite che spinsero secoli addietro la Chiesa ad imporlo?

di Fulvio Beltrami

Papa Francesco lo scorso maggio ha ventilato la possibilità di modificare l’attuale dottrina della Santa Chiesa che impone il celibato al suo clero permettendo ai preti che lo desiderano di contrarre il matrimonio. La notizia confermata dai siti cattolici di informazione NRConline, The Week e The Tablet è stata preceduta da un'udienza privata tra il Santo Padre e il vescovo della diocesi brasiliana Erwin Krautler (di origini austriache) avvenuta nel Vaticano il 4 aprile 2014. Durante l’incontro il vescovo Krautler si è fatto portavoce delle preoccupazioni dei vescovi brasiliani sulla cronica crisi di vocazione nel paese, individuando come primo ostacolo l’obbligo di castità per i sacerdoti. La risposta ricevuta da Papa Francesco sembra tesa a rivoluzionare un dogma che dura da secoli. Francesco ha invitato vescovi e cardinali brasiliani a sottoporre i loro suggerimenti per una riforma all’interno della Chiesa Cattolica.

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Ott 26

I preti si potranno sposare? (Seconda parte). Il movimento riformatore africano

Nonostante che i media ufficiali individuano i vescovi brasiliani come i propositori del matrimonio per il clero cattolico, la proposta proviene dal movimento riformatore africano, guidato dalla figura più controversa della storia della Chiesa cattolica del Continente: l’ex arcivescovo dello Zambia, Emmanuel Milingo

di Fulvio Beltrami

La Santa Sede, attraverso dichiarazioni ufficiali pronunciate da Papa Francesco e da alti esponenti della gerarchia ecclesiali tra i quali il Segretario di Stato, il cardinale Pietro Parolin, sembra essere disponibile a riconsiderare l’obbligo del celibato per i sacerdoti in quanto rientrerebbe nella legge del Diritto Canonico e non nella dottrina della Chiesa cattolica, quindi potrebbe essere cambiato. Un'affermazione che nega la verità storica sull’argomento. Il celibato è in realtà un dogma della Chiesa cattolica emanato per la prima volta durante il concilio di Nicea (325 d. C.) dove si stabilì che un prete dopo l’ordinazione non poteva sposarsi e dal primo concilio Lateranense (1123 d. C.) dove si decretò che i matrimoni dei religiosi non erano validi. Appurato che il celibato non è una tradizione ma un dogma la sua abrogazione metterebbe in dubbio lo stesso concetto di dogma che è una rivelazione di Dio che non prevede modifiche in quanto volontà divina. Quali sono le motivazioni recondite che spingono gli attuali vertici del Vaticano a tentare questa difficile riforma e chi sono i veri promotori di questo terremoto all’interno della Chiesa cattolica?

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Ago 17

Aree umanitarie in Bosnia-Erzegovina e il massacro di Srebrenica

La Corte Suprema olandese ha condannato il governo a ricompensare 300 vittime del massacro di Srebrenica avvenuto nel luglio 1995 a causa della mancata protezione dei civili da parte del contingente olandese dei caschi blu Onu. Una giustizia tardiva ma storica di un crimine contro l’umanità commesso dall’Onu già denunciato dalla Ong francese Msf nel 2002

di Fulvio Beltrami

La Corte Suprema, dopo una lungo iter giudiziario, ha ordinato al governo olandese di ricompensare 300 vittime bosniache musulmane massacrate dalle milizie serbo-bosniache in Srebrenica nel luglio 1995. La sentenza è basata su prove inconfutabili esibite durante questo storico processo che dimostrano oltre ogni ragionevole dubbio che il contingente olandese della missione di pace Onu in Jugoslavia (UNPROFOR) avevano clamorosamente deciso di non difendere i civili di Srebrenica, vittime della pulizia etnica che rientra nei crimini di genocidio. La sentenza della Corte Suprema olandese può essere ora utilizzata come precedente per altri casi di negligenza e crimini contro l’umanità commessi dai caschi blu in altre missioni di pace da Haiti all’Africa. La sentenza rende giustizia agli 8.000 civili bosniaci massacrati a Srebrenica a causa della mancata volontà dei caschi blu di proteggerli dalle milizie serbo-bosniache.

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Lug 21

Brics Bank. La notizia tanto attesa

Con la creazione della Brics Bank si rompe il monopolio finanziario dell’Occidente con gran gioia dei paesi del sud del mondo emarginati e sfruttati. E questo dovrebbe essere solo il preludio della fine del monopolio del dollaro, secondo gli esperti. L’America reagisce raddoppiando i finanziamenti nelle ricerche di armi futuristiche

di Fulvio Beltrami

È ufficiale. I paesi emergenti avranno una propria banca per controbilanciare lo strapotere finanziario del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale. Trattasi della Brics Bank, un solido istituto finanziario con un capitale iniziale di 100 miliardi di dollari e una riserva di valuta estera tra le più grandi del mondo. L’iniziativa era sul tavolo dal 2010 ma vari problemi tecnici e diplomatici da risolvere hanno ritardato la realizzazione del progetto. Brics Bank sarà attivata nel 2016. Il capitale iniziale è assicurato dai cinque stati membri: Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa, che deterranno il 55% del capitale e da joint venture finanziarie internazionali per il restante 45%. Per i primi cinque anni le sedi centrali saranno in Cina e India e successivamente in Brasile e Russia. La nuova banca avrà un indirizzo meno politico e più «business oriented» rispetto alle classiche istituzioni internazionali sorte dopo le rovine della Seconda Guerra Mondiale.

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Giu 13

Internet rischia di essere privatizzato

Un progetto della Commissione Federale delle Comunicazioni degli Stati Uniti ha come obiettivo la privatizzazione di Internet che comprometterebbe il concetto di Net Neutrality, l’accesso non discriminatorio alla rete. Vive le proteste degli utenti. Eppure la discriminazione della rete è già una realtà nei paesi del terzo mondo

di Fulvio Beltrami

Alla fine di maggio la Commissione Federale delle Comunicazioni degli Stati Uniti (FCC) ha pubblicato un memo informativo su studi relativi al passaggio dal libero accesso ad internet all’accesso “pay to play”, il sistema utilizzato per le Tv digitali. Se il progetto venisse attuato si comprometterebbe il concetto del Net Neutrality, l’accesso online non discriminatorio. Fino ad ora le uniche spese per l’accesso in rete sono rappresentate dal servizio di connessione offerto dai vari provider. La proposta della FCC prevederebbe il pagamento di ogni pagina a cui si intende accedere e abbonamenti per i principali social network, host blog, ed email accounts. Si tratterebbe di prezzi modici ma per singolo sito. Facebook, Twitter, WhatsApp, Skype, Tango diventerebbero così dei servizi totalmente a pagamento. Attualmente questi siti commercializzano solo le versioni migliorate o professionali o propongono servizi a pagamento per una maggior visibilità della propria pagina, nel caso di Facebook.

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Giu 9

Chiusura di Guantanamo Bay e trattative con i terroristi internazionali

Il presidente Barack Obama sembra ora intenzionato a chiudere l’infame prigione di Guantanamo Bay. Forte l’opposizione del Partito repubblicano e molti interrogativi sulla sorte dei prigionieri e su una propabile amnistia internazionale offerta agli Stati Uniti per i crimini contro l’umanità commessi in questa prigione

di Fulvio Beltrami

Dopo cinque anni dalla prima promessa fatta all’elettorato americano, il presidente Barack Obama sembra seriamente orientato a chiudere la prigione di Guantanamo Bay situata nel territorio militarmente occupato dagli Stati Uniti nell’isola di Cuba. Secondo i dati a disposizione vi sarebbero 149 detenuti a Guantanamo. La maggioranza di essi sarebbero afgani sospettati di essere militanti di Al-Qaeda o Talebani. La prima lista di prigionieri che potrebbero essere trasferiti in un altro paese o rimpatriati conta 78 nomi. L’obiettivo sarebbe la chiusura della prigione entro il 2015. Al progetto è sorta una feroce opposizione del Republican Party, determinato a mantenere la prigione aperta ed impedire il trasferimento dei prigionieri. La senatrice del New Hampshire Kelly Ayotte, membro del Comitato del Senato per i Servizi Militari, ha recentemente affermato ai media americani che la chiusura di Guantanamo rappresenta un rischio per la sicurezza nazionale in quanto non vi è alcuna certezza che i prigionieri liberati non ritorneranno a combattere le truppe americane in Afghanistan o saranno utilizzati per operazioni terroristiche in Occidente.

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Giu 5

Conflitto Siriano. Prevale la linea Assad?

Il presidente siriano Bashar Assad ha riportato una schiacciante vittoria nelle elezioni considerate una farsa da Stati Uniti ed Europa. Un piano generale di ripresa del controllo del paese prevede un aumento della pressione militare contro i ribelli e la pianificazione del futuro economico e della ricostruzione della Siria

di Fulvio Beltrami

Il presidente Bashar Assad ha riportato una schiacciante vittoria elettorale assicurandosi l'88,7% dei voti. Gli altri due candidati alla presidenza: Hassan al-Nouri e Maher Hajjar hanno ottenuto rispettivamente il 4,3 e il 3,2%. La vittoria elettorale assicura ad Assad la legittimità politica per ricoprire la carica di presidente per altri sette anni. Un'autorità non riconosciuta da Stati Uniti e Unione Europea. Il Segretario americano di Stato John Kerry ha definito le elezioni siriane come un “great big zero”, un grande zero. L’Unione Europea considera le elezioni non genuine e rappresentative. Di diverso parere la commissione internazionale di osservazione delle elezioni composta da 30 paesi tra i quali Russia e Venezuela. Il rapporto della commissione definisce le elezioni libere, trasparenti e un ottimo strumento per la stabilità e la pace nel paese.

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Mag 24

I limiti della potenza militare americana

Dagli anni quaranta ai giorni nostri la politica di espansionismo economico e supremazia politica americana si è basata sulla sua potenza militare. Il professore universitario Lawrence Wittner del prestigioso Think Talk americano: PeaceVoice, al contrario sostiene che gli Stati Uniti non sono la potenza militare che tutti credono

di Fulvio Beltrami

Dalla cenere della seconda guerra mondiale gli Stati Uniti sono emersi come prima potenza planetaria grazie al deterrente militare di cui disponevano. Se il boom economico registrato tra il 1870 e il 1925 fu possibile grazie la conquista del West e l’industrializzazione, dallo scoppio della seconda guerra mondiale ad oggi l’economia americana si è basata sull’industria militare, esclusa la breve parentesi degli anni Sessanta e Settanta dove le industrie automobilistica e petrolifera emersero tra i fattori trainanti del successo economico a stelle e strisce. Gli Stati Uniti hanno sempre avuto la convinzione che la loro posizione di superpotenza sia dovuta alla loro capacità militare e al timore che incutono agli altri paesi attraverso la minaccia perennemente esercitata dall’esercito americano. L’ossessione delle varie amministrazioni americane è sempre stata di mantenere il primo posto mondiale di potenza militare.

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Mag 19

Stati Uniti. Corte di New York contro il governo sull’utilizzo dei droni

La Corte di giustizia di New York ordina al governo di rendere pubblici i rapporti sull'utilizzo dei droni militari nelle operazioni antiterroristiche all’estero. L'amministrazione Obama resiste assicurando che le vittime dei raid aerei sono esclusivamente terroristi. La realtà sul terreno dice il contrario

di Fulvio Beltrami

Prima di prendere la decisione di utilizzare i droni per raid aerei dobbiamo essere sicuri al 90% che nessun civile sia ucciso o ferito, assicurando la più alta precisione e standard possibili”, dichiarò il presidente Barack Obama nel maggio 2013 in risposta alle critiche dell’opinione pubblica americana contro l’utilizzo dei droni nei raid compiuti all’estero in special modo in Medio Oriente.

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Mag 14

Ucraina, i ribelli rifiutano il controllo di Kiev

La celebrazione del referendum in Ucraina orientale rappresenta una nuova svolta, potenzialmente pericolosa, nella crisi del paese. I rappresentanti della popolazione delle regioni di Donetsk e Lugansk dicono che rispettivamente l'89 e il 96% hanno votato a favore dell'autonomia. Si propone il punto di vista del Marxista inglese Alan Woods

di Fulvio Beltrami

Il referendum si è tenuto nonostante un appello, fatto qualche giorno prima, da parte del presidente russo Vladimir Putin affinché la consultazione fosse posticipata al fine di creare le condizioni necessarie al dialogo; l'accaduto fornisce la risposta all'accusa, ripetuta da più parti, che il movimento nell'Ucraina dell'Est sia organizzato e controllato da Mosca. I lavoratori di Dontesk e Lugansk hanno ignorato gli appelli del Cremlino e hanno ribadito i loro diritti nonostante le forti pressioni esercitate dall'esterno e sostenute dai proiettili e dai veicoli corazzati del governo di Kiev.

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