Uganda. In vendita il vaccino contro la malaria

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Frammenti Africani è un resoconto giornalistico di tematiche complesse del Continente Africano, futuro epicentro economico mondiale, dove coesistono potenze economiche e militari, crescita economica a due cifre, guerre, colpi di stato, masse di giovani disoccupati e una borghesia in piena crescita.
Un mosaico di situazioni contraddittorie documentate da testimonianze di prima mano e accuratamente analizzate per offrire un'informazione approfondita sulla politica, economia e scoperte scientifiche di un mondo in evoluzione pieno di paradossi.

Fulvio Beltrami

Fulvio Beltrami
Originario del Nord Italia, sposato con un'africana, da dieci anni vivo in Africa, prima a Nairobi ora a Kampala. Ho lavorato nell’ambito degli aiuti umanitari in vari paesi dell'Africa e dell'Asia.
Da qualche anno ho deciso di condividere la mia conoscenza della Regione dei Grandi Laghi (Uganda, Rwanda, Kenya, Tanzania, Burundi, ed Est del Congo RDC) scrivendo articoli sulla regione pubblicati in vari siti web di informazione, come Dillinger, FaiNotizia, African Voices. Dal 2007 ho iniziato la mia carriera professionale come reporter per l’Africa Orientale e Occidentale per L’Indro.
Le fonti delle notizie sono accuratamente scelte tra i mass media regionali, fonti dirette e testimonianze. Un'accurata ricerca dei contesti storici, culturali, sociali e politici è alla base di ogni articolo.

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Gen 11

Uganda. In vendita il vaccino contro la malaria

Con la scoperta e la commercializzaione in Uganda del primo vaccino al mondo contro la malaria, la diminuzione dei decessi dovuti alla malaria e dei nuovi casi di contagio HIV/AIDS, la sanità in Africa si rafforza rendendo progressivamente anacronistico il luogo comune occidentale di un Continente devastato da mille malattie incurabili

di Fulvio Beltrami

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Dopo cinque anni di ricerche e tre anni di sperimentazione su animali e su umani, un gruppo di farmacisti dei Laboratori di Ricerca Farmaceutica presso l'Università di Makerere in collaborazione con l’Istituto nazionale delle Scienze e Tecnologie hanno immesso nel mercato il primo vaccino contro la malaria al mondo: il Artavol.

Il vaccino è una composizione solubile, dall’apparenza identica al Nestcaffé (caffè istantaneo) da bere come bevanda calda composto da grani di avocado, estratti di limone e di artemisia, una pianta medicinale usata per la cura della malaria.

La dose consigliata è di 100 grammi al giorno. L’assunzione regolare per un periodo di un anno rende una persona immune alla malaria nel 60% dei casi. Privo di effetti collaterali, essendo composto da ingredienti naturali, l’Artavol è un ottimo rimedio anche per i vermi intestinali e contiene proprietà antiossidanti.

l'Artavol si basa sul principio di protezione accumulativa e diventa efficace dopo 8 settimane di consumazione giornaliera regolare, bloccando la moltiplicazione del parassita della malaria. Successivamente stimola la produzione delle cellule monociti e linfociti capaci di distruggere i parassiti nel sangue prima dello sviluppo della malaria.

Per i vermi intestinali l’efficacia è dopo 24 ore. L’effetto antiossidante è cumulativo e rimuove dal corpo i radicali liberi (ROS Reactive Oxygen Species), causa principale di numerose malattie tra le quali varie forme tumorali.

Il prodotto è già disponibile nelle farmacie e nei supermercati, ma al momento ha una produzione limitata rispetto alla popolazione ugandese. Il ministro della Sanità sta ottenendo un importante finanziamento dalla Organizzazione Mondiale della Salute per triplicare la produzione.

Il Dr. Ogwang Patrick Engeu, leader dell’equipe di ricercatori dell'Università di Makerere, ha specificato ai media che il Artavol non è da considerarsi un sostituto ai medicinali per curare la malaria e deve essere associato all’uso delle zanzariere impregnate di repellente, poiché la sua efficacia non supera il 60% di copertura.

Questo speciale tipo di zanzariere fu inventato in Kenya negli anni Novanta e ora è diffuso in tutta l’Africa. Agenzie Onu come Unicef e Unhcr (agenzia per la protezione dei rifugiati) sono tra i principali clienti di queste zanzariere creando un'impossibilità per la ditta keniota che ha inventato il prodotto a soddisfare la domanda. La ditta ha venduto la licenza ad altre aziende sparse nel mondo mantenendo i diritti sul brevetto.

Artavol rappresenta un'importante scoperta scientifica nella lotta contro la malaria, responsabile di 1,1 milioni di morti nei paesi in via di sviluppo e principale causa della mortalità infantile in Africa.

In Uganda la malaria è endemica sul 95% del territorio ed è responsabile di 700.000 decessi annui tra cui 110.000 bambini al di sotto dei cinque anni. L’alto numero di morti è legato alla povertà. Il reddito annuale medio è di 184 euro nonostante che il paese sia una potenza economica regionale, con un tasso di crescita economica del 6% annuo e siano stati scoperti ingenti giacimenti di petrolio. La corruzione, la diseguaglianza nella distribuzione delle ricchezze nazionali e le continue spese militari dettate dall'aggressiva politica estera del presidente Yoweri Museveni, sono le principali cause del mancato sviluppo tra la popolazione.

Attualmente l’Uganda è militarmente impegnata in Somalia, Repubblica Centroafricana e Sud Sudan. Inoltre appoggia indirettamente una serie di guerriglie in vari paesi africani tra i quali la Repubblica Democratica del Congo. Uganda, Etiopia e Rwanda sono i principali alleati militari degli Stati Uniti e Israele che versano milioni di dollari ogni anno destinati alla cooperazione militare.

Il presidente Museveni nel 2012 ha lanciato un ambizioso progetto di sviluppo denominato “Vision 2030” con l’obiettivo di trasformare in 18 anni l’Uganda in un paese sviluppato. Obiettivo raggiungibile secondo gli economisti internazionali a condizione che il governo sappia sapientemente gestire le risorse petrolifere come è stato nel caso del Ghana che ha adottato il modello della Norvegia. Il rischio risiede proprio nell'incapacità di gestione che, se dovesse avverarsi, trasformerebbe il paese in una seconda Nigeria: potenza economica sconvolta dalla povertà, dalla guerra civile e da numerosi disastri ambientali irreparabili.

L’Artavol, come forma di prevenzione, sembra destinato a diminuire la pressione finanziaria sul ministro della Sanità per curare la malaria (40% del budget annuale destinato alla salute). Contribuirà inoltre al miglioramento produttivo dell’industria e dell’agricoltura. La malaria è responsabile del 50% delle ore lavorative perdute durante l’anno commerciale.

Il vaccino è stato richiesto dai ministeri della Sanità del Ghana e del Senegal, mentre l’Organizzazione Mondiale della Salute e le Agenzie umanitarie Onu stanno ventilando l’ipotesi di stringere accordi d’acquisto su vasta scala.

Questo rappresenta una preziosa fonte di entrate per il ministero della Sanità ugandese che, se ben utilizzate, contribuiranno a modernizzare le infrastrutture pubbliche ed aumentare l'accessibilità della popolazione alle cure. Per ottenere questi risultati occorre che vengano intensificate le misure contro la corruzione essendo il ministero della Sanità fonte di innumerevoli scandali e malversazione dei fondi pubblici.

Dal 2012 il presidente Museveni ha lanciato una specie di Mani Pulite versione ugandese per combattere il fenomeno, ottenendo risultati incoraggianti. Vari politici ed istituti bancari sono stati colpiti tra i quali la Cario Bank coinvolta nel 2012 nello scandolo delle finte pensioni. La società civile, pur appoggiando l'iniziativa, avverte che Mani Pulite ugandese ha degli effetti limitati poiché la corruzione è una delle armi utilizzate dal presidente Museveni per mantenere il potere dal 1987.

Non stupisce che il primo vaccino contro la malaria sia stato inventato presso il laboratori della Università della Makerere. Fondata nel 1922 come istituto tecnico, nel 1963 fu trasformata in University of East Africa (U.E.A.), diventando la prima Università dell’Africa Orientale. Nel 1970 la U.E.A.fu divisa in tre atenei: Università di Nairobi (Kenya) Università di Dar Es Salaam (Tanzania) e l'Università Makerere (Uganda).

Fin dagli anni Settanta la Makerere University mantenne il primato nella qualità dell’insegnamento accogliendo studenti da tutto il Continente. La Makerere ha formato vari Leader africani della post indipendenza tra i quali Milton Obote (primo presidente ugandese), Juliun Nyerere e Benjamin Mkapa (Tanzania) Joseph Kabila (attuale presidente del Congo) e Mwai Kabaki (Kenya).

L'Università di Makerere è inoltre famosa per le sue scoperte scientifiche che hanno contribuito all’avanzamento tecnologico dell’Africa. Nel Novembre 2011 la Facoltà di Ingegneria e Tecnologia ha eseguito con successo i test su strada della prima macchina elettrica ecologica ideata nel Continente: la Kiira EV. Sia la Toyota che la Nissan sarebbero pronte ad una joint venture con il governo ugandese per la produzione, mentre la Total si è dichiarata interessata alla creazione della necessaria rete di stazioni di ricarica presso le principali città del paese.

Ottime notizie nella lotta contro la malaria provengono anche da altri paesi africani.

Botswana, Capo Verde, Eritrea, Namibia, Rwanda, Sao Tome-Principe, Sud Africa, Swaziland e Tanzania stanno raggiungendo gli obiettivi del 2015 Millenium Development delle Nazioni Unite riuscendo a ridurre del 75% i casi di malaria, secondo i dati riportati nel Rapporto Mondiale sulla Malaria 2012 redatto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Questi risultati sono stati ottenuti grazie all’applicazione di un'efficace metodologia denominata “3T” (Test, Treat, Tack – Test, Cura e Monitoraggio).

La metodologia prevede che ogni caso sospetto di malaria sia immediatamente analizzato in laboratorio o nei centri sanitari grazie all’utilizzo dei test rapidi, introdotti dalla Ong inglese contro la malaria, The Mentor Initiative e da quella francese Medici Senza Frontiere. Una volta che la malaria è stata riscontrata si facilita il paziente ad accedere a cure appropriate tramite sovvenzioni statali. Il tutto è coordinato da un accurato sistema di monitoraggio della malattia a livello nazionale.

I successi riscontrati nella lotta contro la malaria si associano a quelli sulla prevenzione del HIV/AIDS che hanno ridotto i nuovi casi di contagio al 7%, un risultato che sta portando vari paesi africani nella fase della eradicazione della malattia. Una tendenza del tutto opposta a quella registrata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nei paesi industrializzati dove la percentuale di nuovi contagi è del 14% a causa del rilassamento di vari ministeri della Sanità Occidentali nel promuovere campagne di sensibilizzazione contro la malattia e alla falsa idea che si è diffusa tra la popolazione che l’AIDS sia ormai facilmente curabile grazie ai retro-virali di ultima generazione che tendono a bloccarla e cronicizzarla.

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