Sud Africa. Una legge xenofoba

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Frammenti Africani è un resoconto giornalistico di tematiche complesse del Continente Africano, futuro epicentro economico mondiale, dove coesistono potenze economiche e militari, crescita economica a due cifre, guerre, colpi di stato, masse di giovani disoccupati e una borghesia in piena crescita.
Un mosaico di situazioni contraddittorie documentate da testimonianze di prima mano e accuratamente analizzate per offrire un'informazione approfondita sulla politica, economia e scoperte scientifiche di un mondo in evoluzione pieno di paradossi.

Fulvio Beltrami

Fulvio Beltrami
Originario del Nord Italia, sposato con un'africana, da dieci anni vivo in Africa, prima a Nairobi ora a Kampala. Ho lavorato nell’ambito degli aiuti umanitari in vari paesi dell'Africa e dell'Asia.
Da qualche anno ho deciso di condividere la mia conoscenza della Regione dei Grandi Laghi (Uganda, Rwanda, Kenya, Tanzania, Burundi, ed Est del Congo RDC) scrivendo articoli sulla regione pubblicati in vari siti web di informazione, come Dillinger, FaiNotizia, African Voices. Dal 2007 ho iniziato la mia carriera professionale come reporter per l’Africa Orientale e Occidentale per L’Indro.
Le fonti delle notizie sono accuratamente scelte tra i mass media regionali, fonti dirette e testimonianze. Un'accurata ricerca dei contesti storici, culturali, sociali e politici è alla base di ogni articolo.

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Giu 8

Sud Africa. Una legge xenofoba

In Sud Africa è stata approvata una legge sull’immigrazione che ha sollevato l’indignazione dell’opinione pubblica. Se nel Nuovo Sudafrica non c’è posto per gli Africani la lunga lotta di liberazione dell'African National Congress rischia di diventare vana ed insignificante

di Fulvio Beltrami

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Il 26 maggio è passata una nuova legge sull’immigrazione proposta dal ministro degli Affari interni Malusi Gigaba che rischia di riportare il nuovo Sud Africa multiculturale ai tempi dell’apartheid. La seconda economia del Continente rischia di diventare un incubo per gli immigrati africani che spesso la scelgono in alternativa all’Europa o alle Americhe. La recente legge rivela una volontà di limitare l’immigrazione e restringere diritti e libertà degli immigrati. Si è reso più difficile ottenere un visto di soggiorno che ora deve essere richiesto presso le ambasciate sudafricane dei propri paesi di origine. Stessa regola per il visto di ricongiungimento familiare. Persino le pratiche per ottenere un visto di lavoro e il permesso di iniziare una attività produttiva sono state irrigidite. Diverse organizzazioni in difesa dei diritti degli stranieri e associazioni di avvocati hanno denunciato l'inadeguatezza di questa legge che rischia di aumentare il numero di immigrati clandestini e scoraggiare gli investitori stranieri.

Dinnanzi al nutrito coro di proteste e accese critiche il ministro Gigaba ha assicurato l’opinione pubblica che la legge approvata non è da considerarsi testo sacro. Nel futuro potranno essere attuate delle modifiche. La legge comunque permette di creare un miglior equilibrio tra i bisogni economici, la sicurezza e l’integrazione sociale e gli immigrati, secondo il punto di vista del ministro. L’approvazione della legge è stata affiancata da una politica e propaganda xenofobiche che tendono ad incolpare gli immigrati per l’alto tasso di disoccupazione registrata tra i cittadini sudafricani: 33% nel primo trimestre del 2014. Questa disinformazione ha generato un aumento delle aggressioni di immigrati accusati di rubare il lavoro e ingrossare le fila della criminalità. L’attuale clima ricorda quello delle violenze xenofobe del 2008 che causarono oltre 60 vittime tra gli immigrati. Questi attacchi xenofobi sono svolti dal proletariato e sottoproletariato urbano nero mentre la legge colpisce particolarmente gli immigrati africani. Per quelli occidentali le difficoltà sono nettamente inferiori e superabili.

Una guerra tra poveri creata da una classe politica corrotta che ha tradito gli ideali di Nelson Mandela e una classe imprenditoriale ancora in mano ai bianchi che impera nel paese avendo sostituito l’apartheid politica con quella economica. Se nel Nuovo Sudafrica non c’è posto per gli Africani la lunga lotta di liberazione del African National Congress rischia di diventare vana ed insignificante.

Fulvio Beltrami

Kampala Uganda. 

© Riproduzione riservata

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