Somalia. Al-Shabaab interdisce l’internet

Frammenti Africani

Frammenti Africani è un resoconto giornalistico di tematiche complesse del Continente Africano, futuro epicentro economico mondiale, dove coesistono potenze economiche e militari, crescita economica a due cifre, guerre, colpi di stato, masse di giovani disoccupati e una borghesia in piena crescita.
Un mosaico di situazioni contraddittorie documentate da testimonianze di prima mano e accuratamente analizzate per offrire un'informazione approfondita sulla politica, economia e scoperte scientifiche di un mondo in evoluzione pieno di paradossi.

Fulvio Beltrami

Fulvio Beltrami
Originario del Nord Italia, sposato con un'africana, da dieci anni vivo in Africa, prima a Nairobi ora a Kampala. Ho lavorato nell’ambito degli aiuti umanitari in vari paesi dell'Africa e dell'Asia.
Da qualche anno ho deciso di condividere la mia conoscenza della Regione dei Grandi Laghi (Uganda, Rwanda, Kenya, Tanzania, Burundi, ed Est del Congo RDC) scrivendo articoli sulla regione pubblicati in vari siti web di informazione, come Dillinger, FaiNotizia, African Voices. Dal 2007 ho iniziato la mia carriera professionale come reporter per l’Africa Orientale e Occidentale per L’Indro.
Le fonti delle notizie sono accuratamente scelte tra i mass media regionali, fonti dirette e testimonianze. Un'accurata ricerca dei contesti storici, culturali, sociali e politici è alla base di ogni articolo.

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Gen 16

Somalia. Al-Shabaab interdisce l’internet

Il gruppo terroristico somalo Al-Shabaab ha lanciato un ultimatum contro i provider di internet operanti in Somalia invitandoli a chiudere la connessione alla rete se non vogliono subire punizioni capitali. L’ultimatum è stato lanciato dalla pagina Facebook gestita dal gruppo terroristico. Il famoso social network è messo sotto accusa da vari Paesi Africani. Troppe pagine incontrollate che disseminano odio etnico, ideologie di estrema destra, terroristiche e genocidarie

di Fulvio Beltrami

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Il gruppo islamico somalo Al-Shabaab, legato ad Al-Qaeda, ha lanciato un ultimatum ai provider di internet ordinando di fermare l’accesso in rete ai cellulari e tramite le fibre ottiche entro 15 giorni.

Allo scadere dell’ultimatum tutte le ditte che non hanno rispettato le direttive saranno considerate nemici dell’Islam e suscettibili di punizione capitali.

L’ultimatum è stato diffuso dalla pagina Facebook gestita dal gruppo estremista e dalla radio locale Al-Andalus sotto il loro controllo.

Apparentemente la minaccia sembra inusuale. Il gruppo terroristico, che dal 2007 al 2009 controllava il paese del Corno d’Africa, ha subito grosse sconfitte inferte dal contingente militare dell’Unione Africana: AMISOM sotto guida dell’Uganda.

Al contrario gli esperti dell’intelligence ugandese avvertono che la minaccia è da prendere seriamente.

Pur essendo in forti difficoltà, Al-Shabaab controlla ancora molte aree nel cento e nel sud della Somalia. Inoltre la sua capacità di effettuare attacchi terroristici nelle principali città, compresa la capitale: Mogadiscio, rimante intatta.

Secondo i dati forniti dall'Internet World Status, nel giugno 2012 si contavano 126.000 utenti di internet, corrispondente al 1,2% della popolazione. Gli esperti di marketing prevedono un boom degli utenti grazie al ritorno della diaspora somala dall’occidente, entusiasta di partecipare alla ricostruzione della loro patria liberata per la maggior parte del terrore estremista islamico.

Fino ad oggi la connessione alla rete è stata assicurata da sevizi via dial-up o satellitari.

Dal 2013 ditte Telecom internazionali stanno penetrando l’allettante mercato somalo attuando ingenti investimenti per assicurare le fibre ottiche nelle principali città a partire dalla capitale e il servizio internet per cellulari e I-Pad.

Al-Shabaab promuove un'interpretazione estrema del Corano e della Sharia, recentemente condannata da alti esponenti internazionali dell’islam tra cui l’Imam americano Hassan Ali Mohamud. Al apogeo del suo potere 2008 – 2009 Al-Shabaab aveva proibito i cinema, la televisione, la radio, la musica e tutti i libri, escluso il Corano e altre opere religiose islamiche.

La minaccia contro Internet di Al-Shabaab ha rafforzato la volontà dell'AMISOM, che difende il governo Somalo in collaborazione con l’esercito regolare, recentemente riorganizzato, di lanciare nuove offensive militari sui territori ancora controllati dal gruppo terroristico, con l’aiuto degli eserciti Etiope e Keniota che operano all’esterno del contingente dell’Unione Africana, pur mantenendo uno stretto coordinamento delle operazioni militari con il comando AMISOM.

L’ultimatum di Al-Shabaab ha aperto anche un acceso dibattito sull’efficacia delle operazioni di controllo dei gestori del famoso social network Facebook.

Apparentemente Facebook vieta pagine all’interno del suo network che contengano immagini o scritti pornografici o incitanti l’odio razziale, ideologie di estrema destra e terroristiche.

Gli amministratori di Facebook assicurano di attuare un controllo dei contenuti, rispettando contemporaneamente la libertà di espressione dei suoi utenti.

Eppure vi sono decine e decine di pagine Facebook pornografiche, o gestite da gruppi di estrema destra e terroristici.

Provate a digitare nel motore di ricerca interno “Uganda sex” e compariranno una serie di pagine, a volte con immagini esplicite, che sono in realtà delle agenzie pornografiche o di excort operanti in Uganda.

Questo è uno degli esempi e forse il meno pericoloso. Il giornale genocidario ruandese fondato nel 1957: Kinyamateka, che giocò un ruolo principale nella diffusione dell’odio etnico nel periodo pre genocidio del 1994 in Rwanda, è recentemente ricomparso proprio su Facebook al seguente indirizzo: https://www.facebook.com/SomaWumveUraseka

Seppur avendo al momento solo 200 simpatizzanti il Kinyamateka versione elettronica diffonde messaggi di odio etnico e incitamenti a rovesciare l’attuale governo Ruandese e a compiere un secondo genocidio. Tutti i messaggi sono rigorosamente scritti nella lingua nazionale: il Kenyarwanda.

Altre pagine di estrema destra, comprese dei pericolosi gruppi Afrikaners (la minoranza bianca del Sud Africa) e di gruppi terroristici come Al-Shabaab sono presenti su Facebook.

Tutte queste pagine sfruttano il gap linguistico pubblicando i messaggi in lingue nazionali poco conosciute e sfuggendo al monitoraggio degli amministratori del social network.

Secondo alcuni esperti africani l’utilizzo di lingue sconosciute non giustifica gli amministratori di Facebook che, a loro giudizio, sono colpevoli di negligenza.

Una semplice ricerca sul significato del titolo della pagina rivelerebbe la natura eversiva. Spesso questi gruppi eversivi utilizzano titoli significativi e storicamente conosciuti che sintetizzano le loro ideologie e i loro obiettivi.

Una comprensione dei contenuti potrebbe essere fatta grazie alla collaborazione di utenti Facebook della stessa nazionalità della lingua utilizzata o che la conoscono al fine di verificare in dettaglio la pagina.

Una maggior e più attento monitoraggio da parte degli amministratori Facebook contribuirebbe a bloccare messaggi sessualmente devianti o eversivi che hanno un impatto nella realtà, creando dei veri e propri drammi in vari paesi che arrivano a traumi psicologici o il repentaglio dell'incolumità fisica delle vittime di queste pagine.

Un accurato monitoraggio eviterebbe anche il rischio che i governi, dinnanzi alla negligenza o all’incompetenza di Facebook, decidano di attivarsi direttamente oscurando le pagine di loro scelta, aprendo così le porte al rischio di una censura politica della rete.

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