Renzi, presto in Italia i bambini adottati bloccati in Congo. Nessuna conferma da parte di Kinshasa

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Fulvio Beltrami

Fulvio Beltrami
Originario del Nord Italia, sposato con un'africana, da dieci anni vivo in Africa, prima a Nairobi ora a Kampala. Ho lavorato nell’ambito degli aiuti umanitari in vari paesi dell'Africa e dell'Asia.
Da qualche anno ho deciso di condividere la mia conoscenza della Regione dei Grandi Laghi (Uganda, Rwanda, Kenya, Tanzania, Burundi, ed Est del Congo RDC) scrivendo articoli sulla regione pubblicati in vari siti web di informazione, come Dillinger, FaiNotizia, African Voices. Dal 2007 ho iniziato la mia carriera professionale come reporter per l’Africa Orientale e Occidentale per L’Indro.
Le fonti delle notizie sono accuratamente scelte tra i mass media regionali, fonti dirette e testimonianze. Un'accurata ricerca dei contesti storici, culturali, sociali e politici è alla base di ogni articolo.

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Mag 27

Renzi, presto in Italia i bambini adottati bloccati in Congo. Nessuna conferma da parte di Kinshasa

Il primo ministro Renzi ha dichiarato che presto i bambini adottati e bloccati in Congo saranno in Italia. Nessuna conferma da parte di Kinshasa. Verità o propaganda basata su false promesse come fece l’ex ministro Cecile Kyenge nel novembre 2013?

di Fulvio Beltrami

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Ieri Matteo Renzi, ancora inebriato dalle elezioni europee, ha dichiarato ai media italiani: “Portiamo in Italia i bambini adottati bloccati in Congo”. Secondo Renzi il delicato problema diplomatico tra Italia e Congo sarebbe giunto a una svolta. Su Twitter Renzi annuncia che un aereo della Repubblica Italiana sta partendo per il Congo per riportare i bambini adottati in Italia. Le adozioni furono bloccate nel settembre 2013 dal Governo di Kinshasa in quanto su di esse gravano sospetti di irregolarità. Accusa rigettata dalle famiglie italiane che si sono trovate bloccate in Congo con il divieto di uscire dal paese con i bambini adottati. La crisi diplomatica sorta tra Italia e Congo è stata estremamente dura in questi mesi rischiando di compromettere le relazioni tra i due paesi. Abbiamo provato a contattare le autorità congolesi a Kinshasa per verificare se finalmente la crisi sulle adozioni è stata risolta come affermato da Renzi. Purtroppo abbiamo ottenuto risposta evasiva: “Le trattative sono in corso”. Stiamo contattando l’ambasciata italiana a Kinshasa per avere notizie in merito.

Un precedente tentativo di sbloccare la situazione era stato compiuto dal ex ministro dell’Integrazione Kashetu Kyenge (conosciuta in Italia per il nome di Cecile), originaria della provincia del Katanga, Congo. Kashetu il 4 novembre 2013 si era recata a Kinshasa giurando alla stampa di sbloccare la situazione, sfruttando le sue conoscenze nel paese africano e le sue affinità culturali. Conoscenze che evidentemente si sono verificate inutili, visto che dopo il soggiorno in Congo, pagato dai contribuenti italiani, la Kashetu è ritornata dalla sua patria natia senza ottenere risultati. Intervistata dai media locali la Kashetu ha spiegato che il suo fallimento fu dovuto da non precisate lungaggini dell’amministrazione congolese. Un'evidente falsa dichiarazione, in quanto ad oggi il governo della Repubblica Democratica del Congo non ha cambiato idea sull’argomento: le adozioni internazionali rimangono bloccate in quanto vi sono forti sospetti di irregolarità.

La dichiarazione del Governo di Kinshasa si basa su dati di fatto e verità. Nel settembre 2013 un'accurata inchiesta dell’agenzia stampa Reuters aveva rivelato l’esistenza di un traffico illegale e strane procedure nell’adozione di bambini congolesi da parte di coppie americane. Secondo l’Unicef il 95% dei bambini adottati in Congo vengono fatti passare come orfani. In realtà i loro genitori sono vivi e vegeti e ricevono un piccolo compenso per vendere i propri figli. Inutile dire che le famiglie vittime di questo mercato illegale vivono nella più atroce povertà.

La moratoria decretata il 23 settembre 2013 dal governo congolese serve per verificare sia le procedure di adozione che le condizioni di accoglienza di questi bambini nei paesi occidentali. “La Repubblica Democratica del Congo ha il pieno diritto di verificare adozioni e future condizioni di vita dei suoi bambini. Una volta verificate e sbloccate le adozioni, spero che la Rdc e l’Occidente collaborino per imporre adozioni più etiche e la necessaria protezione dell’Infanzia” dichiara il 26 aprile 2014 ai media africani Nathalie Parent presidente di Enfance & Famille, un'associazione francese di famiglie adottive. Il blocco delle adozioni riguarda anche famiglie americane, canadesi, e belghe.

Comprendiamo le necessità propagandistiche del Primo ministro italiano non eletto, Matteo Renzi, ma speriamo che la sua affermazione sul futuro dei bambini congolesi adottati dalle famiglie italiane sia veritiera. Nel caso contrario sarebbe un insulto alle famiglie italiane coinvolte nel dramma. Un insulto che queste famiglie hanno già ricevuto dall'ex Ministro dell’Integrazione Kashetu contattata dopo il suo ritorno dalla fallita missione in Congo nonostante le sue “importanti” conoscenze nei corridoi del Palazzo Presidenziale e della Famiglia Kabila. All’epoca i genitori italiani informarono la stampa che Kashetu Kyenge alias Cecile non gli degnò di una risposta. La Francia è riuscita a sbloccare la situazione delle famiglie adottive ma ovviamente ha tutt'altro peso ed immagine internazionali rispetto alla nostra Italia. Discutibili tentativi di adozioni sono stati compiuti da coppie americane anche in Uganda tra il 2012 e il 2013. La reazione pubblica ha immediatamente reagito obbligando il governo di bloccare le adozioni. Per l’occasione l’ambasciata americana a Kampala non intervenne in quanto i tentativi di adozioni erano palesemente illegali.

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