Congo. Inventato il primo robot vigile al mondo

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Frammenti Africani è un resoconto giornalistico di tematiche complesse del Continente Africano, futuro epicentro economico mondiale, dove coesistono potenze economiche e militari, crescita economica a due cifre, guerre, colpi di stato, masse di giovani disoccupati e una borghesia in piena crescita.
Un mosaico di situazioni contraddittorie documentate da testimonianze di prima mano e accuratamente analizzate per offrire un'informazione approfondita sulla politica, economia e scoperte scientifiche di un mondo in evoluzione pieno di paradossi.

Fulvio Beltrami

Fulvio Beltrami
Originario del Nord Italia, sposato con un'africana, da dieci anni vivo in Africa, prima a Nairobi ora a Kampala. Ho lavorato nell’ambito degli aiuti umanitari in vari paesi dell'Africa e dell'Asia.
Da qualche anno ho deciso di condividere la mia conoscenza della Regione dei Grandi Laghi (Uganda, Rwanda, Kenya, Tanzania, Burundi, ed Est del Congo RDC) scrivendo articoli sulla regione pubblicati in vari siti web di informazione, come Dillinger, FaiNotizia, African Voices. Dal 2007 ho iniziato la mia carriera professionale come reporter per l’Africa Orientale e Occidentale per L’Indro.
Le fonti delle notizie sono accuratamente scelte tra i mass media regionali, fonti dirette e testimonianze. Un'accurata ricerca dei contesti storici, culturali, sociali e politici è alla base di ogni articolo.

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Giu 18

Congo. Inventato il primo robot vigile al mondo

Il Congo non è solo il paese delle mille guerre e dei rifugiati. È anche un paese di brillanti invenzioni e coraggiosi imprenditori che potrebbero trasformarlo nella prima potenza africana se non fossero bloccati dal governo cleptomane e corrotto

di Fulvio Beltrami

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Le recenti cronache dal Congo sono: il mini conflitto frontaliero con il Rwanda e il tentativo anti democratico di modifica costituzionale attuato dal presidente Joseph Kabila per assicurarsi un altro mandato nel 2016. Eppure il Congo è un paese interessantissimo con gente brillante e capace. Prova di questa affermazione è Thérèse Inza direttrice della Women Technology, un ditta IT di Kinshasa che ha brevettato e costruito il primo robot al mondo capace di regolare il traffico urbano. Alto 2,50 metri il robot è stato costruito in alluminio per supportare il clima tropicale. Funziona grazie a diverse telecamere e sensori collegate con il centro smistamento traffico con lo stesso principio dei semafori.

Alcuni prototipi sono stati installati nel quartiere di Limete all’altezza del viale Lumumba a Kinshasa, superando ampiamente il test. Il robot riesce perfettamente a gestire il traffico urbano e il passaggio dei pedoni tramite segnalazioni luminose e colorate. Le eventuali infrazioni vengono segnalate al comando di polizia tramite prove fotografiche del crimine e targa veicolo. I cittadini sono entusiasti. Affermano che il robot regola benissimo il traffico e aiuta gli automobilisti a rispettare codice stradale, velocità e precedenze ai pedoni. “Finalmente un vigile che fa il suo lavoro e non ti chiede soldi”, commenta un tassista Kinois (gli abitanti di Kinshasa), con chiaro riferimento alla nota corruzione dei vigili urbani e poliziotti congolesi. “È il primo robot adibito alla gestione del traffico urbano Made in Congo. Conto di venderlo nelle principali città del mio paese e in quelle africane, prima di approdate sui mercati Americano, Europeo e Asiatico”, spiega Thérèse Inza recentemente intervistata dalla rete televisiva francese TV5.

Ogni esemplare costa 15.000 dollari, un prezzo che potrà scendere vertiginosamente quando la ditta congolese riceverà importanti ordini iniziando la produzione su vasta scala. La Commissione nazionale congolese per la gestione del traffico è entusiasta delle ottime performance dei primi prototipi installati al quartiere Limete e ha chiesto al governo di sovvenzionarne la produzione. L’obiettivo di raggiungere i mercati occidentale e asiatico potrebbe essere raggiunto prima delle previsioni di Madame Inza. Secondo indiscrezioni tre ditte IT, americana, cinese e giapponese si sono dichiarate interessate a creare joint ventures per la fabbricazione e la commercializzazione del robot congolese nei loro mercati. La direttrice di Women Technology non conferma la notizia come non sono note le identità di queste tre multinazionali.

Questa strabiliante e utilissima invenzione sfata i luoghi comuni internazionali sui congolesi. Ci dipingono come un popolo stupido, corrotto e ladro. Può essere vero per i nostri politici e militari ma non per la gente comune che è semplicemente fantastica e ha voglia di lavorare. Se non fosse per il Governo il Congo sarebbe la prima potenza africana superando di gran misura Nigeria e Sud Africa”, commenta un commerciante di Kinshasa importatore di auto dal Giappone, Jean Jack B.

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