Benvenuti nel mio nuovo blog dedicato a tutti coloro che come me hanno tante passioni e curiosità. La mia nasce dai viaggi, dal desiderio di raccontare le mie esperienze e condividere tutto ciò che incontro durante il mio cammino. Per viaggio intendo non solo itinerari in Italia e nel mondo, non solo alberghi e ristoranti, centri benessere ma anche eventi sportivi, culturali, festival e manifestazioni. Nelle mie pagine troverete idee, curiosità, novità; farò recensioni e vi darò suggerimenti, in sostanza dei “consigli in pillole”. La pillola per la felicità è desiderare ciò che si vuole ascoltando se stessi. A volte basta veramente poco: un buon libro, un bel film, un bicchiere di vino. Ognuno potrà curiosare e cercare la sua pillola per prevenire o curare a seconda delle proprie necessità. E poi dal mondo dello spettacolo, della moda, del cinema, dello sport e del gossip interviste a uomini e donne Vip e molto altro ancora per farci sorridere e vivere con un po’ di leggerezza.
Manuela Muttini
Sono diplomata in Lingue e laureata in Scienze politiche con indirizzo sociologico. Fin da bambina ho praticato sport a livello agonistico fino a raggiungere la serie B in ambito tennistico. Nel 2010 ho presentato al salone internazionale del libro di Torino il mio primo manoscritto dal titolo “Il principe imperfetto”, dove interpreto il variegato mondo femminile ed indago su emozioni e sentimenti. Oltre ad essere iscritta all’Ordine nazionale dei giornalisti e a collaborare con diverse testate, nel corso degli anni ho maturato un’esperienza significativa come consulente d’immagine e comunicazione di vari personaggi Vip del mondo dello spettacolo (cinema, teatro, musica, moda, sport, arte). Ho organizzato eventi e festival, convention, incentive e campagne pubblicitarie sia a livello nazionale che internazionale, occupandomi in qualità di responsabile delle pubbliche relazioni sia della progettazione che della loro supervisione.
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Apr 24
di Manuela Muttini
Nel crocevia di visioni, linguaggi e immaginari che caratterizza la Milano Design Week, prende forma la mostra di Riva GLDF, a cura di Simona Stefani, che si inserisce in una riflessione sulla cultura visiva contemporanea e sul rapporto tra memoria, simbolo e immagine.
La scelta delle Terme De Montel non è solo espositiva, ma parte integrante del progetto. Questo luogo, il più grande parco termale metropolitano d’Italia, diventa uno spazio in cui il concetto di benessere viene ampliato e interpretato come equilibrio tra corpo, mente e dimensione culturale. L’acqua termale, riscoperta come elemento naturale nel cuore di Milano, contribuisce a creare un’esperienza sensibile che mette in relazione spazio e percezione.
La ricerca di Riva GLDF parte dall’oggetto quotidiano, osservato come forma carica di significato. Le macchinine occupano un ruolo centrale: oggetti semplici e universali, legati all’infanzia e al gioco, che fanno parte di un immaginario condiviso. Attraverso la cultura pop, questi elementi vengono trasformati in immagini artistiche, dove il significato non è immediato ma si rivela progressivamente.
La semplicità dell’oggetto diventa così il punto di partenza per racconti più complessi che attraversano infanzia, consumo, memoria e identità. Le opere dedicate al panda, a Marilyn e al Cavallino Rampante Ferrari non si limitano a rappresentare oggetti, ma rielaborano icone culturali fortemente riconoscibili, già radicate nell’immaginario collettivo. Queste immagini diventano segni più che oggetti, trasformandosi in elementi simbolici della cultura visiva contemporanea.
Il lavoro si sviluppa attraverso un processo di osservazione, scomposizione e ricostruzione: guardare, riconoscere, rielaborare e riattivare memorie e sensazioni condivise.
All’interno di questo percorso si inseriscono anche le dediche dell’artista a due figure iconiche della realtà contemporanea: Sophia Loren, con il quadro Occhi come nessuno presentato in occasione dei novant’anni durante la personale a Palazzo Reale, e Andrea Bocelli, attraverso Con te partirò ma c’è traffico in croma, una composizione visiva realizzata per i trent’anni di carriera in cui le macchinine diventano note musicali su un pentagramma trasformato in autostrada.
Da questa ricerca nasce anche The Paradox of Blue, cortometraggio diretto da Gabriele Lazzaro e prodotto da Didi Leoni e Skillshake. Il film traduce il progetto in linguaggio cinematografico e riflette sul rapporto tra immagini e significato, tra ciò che vediamo e ciò che interpretiamo. All’interno di questa narrazione, il lavoro si apre anche a questioni urgenti del presente: le migrazioni e le vite perdute in mare, il diritto al riconoscimento dei corpi, la violenza di genere e la crisi ecologica attraversano sottilmente la struttura del film, contribuendo a costruire una consapevolezza più ampia della condizione contemporanea.
Un percorso in cui le immagini non sono mai fisse, ma sempre aperte.
Oltre il blu. Oltre la superficie.
Un invito a superare l’apparenza delle cose per entrare nel loro livello più profondo, dove l’immagine si apre alla dimensione dell’esperienza e della sensibilità.
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