Sardegna: il Consiglio dei Ministri dichiara per sei mesi lo stato di emergenza

Il diritto di crescere

È il blog che pone l'attenzione sulle tematiche e sui diritti dei minori, che racconta quel che succede nel mondo con l'intento di dar voce a chi, ancora oggi, è invisibile. Ampliando e diffondendo la conoscenza delle problematiche legate a chi è potenzialmente esposto alla minaccia di comportamenti abusanti o inopportuni, di realtà più svantaggiate, dalla schiavitù alle violenze domestiche, dalla discriminazione ai conflitti armati, dalla povertà alla libera espressione. Perché non rimanga consegnato al silenzio e non si ripeta in futuro.
Con la convinzione che garantire i loro diritti, nel loro bisogno di crescere armonicamente come individui e come esseri sociali, non dia sollievo soltanto a chi soffre ma contribuisca anche al benessere dell'intera comunità, locale e globale.

Gabriele Paglialonga

Gabriele Paglialonga
Ho iniziato a operare nel settore umanitario nel 2004, aderendo alla missione del governo italiano nel sud-est asiatico per l'emergenza tsunami. Dal 2009 rivesto l’incarico di Coordinatore per i Diritti dei minori nella sezione italiana di Amnesty International di cui faccio parte dal 2007. Non è facile raccontare né tantomeno essere ascoltati. Essendo amante della verità, io continuerò a dar voce, da oggi, anche come blogger.

Noemi Fantoni

Noemi Fantoni
Sono Laureata Magistrale in Scienze Internazionale con la passione verso i diritti dei minori. Ciò mi ha portato ad intraprendere ulteriori studi e un percorso professionale incentrato sulla tutela del minore, con un approccio olistico. I bambini sono anime pure, innocenti e fiduciose verso il futuro. Penso che questo blog sia un'ottima occasione per tenerci aggiornati e scovare le lacune ma anche i pregi del nostro sistema.

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Il diritto di crescere

Nov 23

Sardegna: il Consiglio dei Ministri dichiara per sei mesi lo stato di emergenza

Gli operatori di Save the Children al lavoro per aiutare i bambini ad elaborare il trauma dei terribili momenti

di Gabriele Paglialonga

save the children

Al via le attività di Save the Children per supportare i bambini dei centri di Olbia e provincia maggiormente colpiti dal violento tornado dei giorni scorsi.

A partire dal 22 novembre infatti, gli operatori dell’Organizzazione hanno realizzato attività ludico ricreative per i bambini presso la ludoteca Porta del Sole, di Olbia (in Via Mascagni), in collaborazione con gli operatori del Consorzio "Parsifal".

“Il numero degli sfollati si sta ridimensionando, è fondamentale dedicare attenzione ai bisogni dei bambini che risiedono nelle zone maggiormente colpite, che hanno vissuto e continuano a vivere la paura, le preoccupazioni e le incertezze che l’alluvione ha portato nelle loro comunità colpite. I bambini hanno una forte capacità di ripresa, ma i segni di un disagio post traumatico spesso possono insorgere a distanza di giorni dall’evento che lo ha generato”, ha dichiarato Raffaela Milano, direttore Italia Europa di Save the Children. “in questi momenti è importante che personale specializzato sia accanto a loro pronto ad interpretare ogni più piccolo segnale e li aiuti a tirare fuori ed elaborare i terribili momenti che hanno vissuto e le sensazioni che hanno provato”.

Da lunedì, in occasione della riapertura delle scuole, il team dell’organizzazione avvierà le attività di supporto psicologico post-trauma per insegnanti e alunni nelle classi degli istituti di Olbia e Provincia più colpiti dalla tragedia dovuta al ciclone dello scorso 18 novembre. L’intervento verrà realizzato con la collaborazione degli psicologi dell’emergenza del Centro Alfredo Rampi Onlus. Dall'Ufficio stampa Save the Children Italia

Il blog "Diritto di Crescere" esprime la più profonda vicinanza alle vittime della tragedia e il proprio sostegno morale ai sopravvissuti, ai soccorritori e alle altre persone che stanno recando assistenza, cure mediche e altre forme di aiuto. Gli ultimi dati dalla Sala operativa della Protezione civile regionale riferiscono di una situazione comunque sotto controllo anche se si registra qualche variazione sul numero degli sfollati, in leggero aumento rispetto alle ultime rilevazioni. Sono 901 di cui 290 assistiti nelle strutture di accoglienza e 611 presso amici e conoscenti. Tutta la macchina dei soccorsi è in piena attività. 

Di pari passo crescono anche le polemiche. Da un lato c'è la Protezione Civile che ha dato l'allarme di criticità elevata, vale a dire la più alta di tutte, 12 ore prima dell'arrivo del ciclone. Dall'altro Antonio Sanò, il direttore di ilmeteo.it dice che già da giovedì si poteva prevedere quello che sarebbe successo lunedì e che l'allerta è stata data troppo tardi. Franco Gabrielli, capo della Protezione Civile non ci sta e se la prende con chi sostiene che dipende tutto solo ed esclusivamente da quella bomba d'acqua che si è abbattuta sulla Sardegna: "Sono sconcertato da questa polemica costruita sul nulla - ha affermato Gabrielli - Lo Stato dà le direttive, le Regioni fanno i dettagli e ciascuna stabilisce le procedure che i livelli intermedi devono seguire. Ce ne sono alcune che non hanno un progetto di pianificazione degli interventi e io ripeto che le previsioni sono importanti, ma se non c'è pianificazione, tutto è inutile". Dunque se è vero che è utile lanciare l'allarme in anticipo, è anche vero che "fondamentali restano sempre gli effetti al suolo delle previsioni meteo e quelli non si improvvisano. Si pianificano".

Sul tragico evento sono state aperte anche due inchieste. La prima da parte della Procura di Tempio Pausania per disastro colposo conta tre fascicoli: uno per accertare le responsabilità delle morti di Olbia, uno relativo alle tre vittime di Tempio e una per i morti di Arzachena. La seconda, invece, per omicidio colposo, è stata aperta dalla Procura di Nuoro e punta a fare chiarezza sulla morte di Maria Frigiolini, 88anni, la pensionata invalida deceduta nella sua abitazione a Torpé; e su quella di Luca Tanzi, 40 anni, il poliziotto morto in seguito al crollo del ponte Oloè, mentre assieme a tre colleghi stava scortando un ambulanza con un ferito.

Entrambe le inchieste, al momento senza indagati, puntano a far luce per su tutte le azioni di messa in sicurezza: dal sistema fognario, alle acque reflue, fino alla manutenzione dei canali. La magistratura ha già richiesto ai Comuni coinvolti le delibere, i progetti e tutto il materiale necessario per accertare la responsabilità, e chiarire se le autorità avrebbero potuto fare di più per assicurare la salvezza delle persone colpite.

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