Definire i «Nuovi attuali positivi» come i «positivi reali» è sbagliato nei termini

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Covid-19, nel computo degli infetti dobbiamo fare qualche ulteriore precisazione

Definire i «Nuovi attuali positivi»
come i «positivi reali» è sbagliato nei termini

L'incremento dei «nuovi attuali infetti» è al netto dei «Guariti» e dei «Deceduti». Quindi i «Nuovi positivi reali» sono di più, ma nelle statistiche il numero non è riportato. Il capo della Protezione civile ha specificato che i dati sono empirici

di Manuel De Pascalis

Sui dati della Protezione civile sui contagiati da coronavirus “Covid-19” e sui dubbi che avevamo manifestato ieri riguardo l’elaborazione delle statistiche “arcgis” (http://italia.reteluna.it/it/forse-il-numero-dei-contagiati-non-e-reale-nostro-dubbio-sui-dati-della-protezione-civile-AdKjj.html) dobbiamo fare un’ulteriore precisazione. Nel novero dei numeri il Dipartimento diffonde quotidianamente alle 18 un bollettino di aggiornamento. In giallo sono riportati gli “Attualmente positivi”, cioè chi combatte la malattia, in verde i “Guariti”, in grigio i “Deceduti” e in rosso i “Totali positivi”, cioè la sommatoria di tutti gli infetti: i malati, i dimessi e i morti. A latere sono indicati i “nuovi attuali positivi”, sempre in giallo. Con l’ausilio del foglio di calcolo abbiamo individuato l’algoritmo utilizzato dalla Protezione civile nel determinare l’incremento degli “Attualmente positivi” attraverso l’inserimento di tutti i dati diffusi dal 24 febbraio 2020 (data di inizio delle statistiche) fino a ieri 22 marzo 2020 (data del nostro primo articolo). Il dato giornaliero degli “Attualmente positivi” incrementa sommando i “nuovi attuali positivi” (quelli del 22 marzo sono +3.957) agli “Attualmente positivi” del giorno prima (42.681). È chiaro che a un certo punto gli “attuali positivi” debbano arrivare a un giro di boa, il picco massimo, oltre il quale si può solo tornare a zero. Infatti, ognuno dei malati ha un destino, sarà poi iscritto nella tabella dei “Guariti” oppure dei “Deceduti”. Secondo la nostra ipotesi, delle due l’una: o il calcolo è sbagliato (intendiamo dire sbagliato in eccesso, poiché si è sempre sommato i “nuovi attuali positivi” agli “Attualmente positivi” senza mai sottrarre Guariti e Deceduti), oppure l’imprecisione è nei termini: i “nuovi attuali positivi” (l’unico incremento riportato nelle statistiche) non devono essere confusi coi “Nuovi positivi reali” perché al netto dei “Guariti” e dei “Deceduti”. È qui che viene effettuata la sottrazione che crea una contraddizione nei termini.

L'incremento dei "Nuovi attualmente positivi" è inferiore ai "Nuovi positivi reali". Essi, infatti, sono al netto dei "Guariti" e dei "Deceduti"
L'incremento dei "Nuovi attualmente positivi" è inferiore ai "Nuovi positivi reali". Essi, infatti, sono al netto dei "Guariti" e dei "Deceduti"

Se qualcuno avesse qualcosa da dire siamo qui a disposizione. Ci potete contattare con un commento oppure per email. Precisiamo che siamo vicini al lavoro della Protezione civile, e al lavoro che in questi giorni sta svolgendo negli ospedali il personale medico e paramedico. Capire bene le statistiche è un modo per fare un’informazione più precisa nell’interesse di tutti. A tal proposito c’è poi chi obietta il conteggio dei malati al ribasso. In questo video apparso su Facebook, e ripubblicato su Youtube dal canale “MePiù” (https://www.youtube.com/watch?v=q6_IczKEOz0), il medico romano Fabrizio Lucherini, responsabile del servizio di diagnostica per immagini al Nomentana Hospital, spiega che il rapporto tra chi guarisce e chi muore si fa sulla base di quanti sono i malati, e contesta numeri inesatti per chi, malato e in quarantena come lui, neppure rientra nelle statistiche. // Aggiornamento del 24 marzo 2020: proprio oggi, in conferenza stampa a Roma (https://youtu.be/Oc9MqHMK1wo?t=568), un giornalista del Tg2 ha chiesto al capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, a cosa serva andare alle 18 a parlare dei dati se loro stessi sono consapevoli che questi non siano reali. «Ho chiarito – ha spiegato Borrelli – che ci sono diverse idee. C’è qualcuno che addirittura ipotizza di più, qualcuno di meno. Io ho fatto solo un ragionamento: potrebbe anche essere, io non ho detto che sia esattamente quello il valore. È un discorso empirico che viene dal fatto che anche tra i miei collaboratori che hanno lavorato qui con me sono stati trovati tre casi positivi assolutamente asintomatici. È un discorso di carattere generale».

Lunedì 23 marzo 2020
Ultima modifica: martedì 24 marzo 2020

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