di Silvia Tozzi
ATENE | In un'esecuzione sono stati uccisi ad Atene due giovani militanti - uno 20 anni e l’altro 23 - del partito filo-nazista Chrysi Avgi (Alba Dorata) che stavano chiacchierando con amici davanti alla sede del gruppo, nel quartiere di Neo Eraklio. Un terzo uomo - Alexandros Gerontas, 29 anni - è rimasto ferito e si trova ricoverato in osservazione all’ospedale Santa Olga dove è stato sottoposto ad una delicata operazione alla milza.
L'ESECUZIONE | A sparare, usando una mitraglietta Skorpion o una pistola automatica calibro 9, due uomini arrivati sul posto a bordo di una moto di grossa cilindrata e con indosso il casco. La moto si è fermata e, mentre il guidatore restava in sella, il passeggero (ma alcuni dicono siano scesi entrambi) è sceso e si è avvicinato al gruppo, ha estratto una mitraglietta e ha fatto fuoco. Un’esecuzione in piena regola fatta da killer professionisti, secondo gli agenti dell’anti-terrorismo greco.
LE VITTIME | Le vittime, Manolis Kapellonis e Yorgos Fundulis, sono state raggiunte da proiettili al petto e al capo. Sul posto gli inquirenti hanno raccolto diversi bossoli calibro 9 che verranno sottoposti a perizia balistica per cercare di individuare l’arma che li ha esplosi e capire se sia stata utilizzata in altri attentati compiuti in passato.
IL PARTITO | Nella sezione del partito, pochi minuti dopo la sparatoria, è arrivata fra gli altri anche Urania Michaloliakos, la figlia di Nikos Michaloliakos, fondatore e leader del partito, attualmente in carcere con altri deputati del gruppo con l’accusa di costituzione di associazione criminale. La donna ha accusato il governo e la polizia di «inerzia e indifferenza» perché, a suo dire, pur sapendo che ogni venerdì in quella sezione si tenevano convegni dei militanti, il luogo non era protetto dalle forze dell’ordine. Da gruppuscolo minoritario ai margini della politica, nelle ultime elezioni a giugno Alba Dorata ha coagulato la rabbia di molti greci di fronte alla crisi e all’immigrazione ottenendo quasi 400mila voti, ovvero circa il 7%, e 18 deputati in Parlamento. Da allora i suoi aderenti si sono scatenati con numerose e violente spedizioni punitive ai danni di immigrati (regolari e non) e gay ad Atene e in altre città della Grecia, fino all’imponente operazione di polizia che ha portato agli arresti dei leader.
Venerdì 1 novembre 2013
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