Il discorso di Matteo Renzi al Senato a braccio, priorità alla scuola

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la riduzione del cuneo fiscale, con misure legate alla revisione dell spesa

Il discorso di Matteo Renzi al Senato
a braccio, priorità alla scuola

Per creare posti di lavoro, «dobbiamo intervenire nella capacità di attrarre investimenti in questo Paese che negli ultimi anni è fortemente diminuita»

di Silvia Tozzi

Matteo Renzi durante il discorso
Matteo Renzi durante il discorso
ROMA | Matteo Renzi oggi ha tenuto un intervento al Senato a braccio. Subito ha ricordato che spera di essere l'ultimo presidente del Consiglio a parlare al Senato, che vuole riformare: «Bisogna superare l’attuale conformazione del Senato, mantenendo fermo il no al voto di fiducia e bilancio e la possibilità di svolgere l’incarico senatoriale non come figlio di un incarico elettivo, ma, come nel caso tedesco, come rappresentazione di un legame con il territorio». Poi bisogna «superare il titolo V per come lo abbiamo conosciuto fino ad oggi»: «La sovrapposizione dei compiti ha troppo spesso reso ingovernabile il Paese».

L’EUROPA | «Penso di avere il dovere di dire al Senato che se il semestre europeo deve essere una cosa seria, dobbiamo raccontare che cosa significhi l’Europa nel mondo che cambia. E non saremo credibili se noi non riusciremo ad arrivarci senza sistemare quello che dobbiamo sistemare noi». 

SCUOLA | L'argomento cui tiene di più è la scuola: «Chi di noi tutti i giorni ha incontrato insegnanti, educatori, mamme, sa perfettamente che c’è una richiesta straordinaria: restituire il valore sociale agli insegnanti, e questo non ha bisogno di riforme, denaro, commissioni di studio. Ma del rispetto per chi va quotidianamente nelle nostre classi e si assume il compito struggente di essere un collaboratore alla creazione di una creatività. Ci sono fior di studi che dicono che un territorio che investe sull’educazione cresce in maniera proporzionale». Dice che «tutte le settimane il mercoledì entrerò in una scuola diversa, mi recherò come facevo da sindaco nelle scuole per dare un segnale simbolico, se volete persino banale, per far capire che da lì riparte un Paese». Si interverrà sull’edilizia scolastica, con un massiccio piano di investimenti nel settore. Non si dimenticheranno gli asili nido: «Il tema si collega al fatto che abbiamo la disoccupazione femminile più alta d’Europa».

ECONOMIA | In campo economico si punta allo «sblocco totale dei debiti della Pubblica amministrazione, attraverso un diverso utilizzo della Cassa depositi e prestiti. La costituzione di fondi garanzia, anche attraverso un rinnovato utilizzo della Cassa depositi e prestiti, per le piccole e medie imprese che non riescono ada accedere al credito. E poi, terzo punto, la riduzione a doppia cifra del cuneo fiscale, attraverso misure serie e irreversibili legate alla revisione dell spesa che porterà nel corso dei primi mesi a vedere dei risultati immediati e concreti».

DELEGA FISCALE | Si ricorrerà alla delega fiscale concessa dal Parlamento per «riuscire a inviare tutti i dipendenti pubblici e ai pensionati direttamente a casa, magari attraverso uno strumento di tecnologia, la dichiarazione dei redditi precompilata». 

LAVORO | Per creare posti di lavoro, il Paese va reso attrattivo:«Dobbiamo intervenire nella capacità di attrarre investimenti in questo Paese che negli ultimi anni è fortemente diminuita. Un Paese vivo, aperto, curioso non ha paura di attrarre investimenti. Il posto di lavoro così si crea». I dirigenti pubblici legati al governo saranno responsabili per il mancato raggiungimento degli obiettivi. 

CITTADINANZA E UNIONI CIVILI | Si pensa di concedere la cittadinanza ai figli di immigrati che abbia completato un intero ciclo scolastico. Per i diritti civili: «Sui diritti si fa lo sforzo di ascoltarsi, di trovare un compromesso anche quando questo non mi soddisfa del tutto».

CULTURA | La cultura deve aprirsi al coinvolgimento dei privati, pensare a «distretti tecnologici insieme a quelli culturali, investimenti sulle nuove generazioni», e anche a un piano industriale specifico del lavoro che coinvolga proprio i settori culturali.

Lunedì 24 febbraio 2014

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