Elezioni comunali 2024: il caso dei comuni in provincia di Reggio Emilia

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le europee smascherano i limiti delle candidATURE A SINDACO

Elezioni comunali 2024: il caso dei
comuni in provincia di Reggio Emilia

In questa doppia tenzone europea e amministrativa, la destra è apparsa attrezzata per il confronto politico continentale e, invece, sul confronto comunale, ha portato avanti candidati sindaco inadatti per i vertici dei Comuni

di Sergio Bevilacqua

Sindaci
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Non solo sbagliano, ma si permettono delle scorrettezze per Sragion di Stato (di partito). Abbiamo visto in questa doppia tenzone europea e amministrativa, una destra attrezzata per il confronto politico continentale e invece, sul confronto comunale, portare avanti candidati sindaco che, se hanno fascino elettorale, lo devono ad altro e non ai requisiti previsti dalla legge e dal buon senso per i vertici dei Comuni. Assenza di principi elementari: candidati sindaco Coca-cola, quando, per le leggi civilissime acquisite dal Paese nel lungo iter (10 anni) di una Riforma salubre e necessaria, dovrebbero far emergere candidati da eleggere direttamente con profonde e importantissime competenze di Management pubblico, sostenuti da partiti responsabili. Invece, troviamo figure prive dei contenuti professionali previsti dalla L. 81 del 93 per l’elezione diretta della persona sindaco.

Come volevasi dimostrare, e l’ho scritto un paio di mesi fa, quando soffiava il primo vento elettorale: https://italia.reteluna.it/it/risultati-elettorali-giugno-2024-nei-comuni-cosa-prevedevamo-per-i-sindaci-AtZjS.html

I reggiani sono provati ma non cretini: hanno capito che un condominio deve essere gestito con competenza, e non si fanno incantare da cravatte, dentature bianche e splendenti e esperienze di tribunali, sale operatorie, ambulatori o carta stampata. Hai esperienza di amministrazione di condominio (comunale)? Ti voto. Non ce l’hai: non ti voto. Cosicché, per legittimo spirito di sopravvivenza, voto chi il condominio l’ha già amministrato, e se ho votato cdx alle politiche europee, cambio il voto. Scarpe grosse, ma cervello fino: ne va della mia quotidianità…

E così i reggiani, razionalmente e a denti stretti, tirano dentro alla Sala del Tricolore, per altri 5 anni un sindaco e tanti candidati del soviet PD: quel partito sarà pure anche una associazione d’interessi, per chi vede il bicchiere mezzo vuoto e non si accorge della “trave nel proprio occhio”. Ovvio che non si può negare la grave malattia delle amministrazioni archeologiche di sinistra (siamo a quasi 80 anni…). Ma sono davvero il Male assoluto? Forse… Ma chi lo dimostra senza alternanza? Qualche filosofuccio o arrogante poltronardo d’opposizione?

Io sono uno scienziato di amministrazione pubblica e di sociologia, indipendente. Dico, con la testa orgogliosamente sulla ghigliottina per 50 anni di onorato servizio a centinaia di enti locali e centrali, che a Reggio Emilia, data la cultura civile sviluppata, senza alternativa competente non c’è possibile alternanza. In questo caso, meglio chi ha già fatto amministrazione comunale, che ha esperienza: così votano i sani reggiani. Primum vivere, deinde philosophari: non sono stupidi, loro…

Che poi tutti gli establishment dei partitastri abbiano chi più chi meno staccato la catena col popolo è abbastanza vero, ma qualcuno l’ha fatto di più. Partiti costretti ad essere alieni nelle loro città, che si credono furbi… Meglio stupidi, allora, che opportunisti superficiali: l’opportunismo superficiale cambia di abito e ce lo ritroveremo alle prossime elezioni tale quale (com’è stato alle ultime).

Così ci giochiamo la Democrazia, e la qualità della vita che può e deve produrre. I potentati del PD si consolidano ulteriormente, lo spazio dell’alternanza rimane nei cervelli provinciali dei partiti: pompa magna prima del voto e, dopo, silenzio nelle chiuse botteghe dentistico-sorrisose.

Come quando lo sgombero delle fatiscenti Reggiane, ov’era accampato da lustri il marcio contagioso, fu rivendicato con tanto di Cavalleria: un piacere all’amministrazione in carica del Comune e alla riorganizzazione su scala cittadina dello spaccio. Glielo dissi: state facendo un grave errore, non si fa esplodere un bubbone purulento se non si è pronti a controllarne la disseminazione virale. Le forze dell’ordine lo sapevano, ma in democrazia sono condizionate dalla politica, a volte portatrice di gravissimi errori. Infatti, ecco puntualmente avvenuta la moltiplicazione delle zone di contagio e la difficile governabilità di un effetto diffusione che ha creato enormi problemi all’ordine pubblico e alla città di Reggio.

Ed è solo un esempio. Se non c’è competenza (di Management pubblico) non ci si deve mettere, coi sogni e le bandiere soltanto, sperando di fare il colpaccio: i reggiani lo colgono, e diventa un assassinio dell’alternanza, gravissimo danno alla città e alla democrazia.

I reggiani, vecchi e nuovi, lo capiscono al volo e votano per chi ha esperienza di amministrazione. Sentiremo d’ora in poi in consiglio comunale le sparute pattuglie degli arrembanti per 5 anni lamentarsi e fare concioni, ma anche interventi opportuni da parte dei migliori, guarda caso affiorati per virtù proprie e non dei partiti, come Cristian Paglialonga. Per i sindaci, invece, prima di tutto contano le qualità professionali specifiche di Management pubblico, e non soprattutto la politica, come per i consiglieri comunali.

Povera Destra reggiana, povera alternativa amministrativa, di cui avremmo così bisogno: chiusa ad apparire in vuoti discorsi ben recitati, con candidati sindaco incompetenti di una materia, il management pubblico e comunale in particolare, su cui gli elettori sono più sensibili dei partiti, che dovrebbero rappresentarli secondo Costituzione... Perché così l’alternanza, linfa della democrazia, va a quel paese. I reggiani sanno distinguere tra un amministratore di condominio e un salumiere, o altra rispettabilissima professione. Non li freghi più. L’avevano già dimostrato cinque anni fa, ribaltando, alle amministrative, il voto delle politiche europee, per assenza di referenze gestionali dei candidati sindaco delle destre, guarda caso con una unica eccezione: il candidato sindaco indipendente sostenuto dal cdx a Cavriago, che i voti delle politiche li ha presi tutti (26% contro il 20% del candidato di oggi). Come mai? Perché era dotato di un curriculum vertiginoso di competenza gestionale comunale e pubblica, e i cittadini senza conoscerlo di persona perché era reggiano del capoluogo, l’avevano capito e votato. Non così la mente dei partiti questa volta, che hanno preferito l’apparenza alla sostanza, che evidentemente gli sfuggiva…

E nella terra reggiana, questo si paga! Peccato però che a pagare siano alla fine i cittadini, di una democrazia che rimane priva della linfa vitale dell’alternanza, ed è costretta nel reggiano alle formule chiuse della sinistra perché almeno veicolano esperienza specifica amministrativa, manageriale pubblica, e non solo d’altro tipo, ad esempio giuridica, sanitaria o altro... Non è questo che vuole la legge 81 sulla elezione diretta del sindaco, non è questo che vuole il buon senso, non è questo che mostra la pratica elettorale locale di tutte le civiltà democratiche evolute del mondo, nostre sorelle in Europa e nel mondo occidentale, e pure altrove…

Amen. 

Martedì 11 giugno 2024

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