Parlamentare Pd si imprigiona a Lampedusa per protestare contro i centri di accoglienza

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chiede che i naufraghi possano lasciare l'isola

Parlamentare Pd si imprigiona a Lampedusa
per protestare contro i centri di accoglienza

«Non vengono rispettate le leggi del nostro Paese e le direttive in materia di protezione dei rifugiati»

di Silvia Tozzi

Khalid Chaouki
Khalid Chaouki

LAMPEDUSA | Il deputato del Pd Khalid Chaouki è entrato al Centro di prima accoglienza dell’isola in qualità di parlamentare per poi annunciare la volontà di autoimprigionarsi, spiegando: «Non mi muoverò da qui fino a quando il ragazzo siriano che ha girato il video e i naufraghi illegittimamente trattenuti da oltre due mesi non saranno trasferiti da Lampedusa».

LA SCELTA | Ha spiegato infatti di rifiutarsi di abbandonare i profughi siriani ed eritrei e di ricordare che in Italia «non vengono rispettate le leggi del nostro Paese e le direttive in materia di protezione dei rifugiati. Non abbandonerò questo Centro finché non verranno rilasciati, come previsto dalla legge, tutti profughi e destinati nei centri idonei per la loro accoglienza. A partire da Khalid e dai superstiti alla tragedia dello scorso 3 ottobre».

UN CARCERE | «Abbiamo celebrato come martiri i loro compagni di viaggio inghiottiti dal mare. Loro invece sono qui, rinchiusi e disperati. Questa paradossale ingiustizia è intollerabile. È uno scandalo! Piangiamo i morti e puniamo i vivi. Questa ipocrisia non può più essere accettata. A questo punto le parole non bastano più e l’Italia non può più permettersi di collezionare figuracce mondiali a causa di chi, irresponsabilmente, non ha vigilato sul rispetto dei principi basilari del rispetto dei diritti umani e chi, fino ad oggi, considera Lampedusa, come altri centri, di fatto zona franca e fuori dalla legalità».

Domenica 22 dicembre 2013

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