Prima prova degli esami di maturità. Quasimodo, Renzo Piano e l'Europa

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Gli studenti alle prese con la prima prova di maturità erano mezzo milione

Prima prova degli esami di maturità
Quasimodo, Renzo Piano e l'Europa

Per l’analisi del testo, la scelta di viale Trastevere è caduta su Salvatore Quasimodo

di Silvia Tozzi

Maturità
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ROMA | Gli studenti alle prese con la prima prova di maturità erano mezzo milione. Il tema letterario è sui versi del poeta siciliano Quasimodo. Ai ragazzi è stato chiesto di analizzare la poesia «Ride la gazza nera sugli aranci» tratta dalla raccolta «Ed è subito sera». Nella lirica - si legge nella traccia - la Sicilia si fonde con quella dell’infanzia e della comunione con la natura, in contrasto con il dolore presente della vita. Le tematiche della fanciullezza, della memoria e della comunione con la natura si fondono nei versi, accentuate da sapienti scelte stilistiche. 

LE ALTRE TRACCE | La traccia di storia, invece, era sul confronto tra l’Europa di oggi e quella di ieri nel centesimo anniversario della prima guerra mondiale. Altri temi sul dono nell’arte, la violenza e la non violenza, le nuove responsabilità sotto il profilo socio-economico, la tecnologia pervasiva per il saggio, o articolo di giornale. PIANO | Una frase di Renzo Piano è stata scelta per il tema di ordine generale. Lo spunto per la traccia è stato un suo intervento sul Sole 24 Ore del 26 gennaio scorso dal titolo «Il rammendo delle periferie». Ecco l’intervento: «Siamo un Paese straordinario e bellissimo, ma allo stesso tempo molto fragile. È fragile il paesaggio e sono fragili le città, in particolare le periferie dove nessuno ha speso tempo e denaro per far manutenzione. Ma sono proprio le periferie la città del futuro, quella dove si concentra l’energia umana e quella che lasceremo in eredità ai nostri figli. C’è bisogno di una gigantesca opera di rammendo e ci vogliono delle idee. [...] Le periferie sono la città del futuro, non fotogeniche d’accordo, anzi spesso un deserto o un dormitorio, ma ricche di umanità e quindi il destino delle città sono le periferie. [...] Spesso alla parola «periferia» si associa il termine degrado. Mi chiedo: questo vogliamo lasciare in eredità? Le periferie sono la grande scommessa urbana dei prossimi decenni. Diventeranno o no pezzi di città?».

Mercoledì 18 giugno 2014

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