Morte mistica: l'eternità nell'aldiqua

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Morte mistica: l'eternità nell'aldiqua

Padre Max Anselmi, religioso della congregazione dei Passionisti, fondata da san Paolo della Croce, ci propone una via da vertigine

di padre Max Anselmi C.P.

"Non sono io che vivo, ma Cristo vive in me"
"Non sono io che vivo, ma Cristo vive in me"

Per rendersi conto dell’originalità dell’esperienza mistica di San Paolo della Croce e coglierne in qualche modo il suo pensiero spirituale passiologico di qualità elevatissima, occorre riconoscere in lui un uomo di Dio, un mistico di livello straordinario, che rielabora una vita e, in modo personalissimo, quanto descritto nelle annotazioni del suo Diario Spirituale e nei trattati di spiritualità e di mistica. Per capire veramente Paolo e il suo livello mistico è necessario imparare a concentrarsi sulla sua terribile esperienza di agonia dell’anima, che l’ha condotto fuori dal tempo a sperimentare l’eternità. L’orazione che egli ha fatto nei suoi 40 giorni di ritiro, vissuta tutta nell’eternità, è stata tutta di “nudo e puro patire”, di agonia, essendo questo l’elemento che l’ha fatto “uscire dal tempo”. A pensarci meglio, a far passare un orante dal tempo all’eternità, cioè a farlo morire, non sono però le afflizioni, ma l’esperienza dell’amore di Dio, quella “Passione” che può “ammazzare” anche una persona, un orante, un contemplativo! Dunque, se Paolo afferma di sentirsi come morto, ciò significa che in quel momento faceva una grandissima esperienza di Dio! Nello spiegare il suo rapporto con Dio, Paolo usa termini come “raccolto”, “distratto”, “arido”, “sensibile”, “insensibile”, che vanno compresi e spiegati in relazione alla sua superiore contemplazione, che può definirsi “assoluta”, perché sponsale, di puro amore. Per una altissima illuminazione divina infusa, in diversi resoconti del Diario, egli spiega e precisa infatti che stare fuori dal tempo è stare nelle braccia dello Sposo Divino! Capire l’esperienza di Paolo, è indispensabile per concepire e far rivivere questa esperienza d’amore sponsale, di specifica valenza storica e soteriologica, per tutti noi.

Giovedì 20 giugno 2019

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