L'appello del «Movimento Nova Civilitas». è stato determinante per i risultati elettorali

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L’EUROPA CHE VOGLIAMO: Il primo Europarlamentare di Nova Civilitas

L'appello del «Movimento Nova Civilitas»
è stato determinante per i risultati elettorali

Nova Civilitas è un movimento di popolo che agisce attraverso tre dimensioni: della cultura, per informare e conoscere, delle opere sociali, per costruire e testimoniare, e della politica, rendendola funzionale a questo progetto di ricostruzione

di Antonio Rossello

Il logo del «Movimento Nova Civilitas»
Il logo del «Movimento Nova Civilitas»

Il Movimento

Nova Civilitas è un movimento di popolo che agisce attraverso tre dimensioni: della cultura, per informare e conoscere, delle opere sociali, per costruire e testimoniare, e della politica, rendendola funzionale a questo progetto di ricostruzione.
Occorre essere costruttori di civiltà.

Manifesto.

Statuto.

Sito: https://www.novacivilitas.it/site/

Il primo Europarlamentare di Nova Civilitas

Angela Ciconte
Angela Ciconte

Commenta un’attivista del Movimento Nova Civilitas, Angela Ciconte, referente per Torino e provincia, nonché coordinatrice per l’ambito politico della Regione Calabria: «Silvia Sardone, eletta nelle liste della Lega, ha aderito a Nova Civilitas il nuovo Movimento dell’Avvocato Gianfranco Amato, ed è la prima Europarlamentare facente parte di Nova Civilitas, oltretutto raggiungendo un risultato eccellente in termini di preferenze.

Silvia Sardone
Silvia Sardone

Con grande soddisfazione prendiamo atto, e la realtà ci conferma, l'intuizione del nostro Presidente Gianfranco Amato di puntare su sei candidati che oggettivamente avevano grande possibilità di riuscire ad entrare nel Parlamento Europeo, ma che ovviamente avevano bisogno di un sostegno compatto per il raggiungimento di tale obiettivo. È evidente dunque che è necessario puntare al criterio valoriale supportandolo al criterio reale dei candidati di lista.

Questa è una grande lezione per il tutto mondo pro-family e pro-life, ossia anziché disperdere il voto appoggiando candidati pur bravissimi, pur eccellenti ma che non avevano la minima possibilità di essere eletti, forse era più opportuno concentrarsi sul sostegno ai sei candidati individuati in tutta Italia, che se sostenuti massicciamente, avrebbero potuto farcela in toto (non sono passati hanno -mancato l’obiettivo- per una manciata di voti).

Nel settore nord-ovest abbiamo seguito Silvia Sardone nella sua campagna appassionata, ed abbiamo avuto modo di apprezzarne ancor di più le sue doti che già conoscevamo. Donna combattiva, infaticabile ma soprattutto appassionata alla Verità, infatti il suo slogan elettorale che la rappresentava totalmente era -grinta e passione-. Siamo sicuri che lei in Europa saprà rappresentare i Valori del Movimento e difendere i principi che si contraddistinguono sulla difesa della Vita dal concepimento alla morte naturale, della famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo ed una donna, sulla libertà educativa, sulla libertà religiosa, e sulla tutela delle sacrosante Radici Cristiane del nostro continente, soprattutto in questo momento in cui assistiamo ad un vero e proprio processo di islamizzazione anche attraverso un uso ideologico dei processi migratori.»

L'appello
L'appello

Ecco il testo dell'appello redatto il 29 aprile 2019, in vista delle elezioni europee.

«L’Europa che vogliamo riconosce la propria identità nelle radici cristiane che hanno largamente concorso a costruire laciviltà occidentale ed europea in particolare.

L’Europa che vogliamo rispetta la sovranità dei singoli stati membri, con particolare riguardo alla loro identità culturale, storica e religiosa.

L’Europa che vogliamo è cosciente dell’emergenza demografica che sta vivendo il Vecchio Continente, e intende affrontare con misure efficaci e concrete il problema della bassa natalità.

L’Europa che vogliamo non vuole essere un’artificiosa costruzione istituzionale ridotta ad un mero apparato burocratico-finanziario.

L’Europa che vogliamo promuove e difende la piena e corretta applicazione di tutti i principi iscritti nel diritto naturale.

L’Europa che vogliamo difende e rinnova la dimensione pubblica della fede cristiana ed il diritto all’obiezione di co-scienza rispetto a qualsiasi disposizione, normativa o provvedimento d’autorità che possa direttamente o indirettamente integrare una violazione della legge naturale.

L’Europa che vogliamo riafferma la preminenza della funzione della famiglia naturale, fondata sul matrimonio tra un uomo ed una donna, quale soggetto fondamentale e insostituibile per la vita della società.

L’Europa che vogliamo riafferma il valore sacro ed intangibile della vita di ogni essere umano, specialmente se debole, innocente, indifeso e non ancora nato, dal suo concepimento fino alla morte naturale, nella piena consapevolezza che sul riconoscimento di tale diritto si fonda l’umana convivenza e la stessa comunità politica.

L’Europa che vogliamo riconosce, promuove e valorizza una piena ed un’autentica libertà educativa, con particolare attenzione all’esperienza delle scuole parentali, in piena attuazione del principio sancito dall’art. 26, terzo comma, della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo.

L’Europa che vogliamo riconosce, promuove e valorizza il principio di sussidiarietà, declinato in tutti gli ambiti in cui la sua applicazione risponda a giustizia morale cristiana, specialmente in campo sociale, economico, ed istituzionale.

L’Europa che vogliamo si oppone ad ogni forma di colonizzazione ideologica proveniente da altre culture e rifiuta di essere, a sua volta, strumento di tale forma di colonizzazione nei confronti degli stati membri.

L’Europa che vogliamo respinge in maniera ferma e risoluta ogni forma di annichilimento della dignità umana attra- verso un uso distorto delle conoscenze scientifiche e dei progressi tecnologici, come nel caso del cosiddetto -utero in affitto-, della clonazione di cellule, dell’utilizzo di feti abortiti, o di qualunque altra forma di manipolazione genetica.

L’Europa che vogliamo si oppone ad ogni forma di decostruzione della persona umana, a cominciare dalla esiziale e nefasta ideologia gender.

L’Europa che vogliamo è un’Europa finalmente libera dalla burocrazia asfissiante e dall’avidità plutocratica, libera dalle pressioni dei poteri forti e delle consorterie massoniche, libera dalla ferrea logica del positivismo giuridico, libera dalle indebite influenze delle lobby multinazionali, libera dalla perniciosa ideologia del politically correct, libera da ogni forma di risentimento anticristiano, libera dalla prospettiva del multiculturalismo scriteriato, del -neutralismo valoriale- e del laicismo anticlericale che pretendono un’Europa senza identità e senza Dio.

Roma, li 29 aprile 2019 

MOVIMENTO NOVA CIVILITAS »

Lunedì 27 maggio 2019

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