In Italia crollati gli investimenti stranieri lo rivela un'indagine del Censis

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L'Italia è la seconda potenza manifatturiera d’Europa e la quinta nel mondo

In Italia crollati gli investimenti stranieri
lo rivela un'indagine del Censis

L’Italia si piazza al 65° posto nella graduatoria mondiale dei fattori determinanti la capacità attrattiva di capitali per un Paese (procedure, tempi e costi per avviare un’impresa, permessi di costruzione, risolvere controversie giudiziarie)

di Silvia Tozzi

Repertorio
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ROMA | Gli investimenti esteri in Italia sono in crollo a causa di cattiva reputazione corruzione, scandali politici e lungaggini burocratiche. Il Diario della transizione diffuso dal Censis sostiene che, dall'inizio della crisi, gli investimenti esteri in Italia si sono dimezzati.

ITALIA | L'Italia è la seconda potenza manifatturiera d’Europa e la quinta nel mondo, ma detiene solo l’1,6% dello stock mondiale di investimenti esteri, contro il 2,8% della Spagna, il 3,1% della Germania, il 4,8% della Francia, il 5,8% del Regno Unito. Negli ultimi sei anni gli investimenti diretti esteri in Italia sono crollati: nel 2013 sono stati pari a 12,4 miliardi di euro, il 58% in meno rispetto al 2007, l’anno prima dell’inizio della crisi. I momenti peggiori sono stati il 2008, l’anno della fuga dei capitali, in cui i disinvestimenti hanno superato i nuovi investimenti stranieri, e il 2012, l’anno della crisi del debito pubblico. 

LUNGAGGINI | L’Italia si piazza al 65° posto nella graduatoria mondiale dei fattori determinanti la capacità attrattiva di capitali per un Paese (procedure, tempi e costi per avviare un’impresa, ottenere permessi di costruzione, risolvere controversie giudiziarie): per ottenere tutti i permessi, le licenze e le concessioni di costruzione, in Italia occorrono mediamente 233 giorni, 97 in Germania. In tutta l’Europa solo Grecia, Romania e Repubblica Ceca presentano condizioni per fare impresa più sfavorevoli delle nostre. Per allacciarsi alla rete elettrica servono 124 giorni in Italia, 17 in Germania. Per risolvere una disputa relativa a un contratto commerciale il sistema giudiziario italiano impiega in media 1.185 giorni, quello tedesco 394.

AIBE | Anche l’Aibe (associazione banche estere in Italia) aveva lanciato l’allarme a marzo sulla frenata degli investimenti, pubblicando l’Aibe index, un indice che posiziona l’Italia, in termini di attrattività dei capitali esteri, a un valore di 30 punti su una scala 100, molto indietro rispetto a Paesi come Germania e Stati Uniti.

MANIFATTURA | Per quanto riguarda la qualità manifatturiera, l’Italia è l’11° esportatore al mondo, con una quota del 2,7% dell’export mondiale. L’Italia è ancora la 5 destinazione turistica al mondo (dopo Francia, Usa, Cina e Spagna), con più di 77 milioni di stranieri che varcano ogni anno le nostre frontiere (+4,1% tra il 2010 e il 2013). Abbiamo 2.673 ricercatori italiani attualmente operanti all’estero, 23.400 gli studenti italiani inseriti nel programma Erasmus, 62.580 i giovani italiani che studiano in università straniere. L’Italia è anche prima in Europa per numero di giovani «own account workers» lavoratori in proprio e senza dipendenti: 1,3 milioni sotto i 40 anni nel 2013, circa il 15% degli occupati di questa fascia di età, il doppio della media dell’area dell’euro (7,5%).

Domenica 8 giugno 2014

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