Forse Massimo Bossetti non ha agito da solo. Bandiera ha spiegato come si è lavorato

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un'indagine che è proceduta per intuizioni e analisi meticolose

Forse Massimo Bossetti non ha agito da solo
Bandiera ha spiegato come si è lavorato

Tramite il dna si è risalito al figlio legittimo di Giuseppe Benedetto Guerinoni, che sarebbe (ma la madre non conferma) il padre di Bossetti

di Silvia Tozzi

Massimo Bossetti
Massimo Bossetti
BERGAMO | Massimo Giuseppe Bossetti, il fermato per l’omicidio di Yara Gambirasio, potrebbe, secondo il questore di Bergamo, Fortunato Finolli, non aver agito da solo. «Ci sono accertamenti da svolgere per capire e i tempi non sono quelli della stampa. Il caso dal punto di vista giudiziario non è chiuso, dobbiamo attualizzare la presenza della persona a quattro anni fa».

IL METODO | Il colonnello Antonio Bandiera in conferenza stampa ha dichiarato: «Voglio sottolineare che si è stata un’indagine lunga, un’indagine complessa che ha visto operare diversi reparti di eccellenza dell’Arma dei carabinieri, il nucleo investigativo di questo Comando provinciale, il Ros dei carabinieri, il Ris, unitamente anche ai reparti della polizia di Stato. Siamo partiti inizialmente con una grande attività di natura scientifica, con l’individuazione non facile di un profilo biologico, di Dna, sui leggings di Yara. Poi siamo andati ancora avanti arrivando a Giuseppe Benedetto Guerinoni, noto come il padre di Ignoto 1. Successivamente abbiamo approfondito le nostre attività su una pista investigativa del tutto nuova per quello che riguarda il contesto nazionale ma probabilmente anche a livello internazionale: sono stati raccolti migliaia e migliaia di Dna in modo scientifico, sono stati analizzati tutti i cellulari attivi nella cella la sera della scomparsa di Yara. Per ogni cellulare è stato fatto un lavoro oneroso: siamo andati a cercare non solo l’intestatario di ogni singolo utente, ma anche chi erano i suoi conviventi. Abbiamo vagliato le cerchie amicali e relazionali, la zona del rinvenimento del cadavere, la palestra: siamo arrivati a numeri importanti che richiedevano tempo, abbiamo investito le nostre migliori risorse, non abbiamo mai abbassato la guardia neanche un giorno».

Mercoledì 18 giugno 2014

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