Ebola, dalla Cina arriva la prima cura. Pechino sfida gli Usa nella lotta al virus

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Disponibile sul mercato a partire da dicembre la formula derivante dall'anti-sars

Ebola, dalla Cina arriva la prima cura
Pechino sfida gli Usa nella lotta al virus

Wang Hongquan, padre del farmaco, assicura che i testi su cavie umane sono già iniziati con risultati incoraggianti.
Ma l'Oms potrebbe boicottarne l'uso per favorire gli interessi delle multinazionali americane

di Fulvio Beltrami

Paziente affetto da Ebola virus
Paziente affetto da Ebola virus

(dal nostro corrispondente) – Vari osservatori africani si stavano interrogando sui motivi del prolungato silenzio del primo partner commerciale del Continente, la Cina, sulla epidemia di Ebola nell’Africa Occidentale. Possibile che il governo di Pechino avesse deciso di non intervenire lasciando libero campo alle potenze e multinazionali occidentali? La risposta ai loro dubbi è giunta dalla Sihuan Phramaceutical Holdings  la multinazionale farmaceutica cinese che detiene il primato di terza compagnia più importante a livello asiatico. La Sihuan ha annunciato che sta terminando le ricerche per un farmaco contro l’Ebola in collaborazione con l’Accademia Militare Cinese delle Ricerche Scientifiche e Mediche. Il farmaco è stato denominato JK-05 e sarebbe prossima l’approvazione da parte del ministero della Sanità cinese.

JK-05 è il nome che le autorità hanno ritenuto di dare al nuovo farmaco
JK-05 è il nome che le autorità hanno ritenuto di dare al nuovo farmaco

Tempi di ricerca ed approvazione assai sospetti, è lecito domandarsi. I dubbi vengono chiariti dalla reale storia del JK-05 divulgata da alcuni media africani che non ha trovato smentite da parte delle autorità cinesi. La cura dell’Ebola è entrata in fase di sperimentazione presso i laboratori militari cinque anni fa in netto anticipo rispetto ai farmaci sperimentali americano (Zmapp) e canadese (TKM-Ebola). Il farmaco è una modificazione del farmaco Favipiravir sviluppato dalla casa farmaceutica nipponica Fujifilm Holding Corp per il trattamento della Sars. Il Partito comunista ne aveva ordinato la modificazione genetica e la sperimentazione sugli animali al fine di dotarsi di un'efficace arma di protezione per le sue truppe. Pechino condivide la stessa preoccupazione di Washington che il virus dell’Ebola possa essere utilizzato da potenze nemiche o organizzazioni terroristiche come arma batteriologica.

Favipiravir è il farmaco anti-Sars sintetizzato dalla nipponica Fujifilm Corp
Favipiravir è il farmaco anti-Sars sintetizzato dalla nipponica Fujifilm Corp

Dopo cinque anni di fruttifera sperimentazione su cavie da laboratorio le ricerche relative al JK-05 sono state affidate alla Sihuan in quanto il Partito comunista non considera opportuno immettere sul mercato mondiale un farmaco brevettato e sperimentato dai laboratori dell’Armata Popolare Cinese. Una semplice questione di marketing. Le sperimentazioni sugli esseri umani, passaggio obbligatorio affinché vaccini e farmaci possano essere approvati a livello internazionale, non verranno effettuate su pazienti africani, ha chiarito il governo cinese con il chiaro obiettivo di differenziarsi dalle scelte dei governi americano e canadese che hanno sollevato non poche questioni etiche morali. La sperimentazione verrà eseguita su “volontari” cinesi, molto probabilmente prigionieri... 

Pechino potrebbe rilasciare gratuitamente i vaccini ai popolo africani duramente colpiti
Pechino potrebbe rilasciare gratuitamente i vaccini ai popolo africani duramente colpiti

Il ricercatore medico militare Wang Hongquan, padre del farmaco, assicura che i testi su cavie umane sono già iniziati offrendo risultati incoraggianti. La cura potrebbe essere disponibile sul mercato internazionale a fine dicembre. Il governo cinese sembra aver calcolato il rischio di un boicottaggio della Organizzazione Mondiale della Salute – Oms (su pressioni occidentali) teso a non riconoscere la cura cinese per favorire le multinazionali americane nella corsa della scoperta di un vaccino e di una cura dell’Ebola, un affare miliardario. Pechino ha chiarito che ingenti dosi del farmaco saranno distribuite gratuitamente ai governi africani colpiti dall’epidemia dopo che il ministero della Sanità pubblica abbia comprovato la sua efficacia e l’assenza di pericolosi effetti collaterali oltre ogni ragionevole percentuale di dubbio.

Un duro colpo se verrà attuato alle case farmaceutiche americane che stanno progettando di accaparrarsi il mercato africano vendendo eventuali vaccini e cure alle Nazioni Unite e all'Oms. La Cina sembra aver sorpassato gli Stati Uniti nello strumentale sfruttamento di un'epidemia ben lontana dal rappresentare un pericolo a livello mondiale utilizzandola come l’ennesimo cavallo di Troia per la penetrazione del quarto polo commerciale del pianeta: l’Africa. Pechino ha forti interessi in Liberia e Sierra Leone sia nell’estrazione del ferro pesante che nelle esplorazioni dei giacimenti petroliferi. L’ambasciata cinese a Monrovia (la capitale della Liberia) è la terza rappresentanza diplomatica più importante del Dragone nel Continente ed il primo partner commerciale del presidente liberiano Ellen Johnson Sirleaf.

Sabato 18 ottobre 2014

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