Addio a Max Von Sydow, l'attore preferito del regista svedese Ingmar Bergman

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Addio a Max Von Sydow, l'attore preferito
del regista svedese Ingmar Bergman

Il suo esordio nei film di Bergman risale al 1957 con Il settimo sigillo, capolavoro del regista svedese dove interpreta un cavaliere crociato impegnato in una fatale partita a scacchi con la Morte. Il maestro svedese lo diresse in ben 14 pellicole

di Francesca Camponero

Max Von Sydow
Max Von Sydow

Con profondo dolore ho appena appreso la notizia che oggi è mancato Max von Sydow, l'attore franco svedese, protagonista di molti film di Ingmar Bergman. 

Figura carismatica del cinema internazionale Von Sydow era nato a Lund, in una famiglia benestante. Suo padre, Carl Wilhelm, era un etnologo e professore di Irish, Scandinavian, and comparative folklore all'Università di Lund. Sua madre, Maria Margareta "Greta ", baronessa Rappe, era una maestra. Dall'età di nove anni Max frequentò la "Lund Cathedral School", dove imparò il tedesco e l'inglese e fu proprio durante tale periodo che cominciò a fare teatro presso una compagnia amatoriale.

Capendo di avere una vera passione e propensione verso il teatro continuò gli studi attoriali al Royal Theater Dramatic di Stoccolma (dal 1948 al 1951) assieme a Jan-Olof Strandberg, Allan, Ekborg, Margaretha Krook, Ingrid Thulin, Yvonne Lombard e Jan Malmsjö che gli permisero di lavorare poi al Teatro Municipale di Norrköping-Linköping. Incontrò Ingmar Bergman recitando in opere come Peer Gynt, Misanthrope, Värmlänningarna, Sagan e Faust nei teatri di Skåne e di Malmö.

Il suo esordio nei film di Bergman risale al 1957 con Il settimo sigillo , capolavoro del regista svedese dove interpreta un cavaliere crociato impegnato in una fatale partita a scacchi con la Morte. Il maestro svedese lo diresse in ben 14 pellicole. Alcuni dei suoi ruoli cinematografici più memorabili includono anche il ruolo di Martin in Through a Glass Darkly (1961); Gesù in The Greatest Story Ever Told (1965); Oktober in The Quiller Memorandum (1966); Karl Oskar Nilsson in The Emigrants (1971); Roy Lindberg in The Apple War (1971); Padre Lankester Merrin in The Exorcist (1973); Joubert l'assassino in Three Days of the Condor (1975); Ming the Merciless in Flash Gordon (1980); il cattivo Ernst Stavro Blofeld nel film di James Bond Never Say Never Again (1983); Liet-Kynes in Dune (1984); Frederick in Hannah and Her Sisters (1986); Lassefar in Pelle the Conqueror (1987), per il quale ricevette la sua prima nomina al premio Oscar; Il dottor Peter Ingham in Awakenings (1990); Lamar Burgess in Minority Report (2002); Josiah Kane in Salomone Kane (2009); Sir Walter Loxley in Robin Hood (2010); The Renter in Extremely Loud and Incredibly Close (2012), che gli ha guadagnato la sua seconda nomination Academy Award; e lor San Tekka in Star Wars: The Force Awakens (2015). Nel 2016, Sydow si unì al cast della serie televisiva Game of Thrones della HBO, interpretando il ruolo del Corvo a tre occhi (Three-eyed Raven) per il quale ricevette una nomination al Primetime Emmy Award. In Italia restano memorabili le sue apparizioni in Cadaveri eccellenti con la regia di Francesco Rosi e ne Il deserto dei tartari di Valerio Zurlini entrambi girati nel 1976. Suggestiva la sua interpretazione nel film di Dario Argento Non ho sonno (2001), accanto a Gabriele Lavia, in cui interpretava un detective ormai in pensione che risolverà a distanza di molti anni un caso fino ad allora apparentemente chiuso.

Foto recente dell'attore
Foto recente dell'attore

Il mio ricordo di lui risale al maggio dello scorso anno quando venne a Genova per assistere alla rappresentazione di “Scene da un matrimonio” del regista russo Andrej Konchalovskij, suo amico. L’attore era seduto davanti a me e la sua presenza attirava più attenzione dello spettacolo stesso: la sua figura imponente ed elegante resterà sempre impressa nel mio cuore.

Lunedì 9 marzo 2020

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