8 dicembre: l'Immacolata... e il Natale

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La Vergine tutta splendore ci dona l'uomo-dio

8 dicembre: l'Immacolata... e il Natale

La festa dell'Immacolata è il trampolino di lancio verso il Natale di Gesù Cristo

di Gianluca Valpondi

Maria di Nazareth
Maria di Nazareth

De Maria numquam satis. Maria è talmente immersa nel e compenetrata dal Mistero infinito di Dio, che dire di aver detto abbastanza di lei significa dire di aver detto abbastanza di Dio, perché Maria si spiega solo spiegando Dio, il mistero di lei si approfondisce solo approfondendo il mistero di Lui.

Maria Immacolata, alba radiosa della civiltà dell’amore, inizio dei cieli nuovi e terra nuova, prega per noi! Non credo che Maria potesse peccare perché la sua libertà andava oltre il libero arbitrio, essendo libera della stessa libertà di Dio, che essendo il Bene per definizione non può fare il male. Pare che l’impeccabilità di Maria sia sostenuta da molti teologi, intendendola come impeccabilità estrinseca. Maria, a differenza dell’innocenza ignorante di Adamo ed Eva, confermata nella giustizia in vista dei meriti di Cristo, non poteva che dire Sì. Visto che lo disse non poteva che dirlo, visto che fu strumento della salvezza, non può che essere necessaria alla nostra salvezza. “Altissima Genitrice dell’Essenza Infinita” (Gregorio di Narek), Maria, ragazza di Nazareth, dolce madre amica maestra sorella, prega per noi! Viva Maria bambina, inizio della nuova creazione! Dal suo concepimento prende avvio l’attuarsi storico e metastorico della nuova umanità redenta, santificata, divinizzata, totalmente supernaturalizzata.

La sua libertà? Non poteva che dire sì? Dio l’ha fatta immacolata perché fosse sua madre! E fu sua madre perché era immacolata; un ventre immacolato può generare senza seme umano! Fecondata da Dio. Un miracolo unico; per lei dire “aspetto un bambino” è dire tutto; per una vergine concepire un figlio è essere impregnata di Dio fin nelle più intime fibre dell’anima e del corpo, santificata dal concepimento di una santità tutta particolare e sovraeminente, immersa da subito totalmente e per sempre nel mistero infinito di Dio, è la piena di grazia, in lei ogni spazio è di Dio, infinitizzato, non poteva morire.

La sua libertà? Non lo so...chi è più libero, chi può fare il male o chi non può farlo? Dio non può fare il male perché Lui è il Bene. E Dio è sommamente libero. Maria poteva fare il male? Non credo. Anche Adamo ed Eva non avevano il peccato originale e caddero, ma Maria, dice S. Tommaso, era confermata in giustizia. Quindi non poteva cadere? Direi di no. Era libera? Della stessa libertà di Dio. Del resto lo stesso Agostino, citato addirittura dal Fromm dell’Arte di amare, arriva a dire che ad un certo grado e livello del cammino di fede e santità si può arrivare al punto che non si può più fare il male.

Infatti lo Spirito Santo col suo lieve calore toccò la carne della vergine senza incendiarla col movimento carnale dell’uomo, come la rugiada cade lievemente sull’erba, affinché il fiore, cioè il figlio di Dio, potesse assumere nella carne di quella vergine la figura umana” (Ildegarda di Bingen, “Il libro delle opere divine”, quarta visione, terza parte).

Immacolata concezione, parto verginale, assunzione in Cielo in anima e corpo. Maria è il Paradiso di Dio. Non è morta se non sotto la croce di Suo Figlio.

San Tommaso, fedele ad Agostino (“ognuno che è generato è dannato, nessuno è salvato se non è rigenerato”), non credeva molto al concepimento immacolato di Maria, gli sembrava un’ipotesi teologicamente improbabile; eppure in qualche modo nel suo pensiero mi pare ci fossero le premesse del dogma, perché distingue la condizione di Adamo ed Eva prima del peccato da quella di Maria, che, a differenza dei progenitori, era già confermata in giustizia. Con lei il serpente manco ci prova, l’arcangelo Gabriele va a colpo sicuro e la saluta “Rallegrati, piena di grazia! Il Signore è con te!” Il suo titubare (“Com’è possibile? Non conosco uomo”), checché ne dica il santo dottore – in questo caso, sì, titubante - Joseph Ratzinger nel suo Gesù di Nazareth. L’infanzia, non è altro che un dire “Signore mio amatissimo, a te già mi sono offerta totalmente nel voto segreto di verginità!”. Quello con Giuseppe doveva essere un matrimonio verginale; lei e Giuseppe erano tutti affidati a Dio che li ha guidati passo passo in un’avventura pazzesca mozzafiato, che era l’avventura della Redenzione del mondo! Cristo fu tentato dal diavolo e morì, e per i suoi meriti Maria fu talmente elevata in grazia, che il diavolo non poté avvicinarla e la tutta santa non conobbe la morte, se non sotto la croce del Figlio, ma fu assunta in cielo col corpo incorrotto.

Pensate di quale amore ardente Dio desidera che amiamo Maria, se ha posto in lei la pienezza di ogni bene: in modo tale che ogni speranza, ogni grazia, ogni salvezza, tutto insomma, e senza alcun dubbio, ci viene per mezzo di lei” (S. Bernardo, Sermo de acqueductu).

Rivolgiamoci a Maria chiedendole che ci accolga come accolse il Suo Figlio: un cuore solo, noi, Maria e Gesù. Il Natale è occasione propizia per rinnovare - o per farlo la prima volta – l’atto di personale consacrazione a Cristo per mezzo di Maria, con le parole di san Luigi Maria da Montfort, precursore e preparatore delle apparizioni mariane moderne e del ruolo di Maria come guida dei suoi amati figli e “apostoli degli ultimi tempi”. Maria è un dono che Cristo stesso fa personalmente ad ogni uomo, e Maria, inconcepibile amore, si occupa personalmente di ognuno di noi con un amore incontenibile che se lo conoscessimo piangeremmo, sì, di gioia, ma probabilmente, a conoscerlo del tutto, passeremmo pure davvero a miglior vita per l’incontenibilità di un tale amore in una comunque fragile carne umana mortale. Preghiamo allora col Montfort: “Gesù, Sapienza eterna e incarnata, ti adoro nella gloria del Padre durante l’eternità e nel seno della Vergine Maria nella tua incarnazione. Ti ringrazio che sei venuto nel mondo, uomo tra gli uomini e servo del Padre, per liberarmi dalla schiavitù del peccato. Ti sono riconoscente perché sei vissuto nell’obbedienza d’amore a Maria, per rendermi tuo discepolo fedele. Purtroppo non ho mantenuto le promesse e gli impegni del mio Battesimo. Non sono degno di essere chiamato figlio di Dio. Ricorro perciò all’intercessione misericordiosa di tua Madre; con il suo aiuto spero di ottenere il perdono dei miei peccati e la comunione perseverante con te, Sapienza Incarnata. Ti saluto, dunque, Maria Immacolata, vivo tempio di Dio: in te l’Eterna Sapienza ha dimorato per ricevere l’adorazione degli angeli e degli uomini. Ti saluto, Regina del cielo e della terra: a te sono sottomesse tutte le creature. Ti saluto, sicuro rifugio dei peccatori: ognuno sperimenta la tua misericordia. Accogli i miei desideri della divina Sapienza e la mia consacrazione totale. Consapevole della mia vocazione cristiana, io rinnovo oggi nelle tue mani, o Maria, gli impegni del mio Battesimo. Rinuncio a Satana, alle sue seduzioni, alle sue opere, e mi consacro a Gesù Cristo per portare con Lui la mia croce nella fedeltà di ogni giorno alla volontà del Padre. Alla presenza di tutta la Chiesa ti riconosco per mia Madre e Sovrana. A te offro e consacro la mia persona, la mia vita e il valore delle mie buone opere, passate presenti e future. Disponi di me e di quanto mi appartiene alla maggior gloria di Dio, nel tempo e nell’eternità. Accogli, madre del Signore, questa mia donazione e presentala al tuo Figlio: Lui che mi ha redento con la tua collaborazione, riceva pure per mezzo tuo il dono totale di me stesso. Che io viva la mia consacrazione per continuare in me l’obbedienza d’amore del tuo Figlio e dare una risposta vitale alla missione che Dio ti ha affidato nella storia della salvezza. Madre misericordiosa, ottienimi la vera sapienza di Dio, e rendimi pienamente disponibile alla tua opera materna. Vergine fedele, trasformami in un autentico discepolo del tuo Figlio, Sapienza Incarnata. Con te, Madre e modello della mia vita, giungerò alla piena maturità del Cristo sulla terra e alla gloria del cielo. Amen.”

Andiamo incontro al Signore che viene! Egli viene a giudicare la terra! Giudicherà i poveri con giustizia e i miseri con rettitudine! Estote parati! Ché non sapete né il giorno né l’ora! Preparate un cuore accogliente per il Sempre Veniente! Raddrizzate i pensieri sviati perché abbiate la forza di aprire a Colui che sta alla porta e bussa! Anelate a Lui e sarete raggianti! Partite da voi stessi e vi ritroverete cristificati!

Abbassàti i monti dell’orgoglio,

riempite le fosse della depressione,

state, stiamo

verso il Signore

con umile e santa presunzione,

sporgetevi, sporgiamoci

oltre l’abisso del nulla tra Creatore e creatura,

siate, siamo

abbandonati-del-tutto

al Tutto-che-mai-niente-abbandona!

Estote parati! Beato chi veglia! Vegliate e non peccate! Sui vostri giacigli placatevi ma il cuore vegli con Cristo! A che ora viene lo Sposo che viene? Quale turno di veglia la notte? Vegliate! Vegliate! Vegliate e non peccate! Beato chi veglia!

Beato il cantico del vegliante

implorante

prostrato

amante l’Amore

l’amante nell’Amato trasformato

trasfuso tutto

nell’Amore trasformante

fiamma viva d’amore

tutto fuoco

che sempre più arde

mai si consuma

sempre si consuma

mai è consumato.

Mamma Celeste, dolce culla di Dio, Paradiso di Dio, accogli tu degnamente in noi Gesù tuo Figlio nostro Dio, come lo accogliesti la prima volta nel tripudio del Cielo e della terra, accoglilo ora in noi col Padre e lo Spirito Santo, con tutti gli angeli e i santi, con tutta la famiglia di Dio! Tu, Regina del Paradiso, accogli e genera in noi il Paradiso, accoglilo nel centro del nostro cuore, nel cuore del nostro cuore, nel trono del nostro cuore, nell’anima della nostra anima, nella punta, nella cima della nostra anima, così che dal centro del nostro essere il Paradiso si irradi in tutti noi stessi, anima e corpo, volontà, intelletto attivo e passivo, ragione pratica e speculativa, memoria, sensi interni ed esterni, senso comune, estimativa, immaginativa, fantasia, vista, udito, gusto, tatto, olfatto! Tutto in noi sia tuo, Signore! Tutto in noi sia gloria tua! Vieni Spirito Santo, cristificaci a gloria del Padre per l’intercessione di Maria Santissima tua dolcissima indissolubile Sposa, tuo tempio Santo, Madre nostra in Te Dio Spirito Santo che col Padre e il Figlio sei Perfetta ed Eterna Comunione!

Dolce Madre di Gesù, che generasti temporalmente l’Essenza Infinita, il Verbo Eterno eternamente generato dal Padre, genera in noi il Verbo Divino, in noi da^ alla luce il Figlio! Verbo Eterno del Padre, rinasci incessantemente nei nostri cuori! Fa^ rinascere, rinnovella, da^ vigore soprannaturale d’amore ai nostri fragili e deboli cuori morenti! Rinvigorisci le ginocchia flaccide in una vita fatta preghiera a Te gradita, sacrificio e olocausto di soave odore a Te gradito! Facci dono gratuito d’amore! Vieni Spirito Santo, Sposo Divino della Vergine tutta Splendore, per la preghiera infallibile della tua ineffabile e dilettissima Sposa, offrici incessantemente in Gesù al Padre!

Nel racconto dell’Apocalisse di Giovanni, Gesù sta in piedi e bussa; papa Francesco dice che Gesù bussa perché vuole uscire: un Cristo cosmico e sovracosmico di imponente bellezza, potenza, dolcezza, tenerezza viene vittorioso incontro ad ogni uomo! È lo stesso Bambino Celeste che ci riempie di pace e gioia nella sua piccolezza bisognosa di tutto, lo stesso in cui tutto sussiste, per mezzo del quale tutto è stato creato, in cui tutto sarà ricapitolato. Apriamo a Lui la porta del nostro cuore in festa e usciamo in Lui con Lui per Lui incontro ad ogni uomo! Venne tra i suoi e i suoi non l’hanno accolto, ma la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta; è la luce che illumina ogni uomo, e chi vede, vede per Lui; senza Lui, solo tenebra. Buon Natale!

Mercoledì 5 dicembre 2018

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