di Antonio Vecchione
Si è svolta il 28 marzo 2026, presso la Rocca Sforzesca di Bagnara di Romagna, l’inaugurazione della mostra “Arte, valore identitario dell’impresa industriale. L’Arte dell’Elettrotecnica”, un evento che ha saputo unire in modo originale arte contemporanea, industria e tecnologia, offrendo alla comunità un’esperienza culturale di grande valore.
Protagonista della mostra è l’artista Rossano Ferrari, le cui opere reinterpretano il mondo dell’elettrotecnica attraverso un linguaggio pittorico contemporaneo, dando forma visiva ai grandi protagonisti della scienza e al tema simbolico dell’energia.
L’iniziativa, sostenuta dal gruppo imprenditoriale AME e CEM dei fratelli Orrea, rappresenta un esempio concreto di come l’impresa possa diventare promotrice culturale, superando la semplice dimensione produttiva per trasformarsi in motore di valore sociale e creativo.
Durante la tavola rotonda, il sociologo dell’arte Sergio Bevilacqua ha offerto una lettura profonda del rapporto tra arte, industria e tecnologia, evidenziando come l’evoluzione tecnica – dalla fotografia al microprocessore – abbia trasformato radicalmente il ruolo dell’arte: da strumento di memoria a linguaggio capace di interpretare il presente.
L’artista Rossano Ferrari ha sottolineato il valore del dialogo con il mondo imprenditoriale, ricordando come, oggi come nel Rinascimento, la collaborazione tra artisti e imprenditori rappresenti una leva fondamentale per la crescita culturale.
In questa direzione si inserisce la visione di Alberto Orrea, imprenditore e promotore dell’iniziativa, che ha definito la propria filosofia aziendale come “l’arte dell’elettrotecnica”: un approccio che mira a realizzare prodotti non solo “a regola d’arte”, ma veri e propri oggetti capaci di esprimere identità, passione e valore estetico.
In questa prospettiva, l’arte non viene intesa come elemento accessorio, ma come leva culturale e strategica capace di generare valore anche all’interno dei processi industriali.
Uno degli elementi più suggestivi emersi durante l’incontro è il legame simbolico tra elettricità e figura femminile, tema centrale nella produzione artistica di Ferrari, che trova origine nell’etimologia stessa della parola “elettricità” (da Elettra, ambra), interpretata come forza primordiale, generativa e contemporanea.
L’evento, patrocinato dal Comune di Bagnara di Romagna e introdotto dall’Assessora Daniela Pini, ha evidenziato anche una forte attenzione al valore educativo dell’arte, con l’obiettivo di coinvolgere le scuole e le nuove generazioni in un percorso di conoscenza che unisce scienza, storia e creatività.
La mostra si configura così non solo come esposizione artistica, ma come spazio di relazione tra mondi diversi, in cui arte e industria dialogano per costruire una nuova visione del Made in Italy: più consapevole, culturale e orientata al futuro.
Nell’ambito del vernissage nel suggestivo spazio della Rocca sforzesca di Bagnara di Romagna, ha avuto spazio l’intervento del sociologo dell’Arte e dell’Industria Sergio Bevilacqua che ha proposto una riflessione articolata sul ruolo dell’arte nella contemporaneità, mettendola in relazione con l’evoluzione dell’industria, della tecnologia e della società. Sei i punti salienti della sua riflessione, che hanno preso spunto dall’arte di Rossano Ferrari
1. Dalla memoria alla trasformazione
Per secoli, l’arte occidentale ha avuto una funzione fondamentale: custodire la memoria. Ritratti, paesaggi e nature morte rappresentavano strumenti per preservare visivamente persone, luoghi e oggetti.
L’invenzione della fotografia segna una svolta radicale: la memoria viene progressivamente affidata alla tecnologia e l’arte si libera dalla necessità di rappresentare fedelmente la realtà. Da quel momento, l’arte non è più chiamata a riprodurre, ma a interpretare, evocare e trasformare. Così, i ritratti dei dieci scienziati più importanti del settore elettrico realizzati con lo stile mosaicista di Ferrari.
2. L’arte contemporanea come linguaggio aperto
L’arte contemporanea si distacca definitivamente dalla tradizione mimetica e si configura come spazio di ricerca e di libertà espressiva.
Nel caso di Rossano Ferrari, questo si traduce in:
L’opera non si limita a rappresentare, ma attiva significati e memorie già presenti nello sguardo dell’osservatore.
3. Industria e arte: un rapporto strutturale
Il rapporto tra industria e arte non è accessorio, ma profondamente strutturale. Richiamando il modello Olivetti, emerge come l’impresa possa diventare anche luogo culturale, capace di generare valore non solo economico ma sociale. In questo contesto si evidenzia una rara e significativa intesa tra iniziativa industriale e amministrazione pubblica, in grado di produrre un impatto culturale concreto sul territorio. La tecnologia (dal microprocessore fino alle forme più avanzate di innovazione) non è estranea all’arte, ma ne influenza profondamente linguaggi e prospettive.
La collaborazione tra imprenditori (come gli Orrea di AME e CEM) e artisti (come Rossano Ferrari) si configura così come una forma contemporanea di mecenatismo.
4. L’elettricità come simbolo
Uno degli elementi più originali dell’intervento è la lettura simbolica dell’elettricità.
Partendo dall’etimologia (Elettra / ambra), l’elettricità viene interpretata come:
Questa visione trova espressione nelle opere di Rossano Ferrari, che accosta ai ritratti degli scienziati una rappresentazione femminile dell’energia, introducendo una lettura culturale e antropologica del presente.
5. Arte come chiave di lettura del presente
In questa mostra di Rossano Ferrari, la pittura diviene esempio di come l’arte contemporanea non sia solo estetica, ma strumento per comprendere il cambiamento.
Per interpretarla è necessario:
In questo senso, anche la critica d’arte è chiamata a un ruolo più attivo e consapevole, capace di rimettere in discussione interpretazioni dominanti e di restituire complessità ai fenomeni culturali.
6. Il ruolo dell’arte nella società contemporanea
L’arte lascia una traccia del passaggio umano nel tempo. Non si limita a rappresentare, ma genera fascinazione, sospensione e riflessione, attraversa epoche e linguaggi, costruendo connessioni tra passato e presente. Così, i ritratti mosaicisti degli scienziati dell’elettricità, i cui visi sono ripresi da Ferrari attraverso fotografie, litorgrafie oppure ritratti fatti con altra tecnica, fanno rivivere le loro sembianze con un nuovo carisma.
È anche così che la pittura, in un contesto in rapido mutamento, diventa uno strumento per:
L’intenso pomeriggio si è prestato poi a una sintesi finale: l’arte non è separata dall’industria, e nelle visioni più aperte può arrivare fino a rappresentarne una forma di coscienza culturale. In queste visioni, è nel dialogo tra Arte, capacità imprenditoriale e lettura sociale che si costruiscono oggi nuove forme di significato, capaci di generare valore per il territorio e per la comunità.
La mostra di Bagnara di Romagna durerà fino al 7 aprile.
Sabato 4 aprile 2026
© Riproduzione riservata
27 visualizzazioni