Filosofia, antropologia o semplice letteratura?
Come un terrazzo può divenire emblema di Umanesimo contemporaneo
di Sergio Bevilacqua
Non amo i piccioni. Non si tratta di un'avversione antropocentrica, di una sindrome che in virtù dell'immagine e somiglianza e della Genesi porta a una graduatoria nella creazione ove l'Uomo è il vertice, perché semmai, in quel caso, si tratterebbe di un fuoriclasse... Non amo i piccioni perché sporcano ciò che non è loro (ma è poi vero che è di qualcun altro?) e rendono meno vera la nostra proprietà umana di case e cose. Mi danno fastidio. Non come certi umani, ma, insomma, la loro prepotenza mi disturba. Il peggio è certamente quando la prepotenza, il suprrematismo becero o genetico si abbina all'ignoranza, come in troppi umani, e ai piccioni non si può certo contestare un deficit pedagogico, di coltivazione... Ma, ma, il mio rispetto per il coraggio e la tenacia di promozione della loro vita di specie, beh quello se lo sono guadagnato. Ho combattuto difensivamente la loro presenza sul mio terrazzo. Sono stato tentato di affidare la sua difesa ai falchi pellegrini, una specie di "mercenari" sanguinari, assassini di altri volatili: l'ho capito quando migliaia di piccioni sono scomparsi per giorni con l'apparire di questi sicari o giustizieri efferati, uno dei quali si è divorato un piccione sgozzandolo e sventrandolo a beccate violente sul terrazzo di fronte. Sono riuscito a distanziarli per un pò con espedienti artigianali incruenti, ma loto niente. Non riescono a concepire la proprietà privata, o meglio quella umana. Cioè, non sono comunisti, i piccioni. I piccioni sono anarchici. E come gli anarchici rispettano la vita e la catena alimentare, si fanno guidare dai sentimenti, detestano gerarchie e li vedi volare per alimentarsi o con strane voluzioni romantiche in coppia quando s'incontrano per finalità coesive, maschi e femmine (di piccione). E così la piccioncina (gergo dongiovannesco...) fa le uova, e la vita continua. Dove? Sul mio terrazzo. Ed eccomi in conflitto intimo. Scopro, dopo 20 giorni via da casa, non un nido soltanto, che avrei spazzato via senza rimorso, non un nido con uova su cui anche un vegetariano pur rispettando la vita animale magari avrebbe chiuso un occhio, ma due pulcini di piccione già ansimanti e affamati, con la madre che accidentaccio fa la spola volante per nutrirli. Ecco. Bene... non ce la faccio a distruggere tutto. Ma è troppo complesso sradicarli, rispettando le norme. Spero che crescano in fretta, spicchino il volo e non si facciano più vedere. Allora distruggerò il nido e, senza chiamare mercenari senza scrupoli, proteggerò il mio territorio. Perché il fatto che io non possa abitare le fronde degli alberi, oppure il cielo libero (ancora per un pò, quest'ultimo, a meno di non fare come il rispettabile Icaro o i suicidi) rende non reciproca la condizione di libertà. Passi essere anarchici... Ma non essere terroristi! Amo la vita, le forme che noi umani percepiamo come organiche della realtà esterna, gli animali... Ed è reciproco. Ma i piccioni davvero mi irritano. Poi mi passa, però li trovo davvero molto, molto fastidiosi.
Martedì 28 luglio 2026