P.I.L./P.U.N.: il Nobel Parisi ha ragione, ma...

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Prodotto interno lordo (P.i.l.) e patrimonio univarsale naturale (p.u.n.) in conflitto?

P.I.L./P.U.N.: il Nobel Parisi ha ragione, ma...

Nessuna ideologia pura e semplice può ottenere il risultato dell'equilibrio virtuoso tra uomo e natura: occorre una precisa conoscenza tecnica dei sistemi diciamo naturali, dei loro componenti e dell'interazione mutagena con i sistemi antropici

di Sergio Bevilacqua

Con il Nobel Parisi all'Accademia dei Lincei a Roma
Con il Nobel Parisi all'Accademia dei Lincei a Roma

È risaputo che la più grande fonte di benessere, il Prodotto Interno Lordo, altrimenti detto familiarmente P.I.L., avvenga nell'ambito della manifattura, parola che implica la trasformazione di cose materiali. E che, in una visione correttamente olistica, la crescita del Capitale Economico preveda la decrescita del Capitale Naturale (Patrimonio Universale Naturale, P.U.N.). Il P.U.N.è anch'esso patrimonio, ma che può venire trasformato in beni, anche di consumo, il cui ciclo economico produce appunto P.I.L.. A sua volta, il P.I.L.diventa anche patrimonio economico-finanziario, completando il ciclo di trasformazione del P.U.N..
Ma ricordiamo che la crescita di questa ricchezza de poche è avvenuta prima in alcune culture, quelle occidentali, e solo dopo in altre; che la Cina si è affacciata all'industrializzazione vera solo dopo la Rivoluzione Culturale, condotta per un decennio a cavallo tra i '60 e i '70 con sangue e violenza inenarrabili.
Soddisfare il ventre e i desideri di consumo di 4 miliardi di nuovi asiatici figli dell'Antropocene, rimasti dietro all'Occidente di cui vedono il benesseregrazie alla estensiva mediatizzazione, è certamente una sfida mai vista. E implica la moltiplicazione della manifattura, dell'uso di materie prime ("Natura", capitale naturale, P.U.N.) e della loro trasformazione, dell'uso di energia, da fonti rinnovabili e non, ecc. ecc.
C'è un punto di rottura? Il sistema antropico è dannoso per il sistema naturale? Il P.I.L.è nemico del P.U.N.? L'uomo è parte della natura. Ma le ipotesi sulla crescita non sono concordi, e quelle sulla opportunità di frenarla o di governarla vedono veri schieramenti politici, e addirittura ideologici...
Venendo a casa nostra, però, il problema non si porrebbe. Noi non abbiamo (e così più o meno tutto l'Occidente) gravi problemi di frustrazione di desideri o bisogni: molta Asia invece sì, e sono miliardi... È chiaro che un Governo mondiale non può dimenticare queste disparità, su cui l'umano ha versato più sangue che birra. Ma anche il concetto di limite allo sviluppo, per l'entrata in crisi del Patrimonio Universale Naturale P.U.N.rispetto al P.I.L.deve essere considerato.

In pace, e prima che sia troppo tardi.

Martedì 19 ottobre 2021

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