Leila Zerrougui a Kinshasa

Il diritto di crescere

È il blog che pone l'attenzione sulle tematiche e sui diritti dei minori, che racconta quel che succede nel mondo con l'intento di dar voce a chi, ancora oggi, è invisibile. Ampliando e diffondendo la conoscenza delle problematiche legate a chi è potenzialmente esposto alla minaccia di comportamenti abusanti o inopportuni, di realtà più svantaggiate, dalla schiavitù alle violenze domestiche, dalla discriminazione ai conflitti armati, dalla povertà alla libera espressione. Perché non rimanga consegnato al silenzio e non si ripeta in futuro.
Con la convinzione che garantire i loro diritti, nel loro bisogno di crescere armonicamente come individui e come esseri sociali, non dia sollievo soltanto a chi soffre ma contribuisca anche al benessere dell'intera comunità, locale e globale.

Gabriele Paglialonga

Gabriele Paglialonga
Ho iniziato a operare nel settore umanitario nel 2004, aderendo alla missione del governo italiano nel sud-est asiatico per l'emergenza tsunami. Dal 2009 rivesto l’incarico di Coordinatore per i Diritti dei minori nella sezione italiana di Amnesty International di cui faccio parte dal 2007. Non è facile raccontare né tantomeno essere ascoltati. Essendo amante della verità, io continuerò a dar voce, da oggi, anche come blogger.

Noemi Fantoni

Noemi Fantoni
Sono Laureata Magistrale in Scienze Internazionale con la passione verso i diritti dei minori. Ciò mi ha portato ad intraprendere ulteriori studi e un percorso professionale incentrato sulla tutela del minore, con un approccio olistico. I bambini sono anime pure, innocenti e fiduciose verso il futuro. Penso che questo blog sia un'ottima occasione per tenerci aggiornati e scovare le lacune ma anche i pregi del nostro sistema.

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Il diritto di crescere

Nov 19

Leila Zerrougui a Kinshasa

La Rappresentante Speciale del Segretario Generale ONU valuterà la situazione dei bambini e delle bambine coinvolti nel conflitto armato del Paese africano

di Gabriele Paglialonga

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Leila Zerrougui, algerina, nata nel 1956 a Souk Ahras, è esperta legale in materia di diritti umani e amministrazione della giustizia.

La signora Leila Zerrougui è stata nominata Rappresentante Speciale del Segretario Generale ONU per i bambini nei conflitti armati, sotto la guida del Segretario Generale, nel settembre 2012. La sua figura riveste la voce morale di avvocato indipendente per diffondere la consapevolezza e mettere in risalto i diritti e la protezione di bambini e bambine, vittime dei conflitti armati.

Prima di questa nomina è stata vice Rappresentante Speciale del Segretario Generale e vice Rappresentante della Missione di “Stabilizzazione” delle Nazioni Unite nella Repubblica Democratica del Congo (MONUSCO) dove, dal 2008, ha coordinato gli sforzi della missione nel rafforzamento dello stato di diritto e la protezione dei civili.

Come esperto legale in materia di diritti umani e amministratrice della giustizia, la signora Zerrougui ha avuto una brillante carriera nel rafforzamento dello stato di diritto e nel sostenere le strategie e le azioni per la tutela dei gruppi vulnerabili, soprattutto donne e bambini.

Prima dei suoi impegni internazionali, la signora Zerrougui ha lavorato nel settore giudiziario algerino e nel 2000 è stata un membro della Corte Suprema algerina come giudice minorile e giudice di prima istanza 1980-1986, e come giudice della corte d'appello 1986-1997. Dal 1998 al 2000, la signora Zerrougui servito come consulente legale del Gabinetto del Ministero della Giustizia e, dal 2000 al 2008, come consulente legale del gabinetto del Presidente della Repubblica, nonché membro della Commissione nazionale algerina sulla riforma del sistema giudiziario.

A pochi giorni dalla sconfitta militare in Nord Kivu e dalla mancata firma di un accordo di pace a Kampala, Leila Zerrougui, domenica 17 novembre ha raggiunto Kinshasa. Scopo del suo viaggio nella Repubblica Democratica del Congo (RDC) è celebrare la Giornata Mondiale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, per ricordare proprio il giorno in cui fu deliberata dall’ONU: 20 novembre 1989, nel segno di diritti inviolabili e valori fondamentali ed ineludibili.

Nonostante la vittoria dell’esercito regolare (Fardc), società civile e difensori dei diritti umani hanno già espresso “preoccupazione” per il rischio di una contro-offensiva ruandese e di un tentativo di riorganizzazione dei ribelli rifugiati nel confinante Uganda.

Leila Zerrougui valuterà in primo luogo la situazione dei bambini vittime dei conflitti. Farà anche il punto della situazione dei progressi compiuti dalla Repubblica Democratica del Congo per l'attuazione del piano d'azione firmato. Scadenza entro un anno per debellare il reclutamento dei bambini e il loro uso da parte dell'esercito nazionale che, fino all’autunno del 2012, a differenza dei ribelli, le bande dei guerrieri bambini, miliziani hanno le uniformi, si battono no per lo stipendio, che non c’è, ma per i bottini da depredare, le donne da violentare e l’etnia nemica da sradicare, il tutto tra i caschi blu, insabbiati da vent’anni, a far la guardia a una pace che non c’è come sentinelle metafisiche e frustrate. Allora c’era poca fiducia nelle forze militari congolesi, considerate inefficienti e indisciplinate: i suoi soldati erano accusati di essere corrotti e spesso ubriachi. Poi le cose sono cambiate.

L’avanzata dei ribelli della fine del 2012 spinse il governo congolese e il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite a cambiare diverse cose nella strutture delle forze militari che dovevano opporsi al M23, nelle cui fila migliaia di guerriglieri si sono macchiati di diversi crimini di guerra: uomini, donne e bambini sono stati vittime impotenti di una "guerra" che ha provocato sofferenze di ogni genere. Gravi sono le accuse lanciate da organi della società civile locale di saccheggi, stupri, reclutamento di bambini nelle file dei ribelli e persone uccise solo perché avevano tentato di opporsi. Il governo richiamò decine di ufficiali a Kinshasa, la capitale della RDC, e snellì la struttura di comando dell’esercito. A marzo 2013 l’ONU autorizzò l’intervento di un gruppo di peacekeepers guidato dal generale brasiliano Carlos Alberto dos Santos Cruz, che aveva fronteggiato con successo la guerriglia tra gang a Haiti.

Leila Zerrougui incontrerà le autorità di governo della RDC, diplomatici accreditati del Paese ed alcuni rappresentanti locali delle Nazioni Unite come UNICEF e MONUSCO, per valutare una protezione efficace per i bambini fino al termine della crisi internazionale.

Durante la sua permanenza, che terminerà mercoledì 20 novembre, Leila Zerrougui visiterà anche Goma, nel Nord Kivu (nell’est della Repubblica Democratica del Congo) in cui è stato sconfitto il principale gruppo di guerriglia M23 “Movimento per il 23 marzo”, e far ricordare che nelle provincia congolese sono attivi almeno altri 40 gruppi armati. Tra questi c’è l’ADF (Allied Democratic Forces)-NALU, un movimento di origine ugandese che si è stabilito da tempo nell’area, e al quale di recente si sarebbe associato a un gruppo di Al Shabaab somali, forse per minacciare l’Uganda, che ha dispiegato da tempo un contingente militare a Mogadiscio in supporto delle autorità somale. Proprio ad elementi dell’ADF-NALU sono attributi alcuni assalti contro civili commessi negli ultimi giorni in alcune località della provincia.

Leila Zerrougui per ora si dimostra soddisfatta per l'annuncio del presidente Kabila di nominare un rappresentante presidenziale sulla violenza sessuale e il reclutamento di bambini: “Spero che la nomina giunga il più presto possibile”, ha aggiunto.

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